Da diversi anni, la Polonia ha messo in cima alla propria agenda il rafforzamento delle forze armate, con l’intenzione di raddoppiare le unità a disposizione dell’esercito e aumentare sensibilmente la percentuale di Pil per la Difesa anche superando le richieste minime della Nato. La guerra in Ucraina ha consolidato questa convinzione, aumentando l’importanza di Varsavia nello scacchiere euro-atlantico e accelerando alcuni di questi piani per le capacità belliche della potenza baltica. Uno di questi è quello legato a un dominio che la Polonia ha sottovalutato per molto tempo ma che ha assunto una considerevole importanza strategica specialmente negli ultimi anni: il mare.

A questo proposito, da Varsavia è stato confermato l’avvio del programma per l’acquisizione di sottomarini. A ribadirlo è stato il ministro della Difesa polacco, Mariusz Blaszczak, che in un incontro nella capitale ha sottolineato come al momento non sia ancora definita nel dettaglio la quantità di mezzi da acquistare né chi coinvolgerà il contratto. Stando a quanto riportato dai media polacchi, in base a questo programma – che altro non è che la riattivazione del programma Orka – dovrebbe essere prevista l’acquisizione di almeno tre sottomarini a propulsione “classica” armati di missili da crociera, a cui si richiederebbe silenziosità e capacità di permanere per lungo tempo in immersione. L’assenza di una gara però rende al momento molto difficile fornire ulteriori dettagli sul tipo di unità pensate e volute da Varsavia.

In attesa di queste nuove informazioni, è in ogni caso certo il fatto che la Polonia abbia da tempo messo in cima alla propria agenda il rafforzamento della sua compagine navale e la difesa delle proprie acque. Agli inizi di maggio, il governo polacco ha annunciato un progetto di legge che, in caso di “minaccia terroristica”, in particolare contro le infrastrutture energetiche e il gasdotto Baltic Pipe, consente come extrema ratio l’affondamento di navi nemiche o un qualsiasi “oggetto galleggiante”. A tal fine, inoltre, viene ampliata l’area delle operazioni antiterrorismo a tutta l’area marittima polacca e si propone di istituire una base delle guardie di frontiera a Świnoujście, porto al confine con la Germania.

Il progetto di legge conferma quindi la crescente importanza del mare e del suo controllo da parte di Varsavia: un’importanza cresciuta a dismisura con le tensioni sempre più crescenti con la Russia e l’ampliamento degli interessi energetici nel Baltico simboleggiati dal gasdotto Baltic Pipe. Il gasdotto, che collega i giacimenti norvegesi alla costa polacca, è stato inaugurato subito dopo che Nord Stream 1 e 2 erano risultati oggetto di un sabotaggio su cui ancora indagano i Paesi coinvolti nell’infrastruttura.

A testimoniare ulteriormente l’importanza delle coste polacche nelle nuove dinamiche regionali, c’è anche una novità che riguarda l’Italia, e cioè l’arrivo in questi giorni del cacciatorpediniere lanciamissili Caio Duilio nel porto di Gdynia. “Il Caio Duilio è dotato di un forte armamento antiaereo e antimissile, che rafforzerà la difesa della costa polacca e la protezione delle infrastrutture critiche” ha spiegato il ministro Blaszczak. La nave della Marina militare rimarrà in Polonia per almeno sei mesi.

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