Razzi contro droni: anche la Royal Air Force schiera il missile low cost in Medio Oriente

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Il Regno Unito ha deciso di schierare un nuovo sistema anti-drone a basso costo in Medio Oriente, armando i propri caccia intercettori con il piccolo razzo di precisione che può contribuire in maniera decisiva alla difesa di target militari e infrastrutture critiche dagli attacchi con i droni suicidi Shahed-136 iraniani e altri minacce analoghe.

Stiamo parlando dell’APKWS, un nuovo sistema missilistico a basso costo che è stato integrato sui caccia Eurofighter Typhoon che la Royal Air Force schiera nella base aerea di Akrotiri a Cipro e nelle basi degli alleati in Medio Oriente. Il nuovo missile, Advanced Precision Kill Weapon System, gli consentirà di distruggere i target ostili con precisione e a una frazione del costo dei missili attualmente in uso, ed è già stato impiegato con successo dagli aerei e dagli elicotteri da combattimento statunitensi che fanno parte del dispositivo posto a presidio dello Stretto di Hormuz.

Grazie alla rapida attività di approvvigionamento e collaudo condotta dal Ministero della Difesa e dai partner industriali BAE Systems e QinetiQ, il sistema è passato dalla fase di test a quella operativa in meno di due mesi“, dichiarano gli inglesi dai canali governativi, comunicando che tra marzo e aprile i piloti del 41° Squadrone di Test e Valutazione della RAF hanno portato a termine, e con successo, il primo test di attacco contro un bersaglio terrestre, per passare il mese successivo ai test aria-aria. Dimostrando così l’efficacia del sistema contro gli attacchi dei droni che attualmente rappresentano una delle principali minacce negli scenari interessati da conflitti asimmetrici, ma anche da conflitti convenzionali che prevedono l’impiego di una combinazione di sistemi d’arma a basso costo e di precisione nella tattica della “saturazione” che impegna le difese aeree avversarie. Uno schema offensivo che abbiamo osservato più volte nella strategia impiegata dai russi in Ucraina.

Il Commodoro dell’Aeronautica Donal McGurk ha dichiarato di aver accolto con favore la “rapidità di sviluppo e i test meticolosi che hanno portato all’impiego di questi sistemi missilistici” sui caccia Typhoon, aggiungendo che il nuovo sistema rappresenta un “prezioso complemento al pacchetto di difesa aerea che stiamo già utilizzando con agilità in tutto il Medio Oriente“.

Il sistema è ora impiegato nelle operazioni che vengono condotte in Medio Oriente, e d’ora in poi armerà i caccia Typhoon del 9° Squadrone della RAF impegnati nelle sortite che difenderanno gli interessi del Regno Unito e dei propri partner nella regione. “La nostra flotta di Typhoon è la spina dorsale della difesa aerea del Regno Unito e della NATO, con la RAF impegnata a proteggere il fianco orientale dell’Europa dalle incursioni dei droni russi e a difendere i nostri partner in tutto il Medio Oriente“, ha dichiarato il ministero della Difesa di Londra.

Con il laser, armi di precisione



L’Advanced Precision Kill Weapon System utilizza un sistema di puntamento laser che trasforma i missili non guidati in armi di precisione a basso costo, capaci di abbattere droni nemici e altre minacce, e per questo è attualmente considerato tra le opzioni più efficaci e sostenibili per contrastare la crescente minaccia dei droni. I vertici dell’azienda BAE Systems ricordano come la priorità rimanga quella di garantire che la Royal Air Force e i suoi alleati “dispongano delle tecnologie avanzate di cui hanno bisogno oggi e in futuro, per rimanere all’avanguardia rispetto alle minacce in continua evoluzione“.

Attualmente le risorse per la difesa aerea schierata dalle forze britanniche, sia terrestri che basate su elicotteri, sono dispiegate in “stato di massima prontezza operativa a supporto dei partner del Golfo“, e possono contare sul sistema Sky Sabre schierato in Arabia Saudita e in Bahrein, e sui sistemi Rapid Sentry e sul sistema antidrone ORCUS schierati in Kuwait. Recentemente il ministero della Difesa ha chiuso un contratto per fornire alle Forze Armate britanniche i missili intercettori Skyhammer, un sistema d’arma appositamente progettato per contrastare i droni d’attacco come gli Shahed-136 iraniani e altre munizioni circuitanti.

Nel frattempo, gli aerei da caccia britannici continuano a operare in tutto il Medio Oriente per proteggere la popolazione e gli interessi di Londra e dei partner. Il ministero della Difesa ha comunicato che i piloti e gli equipaggi schierati nella regione hanno superato le2.500 ore di volo dall’inizio del conflitto nella regione. L’equivalente di oltre “tre mesi di volo continuo” in missioni difensive.