Riarmo europeo, sogni americani: Leonardo-Knds in gara per i nuovi obici Usa

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Difesa /

Mentre l’Europa progetta i suoi piani di riarmo e in maniera finora disomogenea ma irrorata da importanti risorse i Paesi del Vecchio Continente pensano a come rimpinguare i propri arsenali, i loro colossi della Difesa fiutano affari anche oltre Atlantico per sfruttare le economie di scala industriali emerse negli ultimi anni. Un esempio è rappresentato dalla manovra comune italo-franco-tedesca per assicurarsi un appalto miliardario, quello per il nuovo obice d’artiglieria dello United States Army.

La corsa all’artiglieria Usa con Leonardo Drs e Knds

Leonardo Drs, la succursale americana di Piazzale Montegrappa, ha infatti aperto la corsa come prime contractor per un progetto di soluzione volta ad ammodernare l’artiglieria a stelle e strisce in sinergia con la franco-tedesca Knds. L’azienda, nata dall’unione tra la tedesca Krauss-Maffei Wegmann (Kmw) e della francese Nexter, con sede legale a Amsterdam, produce gli obici semoventi d’artiglieria PzH 2000 e Caesar. Quest’ultimo, che ha dato buona prova di sé in Ucraina, potrebbe essere adattato alle esigenze statunitensi.

Gli Usa, nota Defense News, sono ancora in una fase preliminare di valutazione: “L’Esercito non ha chiarito se intende sviluppare una capacità di artiglieria mobile a lungo raggio, ma continua a setacciare l’industria in tutto il mondo alla ricerca di possibili opzioni” e inoltre “di recente ha persino invitato le aziende a presentare sistemi che l’esercito potrebbe prendere in considerazione per la fornitura ai soldati nelle unità operative, nell’ambito delle valutazioni in corso”.

La versatilità del Caesar

Il Caesar è capace di lanciare proiettili da 155 mm a 55 km di distanza e all 2008 è stato utilizzato sul campo in più conflitti. L’acronimo dal nome solenne che lo identifica è pienamente descrittivo “Camion Équipé d’un Système d’Artillerie”.

Dal 2026 fino al 2030 entreranno in servizio oltre un centinaio di unità della sua seconda versione destinate a operare nei ranghi dell’esercito francese. La prima, prodotta negli Anni Novanta, è stata utilizzato in Afghanistan, nelle guerre mediorientali contro l’Isis, in Sahel e dall’Ucraina per respingere l’offensiva russa.

Anche la Thailandia l’ha acquistato e impegnato contro la Cambogia nel recente conflitto di confine. In futuro si prevede che lo riceveranno l’Armenia, il Belgio, la Repubblica Ceca, la Lituania e la Slovenia, mentre nel 2024 Emmanuel Macron, visitando il Brasile, ha discusso di un appalto verso il gigante latinoamericano con il presidente Luis Inacio Lula da Silva, dopo che Brasilia ha sospeso una fornitura di Atmos 2000 israeliani prodotti da Elbit Systems in risposta alla condotta di Tel Aviv a Gaza.

Le truppe statunitense hanno avuto fianco a fianco il Caesar a Mosul e nel resto della campagna anti-Isis e gli ufficiali hanno sicuramente avuto modo di vedere la sua postura operativa in Ucraina, dove “Calibre Defence” ricorda essersi ben difeso contro droni e munizioni circuitanti a causa di una non indifferente capacità di manovra. La testata britannica aggiunge che il Caesar potrebbe fornire una terza via tra l’M109 semovente e l’M777 trainato oggi perni forza d’artiglieria statunitense.

Gli Usa restano un bacino irrinunciabile

La possibilità di fornire il Caesar agli Usa segnala, in quest’ottica, sia le ambizioni espansioniste dei produttori europei sia la volontà di mantenere il piede a terra americano, sotto forma di ricerca della clientela, anche in tempi di focalizzazione sul riarmo europeo. Del resto, Drs è una società di diritto statunitense e proprio per questo “sarà l’integratore e il responsabile del progetto”, ricorda Breaking Defense, un progetto che cercherà i ricchi appalti a stelle e strisce in una fase di rinnovata corsa alle spese militari in cui Washington continua a essere il grande attrattore dell’Occidente sotto il profilo degli appalti per via di una capacità spesa tuttora impareggiata oltre Atlantico.

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