La consegna di quattro elicotteri militari Bell 412 da parte dell’Italia alla Somalia rappresenta un passo significativo per il rafforzamento delle capacità militari di Mogadiscio in un contesto regionale particolarmente delicato. Gli elicotteri, prodotti da Agusta sotto licenza Bell e parte della divisione elicotteri del gruppo Leonardo, sono noti per la loro robustezza e versatilità, rendendoli ideali per missioni di trasporto truppe, evacuazione medica e operazioni in ambienti difficili.
Questo trasferimento di equipaggiamento arriva in un momento in cui la Somalia è ancora impegnata in una lunga e violenta lotta contro il gruppo terroristico al-Shabaab, un conflitto che ha devastato il Paese per anni. Nonostante non siano ancora chiare le modalità precise della consegna, se a titolo gratuito o a pagamento, alcuni osservatori, come il sito Garowe online, suggeriscono che si tratti di un dono del Governo italiano, un gesto volto a sostenere gli sforzi della Somalia per stabilizzare la regione e fronteggiare le minacce interne alla sicurezza. Tuttavia, altre fonti indicano che il valore di questi elicotteri potrebbe aggirarsi intorno ai 16 milioni di dollari, lasciando aperto il dubbio sulle condizioni esatte dell’accordo.
Questa consegna è particolarmente rilevante alla luce della recente revoca dell’embargo sulle armi alla Somalia, che era stato imposto dalle Nazioni Unite per cercare di limitare l’afflusso di armi in un Paese già segnato dal conflitto. Tuttavia, la revoca dell’embargo ha riaperto la possibilità per la Somalia di dotarsi di equipaggiamenti militari pesanti per rafforzare la propria capacità difensiva. La tempistica della consegna coincide inoltre con il progressivo ritiro delle forze dell’Unione Africana (ATMIS), che stanno trasferendo la responsabilità della sicurezza nelle mani delle forze somale in conformità con le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Questo sviluppo accentua l’urgenza per Mogadiscio di dotarsi di armi e risorse adeguate per sostenere la pressione crescente esercitata da al-Shabaab.
Non è la prima volta che l’Italia fornisce equipaggiamento militare alla Somalia: lo scorso anno erano già stati inviati altri elicotteri Bell 412. Tuttavia, questa consegna più recente solleva interrogativi sulla conformità con la legge italiana sul commercio delle armi, in particolare la legge 185 del 1990, che vieta la fornitura di armamenti a Paesi coinvolti in conflitti attivi. La Somalia, essendo ancora in uno stato di guerra contro gruppi terroristici, rientrerebbe potenzialmente in questa categoria, sollevando dubbi sulla legalità della fornitura.
Oltre a questa fornitura italiana, recenti rapporti indicano che anche l’Egitto ha inviato aerei carichi di armi a Mogadiscio, contribuendo a destabilizzare ulteriormente il fragile equilibrio geopolitico nella regione del Corno d’Africa. La crescente militarizzazione della Somalia, alimentata da diverse potenze regionali e internazionali, potrebbe avere conseguenze imprevedibili per la stabilità del Paese e delle nazioni vicine, come l’Etiopia e l’Egitto, già coinvolte in tensioni geopolitiche legate alla gestione delle risorse idriche del Nilo. In questo contesto, la politica italiana di fornitura di armi alla Somalia, se non gestita con la dovuta attenzione, rischia di avere ripercussioni negative sul piano della sicurezza regionale e potrebbe minare gli sforzi internazionali per stabilizzare la regione attraverso mezzi diplomatici e negoziali.