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Gli Stati Uniti hanno effettuato un secondo test di volo, coronato da successo, del sistema missilistico ipersonico HAWC (Hypersonic Air-Breathing Weapon Concept) a metà di marzo, ma affermano di averlo mantenuto segreto per due settimane per evitare l’acuirsi ulteriore della tensione con la Russia mentre il presidente Joe Biden stava per recarsi in Europa. La CNN, citando una fonte della difesa, riporta che il missile è stato lanciato da un bombardiere B-52 al largo della costa occidentale, nel primo test della versione costruita da Lockheed Martin del sistema.

Sono stati rilasciati pochissimi dettagli del test missilistico: l’HAWC ha volato a una quota superiore i 65mila piedi (quasi 20mila metri) e per più di 300 miglia (480 chilometri). Se così fosse il test sarebbe stato molto rapido: al limite inferiore del regime ipersonico (Mach 5 ovvero cinque volte la velocità del suono) un volo di 300 miglia dura poco meno di 5 minuti.

Nel giugno 2019, Raytheon Technologies e Northrop Grumman hanno firmato un accordo per sviluppare, produrre e integrare i motori scramjet di Northrop nelle armi ipersoniche tipo air breathing di Raytheon. Il programma è gestito dall’USAF, l’aeronautica statunitense, e dalla DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency), l’agenzia del Dipartimento della Difesa USA incaricata dello sviluppo di nuove tecnologie per uso militare. Anche Lockheed Martin partecipa allo sviluppo di quelli che sono, per il momento, dimostratori tecnologici di sistemi missilistici ipersonici e si ritiene che la società di Bethesda abbia sfruttato le ricerche effettuate sin dal 2009 per il missile LRASM-B (Long Range Anti Ship Missile B) progettato per volare ad alta quota e velocità supersonica e dal design “stealth”, presto abbandonato dalla DARPA nel 2012.



A inizio settembre del 2020 DARPA e USAF hanno annunciato il completamento dei test di volo vincolato di due varianti dell’HAWC, mentre pochi mesi dopo, a dicembre dello stesso anno, il primo vero test di volo indipendente si era concluso con un fallimento. Sia Lockheed Martin che Raytheon Technologies/Northrop Grumman hanno sviluppato dimostratori dello HAWC e fonti della difesa statunitense avevano riportato che era il veicolo della Lockheed quello in fase di test. I progettisti hanno sperimentato diverse configurazioni avanzate che promettono di raggiungere e sostenere un volo ipersonico efficiente.

Successivamente, a metà settembre del 2021, una prova di volo libero del concept progettato da Raytheon/Grumman è avvenuta con successo: DARPA in quella occasione ha riferito che il vettore si è spinto a una velocità maggiore di Mach 5. Gli obiettivi di quel test erano verificare l’integrazione del veicolo e la sequenza di rilascio, con la separazione dal velivolo di lancio, accensione del booster, separazione del booster e accensione del motore scramjet e volo di crociera. Tutti obiettivi che sono stati raggiunti secondo l’agenzia. Tra i sistemi missilistici ipersonici in corso di sviluppo negli Stati Unit, l’HAWC è quello che più si basa su progetti pionieristici, incluso il veicolo aerospaziale X-30, nonché sullo X-43 della NASA e l’X-51 Waverider dell’aeronautica statunitense, un dimostratore tecnologico scramjet in grado di viaggiare a Mach 5.1.

La tecnologia ipersonica scramjet consiste in un motore che ingerisce aria a velocità supersonica immettendola nella camera di combustione senza diminuirne la velocità e senza l’ausilio delle palette dei compressori di un normale motore a turbina ma utilizzando semplicemente la geometria particolare della presa d’aria, con tutte le problematiche conseguenti alle altissime temperature che si raggiungono durante il ciclo. Affinché questo ciclo funzioni però, è necessario che un missile dotato di un motore di questo tipo venga portato – tramite un secondo motore a razzo – ad una velocità iniziale elevata (per il Waverider era di Mach 4.5) in modo che l’aria venga compressa a regimi supersonici dalla presa d’aria ed inneschi l’accensione dello scramjet.

I motori scramjet, insieme ai ramjet, sono caratterizzati da una propulsione definita air breathing (cioè “respirano” aria) che offre il vantaggio di non dover trasportare l’ossidante per la combustione, riducendo così il peso al lancio e pertanto aumentando il carico utile (o entrambi). I motori scramjet non sono un concetto nuovo: il velivolo ipersonico a razzo Bell X-15 ha volato con un modello sperimentale di questo motore per scopi di ricerca nel 1967, sebbene quegli studi non abbiano portato alla costruzione di un sistema operativo.

Attualmente gli Stati Uniti stanno lavorando alacremente per colmare il divario tecnologico nel settore della missilistica ipersonica che li separa da Russia e Cina che hanno già in servizio alcuni sistemi di questo tipo: Mosca ha schierato – e usato – il KH-47M2 Kinzhal e sta eseguendo una fitta serie di test per il vettore da crociera 3M22 Zircon, mentre la Cina ha schierato sul missile balistico a medio raggio DF-17 un veicolo di rientro tipo HGV, ovvero un aliante ipersonico in grado di manovrare per cambiare quota e traiettoria ad altissime velocità.

Il dipartimento della Difesa statunitense ha avviato alcuni programmi per sistemi ipersonici che sono divisi per forza armata: la U.S. Navy sta lavorando sul Common Glide Vehicle (CGV) che dovrebbe essere utilizzato da tutte le forze armate, l’U.S. Army sta studiando, partendo sempre dal programma CGV, il LRHW (Long Range Hypersonic Weapon) mentre l’aeronautica statunitense ha in studio l’ARRW (o AGM-183A) che sta subendo ritardi a causa dei fallimenti in cui è incappato, ma che si accompagna anche ad altri programmi come il Project Mayhem.

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