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Difesa

Samp-T italo-francesi alla Danimarca: il maxi-affare sull’antiaerea manda un messaggio a Germania e Usa

Samp-T italo-francesi alla Danimarca: il maxi-affare sull'antiaerea che manda un messaggio alla Germania e agli Usa.

La Danimarca comprerà il sistema antiaereo Samp-T di ideazione italo-francese. L’affare, perfezionato alla fine della scorsa settimana, si inserisce in un pacchetto di quasi 9 miliardi di euro (58 miliardi di corone danesi) con cui Copenaghen intende rafforzare la propria difesa aerea. E per plasmare la sua componente a lungo raggio la Danimarca ha deciso di puntare su un prodotto europeo, già sperimentato nella difesa dei cieli di Kiev durante la guerra in Ucraina, realizzata da Mbda, azienda di diritto francese partecipata da Airbus, Leonardo e Bae con una forte presenza italiana, e dalla transalpina Thales.

Il Samp-T vara il suo export

Si tratta di un accordo di peso perché renderà la Danimarca il primo Stato dopo Italia e Francia ad acquisire il Samp-T, di cui si apre ufficialmente la strada all’esportazione. “La Danimarca si è già data da fare per mettere insieme un componente di difesa aerea a medio raggio , basandosi su tre sistemi diversi: un sistema Kongsberg NASAMS, due sistemi MBDA VL MICA e un sistema IRIS-T della tedesca Diehl Defence; il primo sistema dovrebbe essere operativo verso la fine del 2025″, nota Defense News, e dunque di conseguenza l’ingresso del Samp-T ha una valenza politica importante dato che consente alla batteria italo-francese di mettere un piede a terra nel cuore del progetto di uno “scudo aereo” europeo promosso dalla Germania, lo European Sky Shield Initiative (Essi).

Una svolta nello scudo antiaereo europeo

Come abbiamo spiegato, il programma Essi mira a costruire una struttura di difesa dei cieli dell’Europa che aiuti a favorire interoperabilità e convergenze militari tra i Paesi interni e esterni all’Unione Europea (sono presenti anche Regno Unito e Norvegia).L’Iris-T comprato dalla Danimarca è di matrice tedesca come la strutturazione della difesa di medio raggio, garantita dagli Skyranger 30 prodotti da Rheinmetall e recentemente acquistati anche dall’Ucraina.

Ma la parte chiave della difesa saranno i sistemi scelti per la difesa a lungo raggio, i Patriot statunitensi, e per la protezione esoatmosferica, il sistema Arrow-3 di matrice israelo-americana. L’Essi, che dovrebbe diventare operativo entro il 2030, ha dunque indispettito Italia e Francia, che si sono chiamate fuori dal progetto, e contribuito tanto al polimorfismo della difesa aerea europea quanto alla frammentazione di appalti e commesse.

Perché la Danimarca compra europeo

La Danimarca, alla fine, ha optato, da membro Essi, per un sistema diverso e prettamente europeo. Pesa, in questo, sicuramente lo strascico delle tese relazioni di Copenaghen con gli Usa per le polemiche di Donald Trump sulla possibile occupazione della Groenlandia e la bassa popolarità di Washington nel Paese nordeuropeo. Gioca un ruolo il freno sugli Arrow-3 per la tensione del Paese con Israele. Ma emerge anche la prospettiva di una fornitura europea a un Paese europeo per una difesa aerea di stampo continentale. Un messaggio a Washington, ma anche a Berlino che incentiva la corsa al riarmo promuovendo spesso, però appalti che guardano a Washington oltre che al Vecchio Continente.

Secondo il ministro della Difesa Troels Lund Poulsen, un’altra ragione che ha indotto Copenaghen, tradizionalmente uno dei Paesi più convintamente atlantisti all’interno della Nat, a scegliere sistemi d’arma europei è quella di favorire il rinnovato sviluppo e il consolidamento dell’industria europea della difesa in settori critici”, scriveva Euractiv a giugno, commentando l’acquisto dei tre sistemi di base. Questo appare a maggior ragione vero di fronte all’investimento sul Samp-T. Un passo in avanti per l’industria europea della difesa che mostra il bivio di fronte a cui si trovano produttori e governi nel quadro della ricerca di una quadra per la via ottimale di tutelare la sicurezza del Vecchio Continente.

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