“Piani per evacuare i cittadini”: il dossier Usa che “prepara” l’addio a Taiwan

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Il governo degli Stati Uniti sta preparando piani di emergenza per evacuare i propri connazionali che vivono a Taiwan, da attuare nel caso in cui le tensioni geopolitiche tra Pechino e Taipei dovessero sfociare in una guerra.

La pianificazione è in corso da mesi, almeno sei, ma si sarebbe surriscaldata nelle ultime settimane, in concomitanza con l’ulteriore inasprimento delle relazioni sino-americane. Secondo quanto riferito al sito The Messenger da un funzionario dell’intelligence Usa, i preparativi dei piani sarebbero stati accompagnati da un “elevato livello di tensione“. E avrebbero subito un’accelerazione a causa (e in seguito) all’offensiva della Russia in Ucraina.

Il governo degli Stati Uniti non ha discusso pubblicamente i preparativi, né ha fatto filtrare indiscrezioni. Il dipartimento di Stato non ha rilasciato commenti, mentre il portavoce del Pentagono, il tenente colonnello Martin Meiners, ha rifiutato di fornire spiegazioni. “Non vediamo un conflitto nello Stretto di Taiwan come imminente o inevitabile”, ha aggiunto, quasi a confortare l’opinione pubblica mondiale.

I piani per l’evacuazione di Taiwan

Le notizie sul processo di pianificazione dell’evacuazione dei cittadini Usa da Taiwan in caso di pericolo non sono mai state diffuse per un motivo ben preciso: il tema tocca un argomento delicato per il governo taiwanese. “Anche parlare di un piano di evacuazione fa pensare alle persone che potrebbe succedere qualcosa. Anche se in realtà si tratta solo di una pianificazione prudente”, ha affermato un’altra fonte statunitense.

Il messaggio è chiaro: anche se, per il momento, non c’è l’ombra di una guerra imminente che potrebbe mettere a rischio i cittadini statunitensi presenti sull’isola, Washington non vuol farsi cogliere impreparata di fronte ad un’eventuale escalation. Alcuni funzionari statunitensi hanno affermato che nei prossimi anni potrebbe verificarsi un’invasione cinese, ma altri esperti dubitano che il governo cinese possa ricorrere alla forza in vista del suo impegno di lunga data di “riunificazione” con l’isola.

In ogni caso, numeri alla mano, nel 2019 più di 80.000 americani si trovavano a Taiwan. Pianificare un’evacuazione dalla “provincia ribelle”, dunque, “è una cosa molto prudente da fare”, ha affermato Mark Cancian, consulente senior presso il Center for Strategic and International Studies, nella sua lunga esperienza coinvolto nell’evacuazione degli americani da Saigon nel 1975. Cancian ha però aggiunto che questi sono solo piani di emergenza. “Il fatto che gli Stati Uniti stiano facendo questo non significa che si aspettino che ci sarà una guerra. È solo un’affermazione che potrebbe esserci una guerra”, ha dichiarato.



Misura di emergenza

Anche se i dettagli dei piani statunitensi sono ancora in fase di elaborazione – compreso il luogo in cui i cittadini statunitensi potrebbero essere evacuati – a Washington sono tutti d’accordo sul fatto che qualsiasi evacuazione da Taiwan porrebbe molteplici sfide. “La geografia fisica di Taiwan è un fattore importante”, ha affermato una fonte, aggiungendo che spesso esiste un solo percorso principale tra due punti qualsiasi, e che i numerosi tunnel dell’isola montuosa potrebbero diventare punti di strozzatura

In caso di evacuazione, è inoltre probabile che centinaia di migliaia di altri stranieri a Taiwan – e cittadini taiwanesi – si trovino a percorrere quelle stesse strade, creando presumibilmente ingorghi e affollamento. Certo è che le linee guida del dipartimento di Stato Generale Usa esortano i cittadini all’estero a utilizzare i trasporti commerciali per partire prima di una crisi, ma ciò non è sempre possibile, e non in caso di aggressione a sorpresa. 

Come se non bastasse, a Taiwan i principali aeroporti si trovano sulla costa occidentale dell’isola, rivolti verso la Cina, e potrebbero essere attaccati in caso di invasione. Le navi noleggiate potrebbero essere inviate al posto degli aerei commerciali, ma ancora una volta la guerra – a maggior ragione se improvvisa – renderebbe tale opzione difficile se non impossibile. 

Ricordiamo che in alcune delle evacuazioni avvenute nella storia degli Stati Uniti – Saigon nel 1975 e Kabul nel 2021, ad esempio – l’esercito americano è stato “arruolato” per aiutare nella messa in salvo dei cittadini. Ebbene, a Taiwan l’attuale presenza statunitense è limitata a circa 200 soldati, rispetto ai soli 30 dello scorso anno.