Si chiama Project Meridian la nuova iniziativa del Dipartimento della Difesa Usa guidato da Pete Hegseth che mira a studiare i campi di battaglia di domani e che unirà diverse competenze e prospettive per capire dove si giocherà la competizione di domani. In campo ci saranno, nel quadro del progetto commissionato dal Chief Technology Officer del Pentagono, Emil Michael, Elon Musk, a capo di Tesla e SpaceX e già consulente dell’amministrazione di Donald Trump nella fase iniziale della sua amministrazione, Palmer Luckey, fondatore della dinamica compagnia della Difesa Anduril specializzata in sistemi di combattimento avanzati e droni, e Newt Gingrich, veterano del Partito Repubblicano, già Speaker della Camera dei Rappresentanti.
Gli scenari del Project Meridian
Tre generazioni, tre visioni del mondo diverse, tre prospettive complementari per un obiettivo: nel quadro di quello che ufficialmente sarà “Project Meridian: The Future of Warfare“, dice il documento del Pentagono che istituisce la commissione di studi, si dovranno studiare “i campi di battaglia del futuro, identificando quali armi e tecnologie i combattenti dovranno sfruttare per dominare in questi ambienti”, nella consapevolezza che bisognerà “mappare le traiettorie della guerra” in ogni dominio e “identificare gap di competenze” critici per la supremazia militare Usa.
Musk, nel progetto che in 120 giorni di studi dovrà operare strategicamente per capire come evolveranno le tecnologie di combattimento, è sicuramente la figura più nota e in un certo senso con le sue industrie è un partecipante-chiave del complesso militare-tecnologico-industriale, non fosse altro che per la presenza della sua SpaceX nell’architettura strategica che ha permesso agli Usa di riconquistare l’accesso alle orbite. In un contesto di rafforzata competizione spaziale e in cui Washington ha pubblicamente ammesso la presenza di dispositivi d’arma nelle orbite, l’infrastruttura che Musk può coordinare e il know-how che può portare è notevole. Del resto, il peso di Musk nel sistema di potere Usa è rimasto elevato anche dopo la fine del suo breve periodo da consulente di Trump.
“Geopolitica della posizione a tavola”, ha commentato un esperto di livello del settore tecnologico Usa come Andrea Venanzoni analizzando la recente disposizione dei commensali al “pranzo di lavoro” convocato da Trump alla Casa Bianca il 29 settembre scorso per discutere di Super Intelligenza e scenari strategici, economici e tecnologici. A fianco del Presidente, da un lato Jensen Huang, Ceo di Nvidia, l’azienda strategica per l’infrastruttura IA a stelle e strisce, e non solo; dall’altro, Musk. Il cui ruolo nell’economia Usa, nella costruzione delle strategie tecnologiche americane e nel dialogo tra apparati si va consolidando.
Il 55enne Musk avrà a fianco un esponente della nuova generazione di imprenditori del settore della Difesa, Palmer Luckey, la cui Anduril è una delle novità più interessanti emerse negli ultimi anni nel quadro dell’ecosistema militare-industriale Usa. 34 anni, Luckey è sostenuto da Peter Thiel, il cui Founders Fund ha appoggiato la nascita di Anduril accomunato da un’altra compagnia legate al celebre capitalista di frontiera, Palantir, dalla ricerca di proiezione strategica in settori dirompenti per la leadership tecnologica, industriale e innovativa e dal comune richiamo, nel nome, all’universo di J.R.R. Tolkien. Il mondo di Musk e quello di Luckey sono complementari e uniti dall’adattamento dei rispettivi sistemi di riferimento a nuovi spazi dove la competizione tecnologica e strategica impone nuove capacità industriali, nuove frontiere tecnologiche e nuovi spazi d’azione che toccano tanto il mondo civile quanto quello militare.
Il ruolo di Newt Gingrich
La loro chiamata in questo spazio d’azione che esplora frontiere del combattimento diverse da quelle tradizionalmente appannaggio dell’industria militare di stampo classico va di pari passo con un’innovazione del Pentagono, dato che come nota Defense Mirror “Meridian esaminerà i futuri scenari operativi, dai campi di battaglia sotterranei alla regione tra la Terra e la Luna” e “il suo lavoro si sovrappone a un’altra iniziativa del Pentagono volta a istituire un Comando per la Guerra Autonoma, focalizzato sull’accelerazione dello sviluppo di droni e sistemi autonomi”.
Il Pentagono esplora una nuova frontiera e a fianco di Musk e Luckey a rappresentare la parte politica ci sarà l’83enne Gingrich, già protagonista del Grand Old Party negli Anni Novanta, noto per esser stato un volto di punta della “Rivoluzione Repubblicana” che portò nel 1994 per la prima volta i conservatori a scalzare i Democratici alla Camera dei Rappresentanti dopo quattro decenni. Gingrich, che nel 2012 tentò senza fortuna una candidatura alla nomination presidenziale e negli ultimi anni si è avvicinato a Trump, è figura attenta al sistema della Difesa. Nel 1998 fu nominato da William Cohen, Segretario alla Difesa di Bill Clinton, nella United States Commission on National Security pensata per studiare le minacce e le sfide strategiche degli Usa verso il Duemila e ha insegnato a lungo alla National Defense University.
Nel 2007 un suo documento dall’emblematico titolo “Adapt or Die”, co-firmato con Ronald E. Weisbrook, capitano della United States Navy, collegava il futuro del potere americano alla capacità di mantenere dominante la frontiera dell’innovazione, notando inoltre, non senza capacità previsionale, che “occorre compiere ogni sforzo per evitare di essere colti di sorpresa come nazione, tutelando i nostri progressi scientifici e tecnologici”, evidenziando che “un problema derivante da questa economia globale è che i sistemi negli Stati Uniti dipendono sempre più da componenti e software di produzione estera”. In tal senso, la commissione arriva a toccare tre generazioni, con chi ha immaginato il cambiamento di ieri a fianco dei protagonisti degli sviluppi strategici di oggi e delle proiezioni future viste in arrivo per il domani per provare a immaginare i nuovi campi di battaglia e le nuove prospettive. La guerra di domani vivrà di tecnologia, capacità industriale, ragionamenti strategici innovativi. Un’America che spesso ha mirato a fare dello strapotere materiale e tecnologico un fattore di supremazia sul campo di battaglia e tante volte si è trovata presa d’infilata da sfide asimmetriche o capacità non previste dagli avversari prova a capire dove dovrà consolidarsi il rinnovamento della Difesa. Nella consapevolezza che ogni esercizio di futurologia dovrà poi essere mediato dall’inevitabile impatto con la realtà.
Fonti
- https://media.defense.gov/2026/Sep/30/2004009287/-1/-1/1/COMMISSIONING-OF-PROJECT-MERIDIAN.PDF
- https://formiche.net/2026/09/guerre-stellari-cosi-usa-e-cina-si-accusano-a-vicenda-sulle-armi-spaziali/
- https://it.insideover.com/difesa/le-armi-usa-nello-spazio-17-piccoli-satelliti-che-fanno-da-sentinelle-in-orbita.html
- https://www.cnbc.com/2026/09/30/musk-luckey-gingrich-pentagon-hegseth-.html
- https://www.afr.com/world/north-america/the-peter-thiel-backed-companies-winning-big-from-trump-20250806-p5mkp8
- https://defensemirror.com/news/42109/Learning_Lessons_from_Iran_War__Pentagon_Launches_Project_Meridian
- https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-09-30/hegseth-to-unveil-new-pentagon-drone-group-senator-says
- https://web.archive.org/web/20060718124353/http://www.cfr.org/publication/4049/national_security_in_the_21st_century.html
- https://www.airuniversity.af.edu/Portals/10/SSQ/documents/Volume-01_Issue-2/gingrich.pdf