Piani di riarmo: la Germania “arruola” l’Ucraina per diventare il centro europeo dei droni

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Difesa /

La Germania sarà il primo Paese europeo a ospitare la co-produzione di droni da combattimento ucraini dopo che Frontline, una dinamica start-up del mercato della difesa di Kiev, ha concluso un accordo con la tedesca Quantum Systems orientato proprio alla realizzazione di velivoli senza pilota.

Quantum Frontline Industries, la nuova joint venture creata dai due gruppi, produrrà droni in ottemperanza al programma Build with Ukraine che mira a integrare in profondità Kiev nell’architettura di procurement militare e fornitura di armamenti al sistema europeo durante e dopo la risposta del Paese alla guerra d’aggressione della Federazione Russa.

Frontline e i droni ucraino-tedeschi

Interessante è il dettaglio dell’accordo: Frontilne, l’azienda ucraina, si impegna a produrre e fornire progetti e prototipi e a garantire formazione all’uso e assistenza ai droni sfruttando i migliori ritrovati degli standard Nato. Segno, questo, di una volontà strategica e industriale di presenza futura del Paese invaso nel 2022 dalla Federazione Russa nelle catene del valore della difesa occidentale. Un trend a cui l’intensa attività di innovazione di una guerra sempre più centrata sui droni ha spinto l’industria ucraina in quasi quattro anni di conflitto con Mosca.

A fine novembre la Nato e Kiev hanno annunciato la nascita del programma congiunto Unite – Brave Nato finalizzato a promuovere le tecnologie disruptive nell’ecosistema militare di entrambi i campi. I droni di ogni tipo, e di conseguenza le tecnologie per la loro intercettazione, saranno tra i temi al centro delle gare per l’innovazione che saranno promosse nel programma per spingere l’accumulazione di capitali su nuove tecnologie militari.

Le dinamiche start-up europee della difesa

Le start-up europee della Difesa hanno raccolto nel 2025 il livello record di 2 miliardi di dollari dai venture capital per svilupparsi, il doppio del 2024 e un valore quadruplicato in quattro anni, in un contesto che vede i droni al centro. E la Germania è assieme al Regno Unito il pivot dell’investimento militare di frontiera. Oltre alle start-up, aziende come Quantum Systems hanno raccolto grandi somme: la società di Gliching ha ottenuto 3 miliardi di dollari per finanziarsi, un valore secondo solo a quello di Helsing, il colosso della sistemistica integrata e dei mezzi senza pilota che ne ha conquistati 12 di capitalizzazione.

Una crescente sinergia industriale

Meghan Welch, amministratore delegato della società di consulenza finanziaria Bgl, ha detto alla Cnbc che Berlino, nel quadro di un maxi-programma di riarmo che il governo di Friedrich Merz ha già declinato in “lista della spesa“, offre “percorsi visibili dal prototipo all’approvvigionamento importante [per le startup] che molti altri mercati europei ancora non offrono”.

Quantum Frontline Industries potrà essere una di queste, nel contesto di una crescente integrazione tra Ucraina e mondo europeo di cui la Germania è stata pioniera, ponendo con Rheinmetall in essere joint-venture per riparare i veicoli come i carri armati Leopard prima e unità di produzione di armamenti poi. A maggio Merz ha annunciato che Berlino fornirà all’Ucraina 5 miliardi di euro per produrre missili a lungo raggio in alternativa alla consegna dei missili Taurus. L’intersezione euro-ucraina passa per la convergenza industriale e militare Berlino-Kiev. La Germania nel piano di riarmo “prenota” l’Ucraina e le sue grandi innovazioni tecnologiche. Potenzialmente poi scalabili in Europa con costi contenuti in rapporto all’efficienza a partire dall’ambiziosa Bundeswehr.

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