Riarmo Tedesco: la lista della spesa da 83 miliardi di Merz agli Usa lascia le briciole

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Difesa /

Arriva la prima, grande lista della spesa della Germania per concretizzare il maxi-piano di procurement militare da 355 miliardi di euro in 15 anni (2026-2041) e la grande notizia è che il governo di Friedrich Merz ha notevolmente tagliato le previsioni di approvvigionamento dagli Stati Uniti.

La maxi-spesa della Germania riduce gli appalti Usa

Un documento ottenuto da Politico.eu prevede investimenti in acquisto di armamenti per 83 miliardi di euro tramite contratti da stipulare entro la fine del 2026 per mettere in marcia la ricostruzione delle forze armate di Berlino. Ebbene, “solo” l’8% del totale è destinato a armamenti americani.

Una percentuale piccola ma solo in modo relativo (parliamo comunque di 6,4 miliardi di euro di ordinativi) che mostra un passaggio chiave e alimenta una prospettiva precisa per leggere il progetto di riarmo di Berlino, legato a doppio filo alla volontà di rimettere in marcia l’ingolfata macchina industriale germanica.

Tra i 154 progetti d’acquisto sottoposti all’autorizzazione della commissione Bilancio del Parlamento tedesco, che deve approvare ogni spesa di procurement oltre i 25 milioni, forniture di Missili Taurus per 2,3 miliardi sono più valorizzate degli 1,7 miliardi per gli americani Patriot, fondamentali per lo scudo antiaereo (European Sky Shield Initiative) europeo a trazione tedesca. Esso, però, avrà anche un nerbo tedesco, come spiega Politico.eu: “il piano prevede oltre 300 milioni di euro per ulteriori unità IRIS-T SLM di fabbricazione tedesca, 755 milioni di euro per missili lanciati da navi e 490 milioni di euro per nuovi missili di difesa aerea a corto raggio”. 

Circa un terzo della spesa, oltre 26 miliardi di euro, servirà per avviare il programma delle fregate F127 realizzato dall’operatore navale tedesco Tkms. Si tratta di molta carne al fuoco, dato che Berlino ha molti altri progetti strategici.



Tutti i progetti per il riarmo tedesco

Nei mesi scorsi la Germania ha concluso un progetto sinergico con l’Italia per plasmare l’alleanza Rheinmetall-Leonardo, finalizzata alla realizzazione  dei carri armati Panther, parte di una serie di progetti aventi al centro l’azienda di Dusseldorf che sta anche pensando di riciclare a fini militari vecchi impianti automobilistici, e col Regno Unito ha concluso una partnership militare-industriale includente un programma missilistico, il Deep Precision Strike, destinato ad armare gli eserciti di Berlino e Londra. Certo, restano anche grandi appalti per asset americani come i caccia F-35 destinati alla Luftwaffe a cui Berlino non rinuncia e che costruirà Rheinmetall.

Merz e il ministro della Difesa Boris Pistorius intendono accelerare il riarmo da 355 miliardi di euro di investimenti partendo subito con forza e tensione per permettere ai progetti di camminare con le proprie gambe e dare uno shock immediato all’industria. Le industrie della Difesa tedesche chiedono certezze sui flussi di cassa e la continuità degli ordinativi. A luglio una legge apposita ha de-burocratizzato gli acquisti e garantito investimenti regolari del governo. Ora la grande campagna di acquisti metterà alla prova l’industria: sarà in grado di supplire alle domande crescenti? Potrà mettere in campo per anni acquisti a ritmo sostenuto? Soprattutto, saprà emancipare il procurement dagli Usa? Appena il Parlamento avrà approvato le spese, sarà l’ora della verità per Berlino. E per le sue ambizioni di essere la prima potenza militare europea nel prossimo decennio.

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