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Il 22 maggio la Tass ha diffuso uno stringato comunicato stampa del Servizio federale per la cooperazione tecnico-militare russo (FSVTS) in cui si affermava che “il primo cliente straniero del Su-57E inizierà a utilizzare questo aereo nel 2025” nel corso dell’esposizione internazionale di armi e equipaggiamento militare MILEX 2025 tenutasi a Minsk, capitale della Bielorussia. Sebbene non venga rivelato quale sia il “cliente straniero”, ci sono molte indicazioni che potrebbe trattarsi dell’Algeria.

Già lo scorso novembre, durante il salone internazionale dell’aerospazio di Zhuhai, nella Repubblica Popolare Cinese, Alexander Mikheev, amministratore delegato dell’agenzia per l’esportazione di armamenti russa Rosoboronexport, aveva detto ai giornalisti che “abbiamo già firmato i contratti, i primi, per l’aereo Su-57”, ribadendo la notizia anche a Aero India 2025. Successivamente all’evento di Zhuhai, molteplici fonti indipendenti, tra cui la televisione di Stato algerina e dichiarazioni di altri funzionari russi, hanno confermato che l’Algeria sarebbe il primo cliente dell’unico caccia di quinta generazione russo.

Il Su-57E è la versione da esportazione del Su-57 sviluppata dal bureau Sukhoi, facente parte del colosso aeronautico russo United Aircraft Corporation (UAC). Lo sviluppo del Su-57 è iniziato nei primi anni 2000 e il suo primo volo ha avuto luogo il 29 gennaio 2010, mentre la produzione in serie è iniziata nel 2019 presso lo stabilimento aeronautico di Komsomolsk-na-Amure ma a ritmo ritardato: il contratto statale firmato nel 2019 prevedeva la consegna di 76 caccia alle Forze Aerospaziali Russe entro il 2028, sufficienti ad equipaggiare tre reggimenti di aviazione, ma il primo Su-57 di serie è stato consegnato all’aeronautica russa a dicembre 2020, mentre ad aprile 2025 erano stati prodotti solo 38 velivoli compresi i 10 prototipi. Di tutti questi esemplari due sono andati perduti in incidenti. Il rateo di produzione del Su-57 è estremamente lento: nel 2024 sono stati consegnati solo 7 caccia mentre nello stesso anno la Lockheed-Martin ha prodotto un totale di 150 F-35 nelle sue diverse varianti.

Il caccia russo, inoltre, non è ancora nella sua configurazione definitiva: il problema principale è rappresentato dai nuovi motori (i Saturn AL-51) che tardano a essere messi a punto, pertanto anche nei sette esemplari consegnati all’aeronautica militare russa in tutto il 2024 erano stati montati i vecchi Saturn AL-41F1, variante degli AL-41F1S che equipaggiano i caccia Su-35S. Si tratta di un inconveniente non da poco in quanto i nuovi motori dovrebbero dare una delle caratteristiche dei velivoli di quinta generazione, cioè la velocità di “supercrociera” ovvero la capacità di mantenere la velocità supersonica durante il volo di crociera senza l’ausilio del postbruciatore. Attualmente, solo l’F-22 è effettivamente un velivolo dotato di questa caratteristica (a Mach 1,82) mentre l’F-35 la ha in modo limitato, ovvero per al massimo 150 miglia a Mach 1,2 e sfruttando il postbruciatore nell’iniziale fase di accelerazione.

L’Algeria da tempo ha espresso interesse per il Su-57: le prime notizie della firma di un contratto per 14 caccia risalivano al 2019, ma successivamente, alla luce dei fatti, si sono rivelate infondate. Ora invece sembra che i piloti algerini siano già in Russia per familiarizzare con la nuova macchina.

Analisi sulla cellula suggeriscono che il Su-57 superi i caccia di quarta generazione tradizionali in termini di stealthness, ma non raggiunga gli stessi standard di bassa osservabilità dell’F-22 o dell’F-35: si tratta di una deliberata scelta russa in quanto si è preferito dare maggior peso ad altre caratteristiche (manovrabilità, autonomia), in quanto il velivolo non nasce per la supremazia aerea offensiva, ovvero all’interno dello spazio aereo avversario, ma per la difesa aerea e penetrazione dello spazio aereo con armamento stand-off a supporto delle forze terrestri, come da dottrina militare russa. In effetti il caccia, che ha avuto un primo test di valutazione nei cieli siriani e il suo primo impiego bellico nel conflitto ucraino, risulta sempre essere stato utilizzato in combattimento nello spazio aereo “amico” impiegando armamento stand-off.

Le principali differenze tra Su-57E e Su-57 sono un diverso sistema IFF (Identification Friend or Foe), un software degli strumenti di volo adattato per visualizzare le letture in unità imperiali e la cabina di pilotaggio etichettata in inglese; su richiesta, possono essere integrate anche armi non russe. Il caccia è progettato per l’impiego multiruolo e ha un peso massimo al decollo di 35.500 kg con una capacità di carburante interna di 11100 kg. Può raggiungere la velocità massima di circa 2600 km/h in quota, con una tangenza operativa di 20mila metri. L’autonomia senza rifornimento è di circa 2800 km, estendibile a 5200 km con un rifornimento in volo mentre la sua massima autonomia di volo è di circa 10 ore.

La scelta dell’Algeria del Su-57E è in linea con la sua più ampia strategia di acquisizione di sistemi per la Difesa, che include e ha incluso una vasta gamma di piattaforme di origine russa e sovietica. Sebbene non si conosca il numero di macchine della prima tranche di consegna, alcune fonti riportano potrebbe essere di sei velivoli. La Russia cerca da anni di piazzare il Su-57E, presentato per la prima volta al salone internazionale dell’aerospazio di Mosca-Zhukovsky nel 2021, ma sino a novembre 2024 non ha trovato nessun acquirente proprio per le criticità espresse poc’anzi: l’Algeria potrebbe quindi fare da apripista per altri clienti internazionali, in particolare quelli che non possono spendere i soldi richiesti dai velivoli occidentali.

La concorrenza però è diventata particolarmente agguerrita: la Corea del Sud ha avviato la produzione del suo KF-21, un caccia che attualmente risulta essere di generazione 4,5+ ma che promette di arrivare alla generazione 5,5+ nell’arco di poco più di un lustro, mentre la Turchia nel giro di qualche anno (dal 2028) potrebbe iniziare le consegne del suo TAI “Kaan”, un caccia di generazione paragonabile al KF-21 che ha già suscitato l’interesse dell’Arabia Saudita.

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