Gli Stati Uniti rafforzeranno la loro presenza militare in Europa, e dispiegheranno difese aree aggiuntive e altre capacità in Germania e Italia. Lo ha annunciato Joe Biden in un breve incontro con il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, prima dell’inizio prima dell’inizio del lavori del vertice di Madrid.
Il messaggio lanciato da Washington è chiaro: più armi e più soldati sul continente europeo per respingere qualsiasi ipotetico tentativo di avanzamento della Russia e, al tempo stesso, difendere gli alleati europei.
Biden ha spiegato genericamente quali saranno le novità. “Qui in Spagna lavoreremo con il nostro alleato per aumentare i cacciatorpedinieri che abbiamo nella base navale di Rota, che passeranno da quattro a sei. In Polonia creeremo una sede per rafforzare la nostra collaborazione con la Nato. Avremo una brigata a rotazione di tremila soldati e altri tremila anche in Romania, manderemo due squadroni nel Regno Unito e difese aree addizionali e altre capacità in Germania e Italia”, ha dichiarato il presidente statunitense.
Il piano di Washington
La mossa degli Stati Uniti può essere sinteticamente riassunta dalla frase pronunciata da Biden: “Annuncio che gli Stati Uniti miglioreranno la loro postura di difesa in Europa per rafforzare la nostra sicurezza e rispondere alle sfide”. All’inizio dell’anno, Washington aveva inviato nel Vecchio Continente 20mila soldati in aggiunta agli effettivi già presenti. Adesso toccherà presto quota 100mila, con l’obiettivo dichiarato di “rafforzare l’Alleanza e per rispondere ai movimenti della Russia”.
Biden ha quindi lanciato un’evidente frecciatina all’indirizzo di Vladimir Putin: “Voleva una finlandizzazione dell’Europa e invece ha ottenuto la “natificazione” di Finlandia e Svezia”. “È esattamente quello che andava fatto per garantire la sicurezza dell’Europa”, ha aggiunto l’inquilino della Casa Bianca, riferendosi ancora all’ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato. Il presidente americano ha quindi elogiato la forza e l’unità dell’Alleanza atlantica, pronta ad abbracciare due nuovi membri dopo il via libera della Turchia.
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L’Italia al centro della strategia Usa
Biden ha dunque dettato la linea. Se Spagna e Regno Unito riceveranno rispettivamente nuovi incrociatori ed F-35 e in Polonia sarà istituito un quartiere generale permanente, in Europa orientale assisteremo all’invio di nuove truppe in Romania e nell’area balcanica. Non sono stati forniti dettagli su cosa accadrà in Germania e Italia. Il presidente Usa si è limitato a parlare di un generico “dislocamento di difese aeree aggiuntive” insieme ad “altre capacità” non meglio specificate.
Accendendo i riflettori sul territorio italiano, qui gli Stati Uniti possono contare su molteplici basi militari, le principali delle quali situate ad Aviano, Vicenza, Livorno, Napoli e Sigonella, per un totale di 12.436 uomini. Ricordiamo che spesso le strutture Usa e quelle della Nato coincidono, il più delle volte consistono in semplici stazioni di comunicazione e che, calcolatrice alla mano, in Italia si contano 120 strutture. Dal momento che Biden non ha fornito indicazioni, possiamo fare soltanto ipotesi sul tipo di sostegno che gli Usa forniranno a Roma. È lecito supporre che Washington possa inviare ulteriori soldati, così da incrementare il numero complessivo delle truppe. Dal punto di vista militare, invece, è difficile fare previsioni. Biden è stato forse volutamente ambiguo, ed è quindi impossibile capire se gli americani spediranno particolari sistemi di difesa anti aerea, caccia o altri armamenti, ma soprattutto sapere quali sono e dove saranno dislocati.
Incrociando un paio di informazioni possiamo fare alcune previsioni. A Sigonella, ad esempio, dal 2017 è presente l’Alliance ground Surveillance, un particolare programma che, grazie a radar e droni, fornisce dati e informazione ai Paesi Nato in tempo reale, e consente di mantenere sia il controllo aereo delle frontiere che la sicurezza marittima. Sempre da qui, inoltre, partono per l’Ucraina i Global Hawk, droni impiegati per controllare gli spostamenti delle truppe russe lungo i confini ucraini, e i droni d’attacco Reaper. Non è impensabile, in sostanza, pensare ad un rafforzamento, tanto quantitativo che qualitativo, di droni e radar.
Consideriamo, poi, che negli ultimi mesi abbiamo assitito ad un incremento delle visite delle navi Usa nei nostri porti e mari. Di conseguenza è possibile aspettarsi un ipotetico potenziamento del comando del Security force dei Marines americani di Napoli, dove, tra l’altro, sono attivi anche vari sommergibili. Ad Aviano, invece, sono ospitate alcune bombe atomiche B61-4 ed esemplari di F-16. Senza scomodare l’ipotesi dell’invio di nuove bombe atomiche, non è infondato immaginare l’invio in Italia di nuovi aere da combattimento. Per quanto riguarda i sistemi missilistici, gli Stati Uniti potrebbero pensare di piazzare in Italia il Terminal High Altitude Area Defense (THAAD), lo stesso sistema antimissile per colpire missili balistici a medio e corto raggio dislocato in Corea del Sud. Insomma, al momento le ipotesi sono infinite. Quel che è certo è che gli Stati Uniti hanno inserito l’Italia al centro della loro strategia militare europea in funzione anti russa.
Nel frattempo il Pentagono ha annunciato che, nell’ambito dell’aumento della presenza militare in Europa, gli Stati Uniti invieranno in Italia un battaglione per la difesa aerea a corto raggio composto da 65 militari. Il gruppo, precisa il dipartimento della difesa Usa, è un’unità subordinata al battaglione per la difesa aerea a corto raggio stanziato in Germania.
“Noi abbiamo assunto il comando Nato in Bulgaria e aiutiamo anche la Romania. E ci sono pattugliamenti aerei dei Baltici da vari mesi. Le forze in Bulgaria e in Ungheria sono di circa 2.000 soldati, 8.000 sono invece di stanza in Italia pronti se necessario”, ha fatto sapere il premier Mario Draghi parlando del ruolo dell’Italia nel piano della Nato di rafforzamento del fianco orientale.



