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Difesa

Sea Future 2025, quando la Blue Economy fa crescere l’Italia e la rafforza nel Mediterraneo

La Blue Economy non solo contribuisce all'11% del Pil italiano ma rafforza il Paese come attore chiave nel Mediterraneo.
Sea future

SeaFuture 2025, tenutosi dal 29 settembre al 2 ottobre presso la base navale di La Spezia, ha rappresentato un evento internazionale di riferimento per l’innovazione marittima, la Difesa e la Blue Economy, consolidando il ruolo dell’Italia come hub strategico mediterraneo. La nona edizione di SeaFuture, ospitata nell’Arsenale Militare Marittimo di La Spezia, ha confermato la sua rilevanza globale come piattaforma per l’innovazione marittima, la difesa e la sostenibilità. 

Organizzata da Italian Blue Growth in collaborazione con la Marina Militare e sotto il patrocinio dei ministeri della Difesa e delle Infrastrutture, l’evento ha registrato numeri record: oltre 350 aziende, 50.000 metri quadrati di area espositiva, 90 delegazioni estere da Paesi come Stati Uniti, Francia, India e Arabia Saudita, e 3.500 incontri B2B/B2G. La presenza di figure istituzionali di spicco, tra cui il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti e l’Ammiraglio Enrico Credendino, ha sottolineato l’importanza strategica della manifestazione. 

I temi centrali sono stati l’Intelligenza Artificiale (IA), la dimensione subacquea e la Blue Economy. L’IA è stata al centro di panel come “AI Strategy & Future” di ELT Group, evidenziando il suo ruolo nella superiorità informativa e nella sicurezza dei dati, con applicazioni militari come il contrasto a droni subacquei e civili per la transizione digitale.  La dimensione subacquea ha affrontato minacce ibride a infrastrutture sottomarine, mentre la Blue Economy ha messo in luce il contributo dell’11,3% al PIL italiano e il 6% alla crescita occupazionale. 

Il Green & Blue Innovation Hub ha valorizzato la transizione energetica, con focus su energie rinnovabili marine e porti sostenibili. La presenza di Unità navali della Marina Militare, come Nave Trieste e il sommergibile Romeo Romei, insieme a iniziative culturali, hanno arricchito l’evento. 

L’Italia, Paese chiave nel Mediterraneo

SeaFuture 2025 ha rafforzato il posizionamento dell’Italia come attore chiave nel Mediterraneo, un’area cruciale per la sicurezza e gli approvvigionamenti energetici globali. La presenza di delegazioni da 90 paesi, inclusi partner NATO e UE, ha favorito una diplomazia marittima che promuove cooperazione e stabilità regionale. Accordi come il Memorandum of Understanding tra Italia e Grecia per la cessione di due unità navali testimoniano l’impegno per una sicurezza collettiva. In un contesto di tensioni globali, dal conflitto in Ucraina alle instabilità nel Vicino Oriente e l’Africa, l’evento ha evidenziato la necessità di sinergie tra alleati per affrontare minacce ibride, come attacchi a cavi sottomarini o infrastrutture critiche. 

L’accento sull’IA e sulla cybersecurity ha sottolineato l’urgenza di una sovranità digitale per ridurre dipendenze tecnologiche esterne. Tuttavia, la mancanza di standardizzazione nel calcolo quantistico e la scarsità di chip rappresentano sfide strategiche. 

SeaFuture ha anche rafforzato il ruolo del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea, la risposta integrata di Marina Militare e Fincantieri tesa a promuovere, facilitare e coordinare la cooperazione delle diverse eccellenze nazionali nel settore under-water, rappresenta un fulcro per l’innovazione e la collaborazione industriale, consolidando l’Italia come leader nella difesa marittima e nelle tecnologie dual-use in un mondo multipolare.

La Blue Economy, con il suo contributo significativo al PIL italiano, si è confermata un motore di crescita, grazie a settori come la cantieristica navale e la logistica portuale. 

La decisione di acquisire Unità Polivalenti per la Sorveglianza Subacquea (UPSDS) al posto dei Cacciamine Nuova Generazione-Altura (CNG-A) ha sollevato un vivo dibattito da cui è emerso che, se da un lato le UPSDS offrono flessibilità operativa, dall’altro, qualora non si provveda alla costruzione dei cacciamine d’altura di nuova generazione, si rischia di limitare capacità specialistiche di mine-hunting, fondamentali per la sicurezza delle rotte marittime. 

La necessità di investire in droni autonomi e sensori subacquei è emersa come priorità per proteggere infrastrutture critiche, come cavi sottomarini e gasdotti, da minacce ibride. La collaborazione tra Marina Militare, industria e ricerca, evidenziata dagli stand di Fincantieri e startup come Typhon Labs, promette di elevare la resilienza marittima italiana.

Per l’Italia, SeaFuture 2025 ha consolidato La Spezia come hub strategico per la difesa e l’innovazione marittima, con ricadute economiche e occupazionali significative. 

Un laboratorio di innovazione

La Blue Economy, leader per PMI e cantieristica, rafforza la competitività nazionale, mentre le spese per la difesa (2,5% del PIL) bilanciano riarmo e controllo del deficit. L’evento ha promosso sinergie tra grandi aziende e PMI, favorendo un ecosistema industriale inclusivo. Tuttavia, la dipendenza da chip esteri e il deficit previsto per il 2026 richiedono strategie di lungo termine. 

Da sottolineare la presenza del ministero dell’Interno che ha evidenziato l’importanza della sicurezza marittima per contrastare traffici illeciti, rafforzando il ruolo dell’Italia come ponte tra Europa e Africa.

SeaFuture 2025 ha trasformato La Spezia in un laboratorio di innovazione, unendo difesa, industria e ricerca per affrontare sfide globali. L’IA, la dimensione subacquea e la Blue Economy emergono come pilastri per la sovranità marittima italiana. Nonostante ostacoli come carenze tecnologiche e questioni etiche legate all’impiego della IA, l’evento indica una rotta chiara: cooperazione, sostenibilità e formazione per un’Italia leader nel Mediterraneo.

Concludendo SeaFuture 2025, magistralmente orchestrato da Cristiana Pagni e dal suo team, si è rivelato un evento di straordinaria portata, capace di coniugare innovazione, strategia e visione per l’Italia marittima.

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