Per il nuovo AWACS la NATO sceglie Saab

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Il vertice NATO di Ankara ha portato con sé la risoluzione di un’annosa problematica all’interno dell’Alleanza Atlantica: il Segretario generale Mark Rutte ha affermato che sono stati avviati negoziati con l’industria aeronautica svedese Saab per l’acquisizione del nuovo velivolo AWACS (Airborne Warning and Control System) per la NATO. Come riporta Aviation Week, il Segretario Rutte, ha dichiarato che i membri dell’Alleanza acquisteranno congiuntamente fino a 10 sistemi GlobalEye. Tra i membri principali del programma dell’Alleanza per la sorveglianza e il controllo futuri (Alliance Future Surveillance and Control), che sostiene l’iniziativa, figurano Belgio, Canada, Danimarca, Germania, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Romania e Svezia.

La flotta è destinata a sostituire l’attuale velivolo AWACS Boeing E-3A “Sentry” ormai vetusto e poco conveniente da mantenere in linea. La NATO ha a disposizione per i suoi Paesi membri una flotta di16 E-3A, di cui 12 operativi, tutti basati presso Geilenkirchen (Germania), ma che possono essere dispiegati ovunque in Europa e in particolare nelle basi abilitate a fornire assistenza di Aktion (Grecia), Trapani, Konya (Turchia) e Oerland (Norvegia). Questi aerei sono in servizio dal 1979/1980 e, nonostante siano stati più volte aggiornati nei loro sistemi elettronici, erano in rapida obsolescenza al punto che, per mantenerli in linea sino al 2030, l’Alleanza aveva inizialmente pensato di spendere circa un miliardo di dollari.

Dati i costi, e data l’anzianità della piattaforma, la NATO aveva previsto di acquistare i Boeing E-7, ma ha cambiato rotta dopo il ritiro degli Stati Uniti dall’acquisto collettivo. L’arrivo dei Saab GlobalEye garantirà che la capacità di sorveglianza e allerta precoce di proprietà e gestione della NATO rimanga forte e credibile per i decenni a venire, e il Segretario Rutte ha sottolineato da Ankara la natura transatlantica del GlobalEye in un momento in cui le relazioni con Washington sono tese. Il nuovo AWACS infatti non è solo una piattaforma già utilizzata dal Canada, poiché incorpora anche componenti statunitensi, ha osservato. Il GlobalEye infatti è basato sul Bombardier Global 6500, un velivolo nato per i voli executive della canadese Bombardier Aviation. “Il GlobalEye è una testimonianza del valore delle partnership”, ha dichiarato il Primo Ministro svedese Ulf Kristersson durante il Forum sull’industria della difesa, svoltosi nell’ambito del vertice NATO, mentre il presidente e amministratore delegato di Saab, Micael Johansson, ha affermato che “siamo onorati e orgogliosi di supportare la NATO nello sviluppo della sua capacità AEW&C di nuova generazione. Siamo certi che GlobalEye sia la scelta giusta per l’Alleanza, offrendo capacità comprovate, adattabilità e un vantaggio operativo a lungo termine. L’annuncio odierno posiziona chiaramente GlobalEye come la soluzione leader a livello mondiale per l’allerta precoce e il controllo aereo avanzati. Attendiamo con interesse i prossimi passi dei negoziati”.

Saab ha annunciato che procederà ora con i negoziati formali con l’Agenzia NATO per il supporto e l’approvvigionamento (NSPA) per finalizzare il contratto con le prime consegne che potrebbero iniziare già nel 2030, tuttavia questa data dipenderà dalla rapidità con cui la NATO formalizzerà il contratto.

Il costo del GlobalEye si aggira tra i 400 e i 450 milioni di dollari per velivolo. Saab dovrebbe espandere la propria capacità produttiva per la piattaforma GlobalEye, ha aggiunto Johansson, facendo ulteriore affidamento sugli stabilimenti esistenti a Linkoping e Goteborg, ma anche attraverso un nuovo accordo industriale in Canada e la collaborazione con Sabena Technics in Francia. Inoltre, diversi altri paesi hanno lanciato la Crewed Airborne Warning Initiative, un’iniziativa multinazionale volta a schierare ulteriori GlobalEye o altri sistemi che vede tra i partecipanti Germania, Danimarca, Finlandia, Francia, Polonia, Spagna e Turchia.

La cancellazione dell’acquisto dei Boeing E-7 da parte della NATO risponde sia all’esigenza di avere una piattaforma più “europea” sia a un aumento dei costi: il Pentagono, infatti, ha a sua volta scartato il velivolo in quanto il suo costo unitario era salito da 588 milioni di dollari a 724, ovvero quasi il doppio di un GlobalEye. Il velivolo di Saab combina il radar Erieye Extended Range con una suite avanzata di sensori e un sistema di comando e controllo (C2) multidominio. In quanto sistema AEW&C, il GlobalEye offre un rilevamento a lungo raggio (oltre i 650 km) con elevate frequenze di aggiornamento, in grado di identificare minacce difficilmente osservabili e stealth, nonché droni, missili balistici e ipersonici, anche in ambienti complessi caratterizzati da forte disturbo e interferenze elettroniche.

Un’altra piattaforma AWACS di Saab, ma di tipo di verso – l’Erieye – è stata già utilizzata in combattimento dall’aviazione pakistana durante il breve conflitto con l’India dello scorso anno: l’aeronautica di Islamabad ha saputo sfruttare al meglio le doti dei propri AWACS integrandole coi caccia e stabilendo alcune vittorie in combattimento aereo a lunga distanza. Sebbene si sospetti che un Erieye sia stato abbattuto dall’India, il Pakistan ha ordinato ulteriori 4 esemplari di questo velivolo all’inizio di quest’anno a certificazione dell’affidabilità del sistema. Tornando al GlobalEye, Saab afferma che sia in grado di restare in volo per più di 12 ore e di decollare da piste più corte rispetto all’E-3 (meno di 2mila metri di lunghezza) e operando a una quota di 35mila piedi, sarebbe in grado di rilevare minacce a bassa quota (a 200 piedi) a distanze superiori a 458 km (247 miglia nautiche). L’unica limitazione, a nostro giudizio, è la non possibilità di essere rifornito in volo che in ambiente operativo potrebbe costituire uno svantaggio non indifferente.