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Nella notte la Voenno-morskoj Flot, la marina militare russa, ha effettuato il primo test di un missile ipersonico Zircon lanciato da un sottomarino. L’unità è il K-329 “Severodvinsk”, la prima della classe Yasen, che ha preso il mare nel 2013. Il “Severodvinsk” è quello che ha accumulato più ritardi durante la sua gestazione, fattore che ha posticipato il suo ingresso nella Flotta del Nord al 2016, ovvero 23 anni dopo la sua impostazione.

Il suo dislocamento è di circa 13800 tonnellate in immersione per una lunghezza di circa 120 metri, una larghezza di 15 e un pescaggio di 8,4. I russi riportano una profondità operativa massima di 520 metri, un’autonomia operativa di 100 giorni senza rifornimenti ed un equipaggio di 64 persone. Gli Yasen, compresi gli M successivi, sono tutti a propulsione nucleare e si ritiene riescano a sviluppare una velocità di 31 nodi in immersione.

Non si tratta strettamente di sottomarini da attacco (Ssn) ma si possono considerare della unità multiruolo grazie alla differenza di armamento che imbarcano che fonde le caratteristiche di un Ssn e un Ssgn. Gli Yasen, infatti, sono dotati, oltre dei classici siluri da 533 millimetri tipo Ugstm filoguidati in 10 tubi lanciasiluri localizzati dietro il sonar e orientati quindi verso l’esterno, anche di una serie di pozzi verticali per il lancio di missili da crociera. Otto pozzi del complesso СМ-346 (3Р-14В) sono infatti posizionati nella porzione poppiera dietro gli scompartimenti di controllo e comando e davanti al locale reattore. Questi sono in grado di trasportare circa 63 missili da crociera tipo P-800 (3M55) Oniks, 3M14K Kalibr e anche i nuovi 3M22 Zircon ipersonici e di lanciarli sia in immersione sia in superficie. I missili Kalibr, lanciati per la prima volta il 7 novembre 2012 su un bersaglio marino nel Mar Bianco mentre il “Severodvinsk” era immerso, sono in grado, ad esempio, di colpire le città americane della costa orientale mentre il sottomarino incrocia nell’Atlantico Centrale, avendo una gittata di 1600 miglia nautiche (2900 chilometri).

Il lancio dello Zircon di stanotte, come si legge sulla Tass che riporta le dichiarazioni ufficiali del ministero della Difesa russo, è stato effettuato nel Mare di Barents avendo come ipotetico bersaglio un’unità navale avversaria. Secondo i dati del test, la traiettoria del missile si è mantenuta nei parametri impostati ed il missile ha colpito il suo obiettivo. Il lancio dello Zircon, come si può vedere dal filmato diffuso dai russi, è stato condotto mentre il Severodvinsk era in emersione.

Fonti della difesa russa riportano che a novembre ne è previsto un secondo mentre il sommergibile sarà in immersione. Il 19 luglio scorso il Cremlino ha riferito che la fregata della classe Project 22350, Admiral Gorshkov, aveva lanciato con successo uno Zircon su un bersaglio terrestre. Il vettore, come riferisce Mosca, ha tenuto una velocità di Mach 7 e ha colpito il suo obiettivo posto a una distanza di oltre 350 chilometri. La fregata ha lanciato il missile dalle acque del Mar Bianco, mentre il bersaglio era situato sulla costa del Mare di Barents.

Il missile sarebbe capace di una velocità di Mach 5/6, ma alcune fonti russe lo danno in grado di arrivare anche a Mach 9. Dopo che un booster a propellente solido lo accelera a velocità supersonica, il motore scramjet entra in funzione portandolo alla sua velocità di crociera. La sua gittata è stimata in 250 – 500 km seguendo un profilo di volo lo-lo mentre aumenta a 740 in caso di hi-lo ma secondo i media russi arriverebbe anche a 1000 km effettuando una traiettoria semi-balistica.

Nel test effettuato a dicembre 2018, il 3M22 sarebbe stato capace di mantenere una velocità di Mach 8 e ne sono state testate per la prima volta le sue capacità dual use, ovvero sia antinave sia per attacco terrestre. Una delle difficoltà maggiori quando si tratta di missili da crociera ipersonici è data dalle temperature elevate raggiunte grazie all’attrito con l’atmosfera. I progettisti russi, secondo le prime indiscrezioni, potrebbero aver risolto il problema della resistenza della struttura ed in particolare dell’ogiva dello Zircon, costruendola con materiali particolari che ne permetterebbero il suo raffreddamento per ablazione (ovvero con evaporazione degli strati esterni), e sviluppando un combustibile particolarmente resistente al calore che possa quindi anche fungere da refrigerante. Non sappiamo molto sul carico bellico del missile né sul suo seeker, possiamo però fare un raffronto con il missile da cui deriva, il P-800 Oniks, per capire qualcosa di più. Sebbene il design dei due missili sia differente le dimensioni sono raffrontabili: l’Oniks è infatti lungo 8,6 metri mentre lo Zircon tra gli 8 ed i 10. Il compartimento del carico bellico del P-800 è sistemato nella parte anteriore del missile ed è relativamente piccolo, a causa delle dimensioni della presa d’aria del motore ramjet. Sebbene sullo Zircon la presa d’aria sia localizzata più verso la coda, l’ogiva del missile è oltremodo slanciata e appuntita e questo fa supporre che il vano per il carico bellico sia delle stesse dimensioni dell’Oniks o più piccolo.

Basandoci su questo si può stimare il carico bellico dello Zircon in versione land attack intorno ai 200 chilogrammi. Se così fosse non rappresenterebbe un carico ideale per un attacco verso obiettivi di terra, spesso e volentieri induriti, sebbene si debba considerare anche l’effetto distruttivo dato dall’altissima energia cinetica sviluppata dall’alta velocità del missile rispetto ad altri sistemi classici. Per quanto riguarda il seeker, anche in questo caso, possiamo solo supporre che abbia una forma di guida attiva/passiva radar, ma non sappiamo altro. Il primo test – sulla cui veridicità esiste però una controversia – di uno Zircon lanciato da un’unità navale è stato effettuato il 6 ottobre dello scorso anno quando sempre la fregata Admiral Gorshkov avrebbe colpito un bersaglio navale dopo un volo di 450 chilometri.

Il test da parte di un sottomarino era atteso da tempo e dimostra la maturazione di un vettore che risulta essere un vero e proprio game changer nel campo della guerra navale (finché non ce ne sarà una versione aeroportata): le tempistiche del test da parte di un’unità sottomarina sono state sostanzialmente rispettate.