È il duello del momento in Ucraina: i missili Kinzhal hanno preso di mira i Patriot, i sistemi di difesa aerea forniti dagli Stati Uniti. Kiev sostiene di aver abbattuto gli ipersonici russi grazie alle batterie Patriot. Abbattimenti confermati dal governo degli Stati Uniti, nonostante il tentativo quasi riuscito di danneggiare i Patriot nel bombardamento del 15 maggio scorso. Ma quali sono le loro caratteristiche? Come funzionano e che storia hanno queste armi dallo scopo opposto?

La storia

Patriot

I Mim-104 Patriot appartengono alla famiglia dei Sam (Surface to Air Missile), sistemi designati per lanciare missili volti ad abbattere aeromobili nemici, o in alternativa altre tipologie di missili. Il lungo processo di sviluppo dei sistemi Patriot iniziò nel 1961 sotto il nome di Army Air Defense System for the 1970s (Aads-70s). Tale progetto era finalizzato a introdurre un sistema di difesa anti aerea mobile volto a sostituire i precedenti missili statici quali l’Hawk e il Nike Hercules. Il programma venne rinominato Surface to Air Missile Developement (Sam-D) nel 1964 e cinque anni dopo iniziarono i primi test. Nel 1974 il dipartimento della Difesa decise di riorientare il programma verso un Track Via Missile (Tvm), ossia un sistema di guida che combina i tradizionali radar Sarh (Semi Active Radar Homing) tipici dei sistemi Sam con una command guidance nella quale una stazione radar guida il missile tramite controllo radio.

Il nuovo programma venne rinominato Patriot (Phased Array Tracking Radar to Intercept On Target), il processo di produzione iniziò nel 1980 e il primo battaglione venne attivato nel 1982. Il dipartimento della Difesa avviò nel 1985 un processo volto a potenziare i Patriot tramite l’aggiunta di software pensati per fornire capacità di ingaggiare missili balistici. Tale sistema denominato Patriot Advanced Capability-1 (Pac-1) venne attivato nel 1988. Parallelamente a questo processo, le forze armate statunitensi condussero nello stesso periodo due ulteriori potenziamenti: il primo denominato Pac-2, includeva un miglioramento della spoletta, del sistema di guida e della testata del missile, le quali lo avrebbero reso maggiormente funzionale ad ingaggiare missili balistici. Il Pac-2 vide in seguito ulteriori modifiche che incrementarono il proprio raggio d’azione ad oltre 100 km.

Il terzo potenziamento denominato Pac-3 risulta invece votato all’impiego della tecnologia hit to kill, ossia volta a colpire direttamente l’oggetto nemico.

Kinzhal

La dottrina militare russa del 2010 indicava chiaramente lo sviluppo dello scudo antimissile da parte della Nato come una delle principali minacce alla sicurezza nazionale russa. Lo sviluppo di tale infrastruttura determinò la necessità da parte di Mosca di sviluppare sistemi missilistici ad alta velocità in grado di colpire infrastrutture critiche superando le difese aeree Nato, o in alternativa colpire gli stessi sistemi Sam.

Tale esigenza venne perseguita attraverso forti investimenti nel comparto missilistico, in particolare nei missili ipersonici Kinzhal. I missili ipersonici sono sistemi d’arma in grado di volare ad una velocità superiore a Mach 5, caratterizzati da traiettorie complesse, in grado di ingannare i sistemi di difesa nemici.

Il sistema Patriot piazzato in Germania (Foto: EPA/MARTIN DIVISEK)

Scheda tecnica

Patriot

Una batteria missilistica Patriot costa circa un miliardo di dollari e risulta formata, oltre che dal missile, dai seguenti componenti:

  • una stazione di lancio M90 composta da un truck M983;
  • una stazione di lancio M901;
  • quattro tubi contenenti quattro missili ciascuno;
  • un generatore Set A6;
  • stabilizzatori;
  • un terminale Dltm;
  • un lanciatore Lem;
  • un distributore di missili Lmrd e un Data Link Mast Assembly;
  • sistemi radar An/Mpq-53 per i Pac 2, An/Mpq-65 per i Pac 3 e An/Mpq-65A;
  • una Engagement Control Station An/Msq-104 o An/Msq-132 montata su un truck M927;
  • Antenna Mast Group OE-349 montata su un truck M927;
  • Due generatori da 150 kw montati su un veicolo M977 Hemtt.

Kinzhal

I missili Kh-47M2 Kinzhal sono sistemi missilistici probabilmente sviluppati durante gli anni 2010 appartenenti alla famiglia degli air-launched ballistic missile (Albm), ossia missili balistici lanciati da un aeromobile.

Tali sistemi d’arma, il cui costo è stato stimato intorno al milione di dollari, sono alimentati a propellente solido e dispongono di un range di 2000 km, un sistema di navigazione inerziale Ins, una testata convenzionale da 480 kg, o nucleare da 50 kilotoni e possono raggiungere velocità superiori a Mach 10.

Un cacia russo MIG-31 che trasporta un missilea Kinzhal (Foto: EPA/MAXIM SHIPENKOV)

Come funzionano

Patriot

La prima variante, il Mim-104D/E Pac-2 presenta un range di 160 km, una velocità di 1190 metri al secondo, un sistema di guida Tva, un sistema di puntamento semi active radar e una testata da 84kg funzionale ad un’esplosione di prossimità.

La variante Mim-104F Pac-3 dispone un range di 70km contro aeromobili e 20km contro missili balistici, un sistema di guida active radar homing, un sistema di puntamento active radar seeker e una testata da 8.2kg volta ad esplodere all’impatto. Rimane sconosciuta la velocità. La nuova variante Mim-104F Pac-3 Mse dispone di un range di 100 km per aeromobili e 30km per i missili balistici.

Il funzionamento di un sistema Patriot si compone di quattro fasi. Nella prima fase il set radar e il sistema di controllo di fuoco tracciano l’oggetto nemico, successivamente la engagement control station calcola la traiettoria per gli intercettori e controlla la sequenza di lancio, quindi la stazione di lancio esegue l’ingaggio.

Kinzhal

L’estrema velocità dei missili ipersonici Kinzhal, unita alla loro imprevedibile traiettoria e alla loro possente testata, rende tali missili estremamente pericolosi, in quanto estremamente potenti e difficili da intercettare.

I Kinzhal possono essere montati su intercettori MiG-31 Bm/K, in grado di trasportarne uno, bombardieri Tupolev Tu-22M3M, in grado di trasportarne circa quattro, e si pianifica la loro installazione su caccia multiruolo Sukhoi Su-57.

Impiego operativo

Patriot

I sistemi Patriot hanno visto il loro battesimo del fuoco nella Guerra del Golfo, conflitto durante il quale il sistema venne impiegato con la funzione di difendere le installazioni militari della coalizione dai missili Scud iracheni.

Le performance dei Patriot durante la Guerra del Golfo risultarono piuttosto controverse. L’House Government Operation Subcommittee condusse un’indagine di dieci mesi la quale produsse pesanti critiche ai risultati operativi dei sistemi, mentre altri report hanno invece indicato un’elevata efficacia.

Il successivo impiego dei Patriot durante l’operazione Iraqi Freedom è stato invece giudicato estremamente positivo nel Report of the Defense Science Board Task Force del 2005. I Patriot sono stati altresì impiegati con un certo successo da Israele, per difendere il proprio spazio aereo dai droni di Hamas e da alcuni sconfinamenti dell’aviazione siriana nello spazio aereo israeliano, nonché dall’Arabia Saudita durante il conflitto in Yemen.

Kinzhal

Il Kinzhal non ha conosciuto alcun impiego operativo sino allo scoppio del conflitto ucraino. Tuttavia il suo sviluppo (unito allo sviluppo di sistemi d’arma similari), ha destato non poche preoccupazioni. Un report del Congressional Research Service ha infatti indicato come tali missili costituiscono una significativa minaccia per le difese missilistiche occidentali, in quanto molti radar di terra non riescono a individuarli se non quando ormai è estremamente difficile intercettarli.

Il battesimo del fuoco del Khinzal è arrivato nel il conflitto russo-ucraino, durante il quale il missile è stato impiegato a partire dal marzo 2022. Sono stati sollevati numerosi interrogativi circa le motivazioni dell’impiego di tale sistema d’arma, probabilmente utilizzate a causa dell’incapacità russa di ottenere la superiorità aerea sui cieli ucraini.

Nei fatti l’entrata in campo del Kinzhal non ha alterato significativamente il corso del conflitto, con le grandi offensive ucraine dell’inverno del 2022 condotte dopo il suo utilizzo. Lo stesso Presidente americano Joe Biden ha chiaramente asserito che sebbene il missile sia difficilmente intercettabile, di fatto esso è dotato di una testata in tutto e per tutto simile a quella di altri sistemi d’arma della stessa tipologia.

Il test di un missile Kinzhal nel 2018 (Foto: EPA/KREMLIN)

La guerra in Ucraina

Patriot

Di fronte ai costanti attacchi missilistici russi, l’Ucraina ha costantemente richiesto agli Stati Uniti l’invio dei sistemi anti aerei Patriot al fine di difendere le proprie città. La richiesta è stata soddisfatta il 19 aprile scorso. Il 4 maggio 2023 un sistema Patriot ha intercettato un missile Khinzal, in quella che ha costituito la prima intercettazione di un missile ipersonico in un conflitto armato.

Tale evento ha avuto una significativa risonanza mediatica, in quanto in precedenza la possibilità di intercettazione di un sistema missilisitco ipersonico da parte dei Patriot era considerata puramente teorica.

L’intercettazione di uno dei più moderni sistemi d’arma in dotazione alle forze russe da parte di una batteria occidentale ideata ormai negli anni ottanta rappresenta un pesante colpo strategico e psicologico per le forze russe.

Nel lungo termine, il logorato e demoralizzato esercito russo, sempre più impossibilitato ad essere rifornito con sistemi d’arma moderni a causa delle sanzioni, avrà sempre più difficoltà a far fronte alla costante crescita delle capacità ucraine derivanti dal costante rifornimento di armi occidentali.

Kinzhal

Dopo i primi mesi di conflitto, il 16 maggio 2023 le forze russe hanno scatenato un possente attacco missilistico sulla capitale ucraina Kiev, nel quale sono stati impiegati missili da crociera, missili balistici e ben sei Khinzal. Nelle giornate successive all’evento si sono diffuse diverse fake news circa un’ipotetica distruzione di un sistema Patriot da parte di un missile Kinzhal.

Questa informazione, basata sulle dichiarazioni statunitensi circa un impatto registrato su una batteria, risulta però completamente errata. Le fonti statunitensi hanno infatti confermato come si trattasse solo di danni minimi, peraltro il danneggiamento risulta limitato ad uno solo dei componenti della batteria stessa. Il mezzo è infatti tornato operativo a seguito di riparazioni minime.

Nei fatti l’attacco si è rivelato assolutamente disastroso per le forze russe, che non sono riuscite ad infliggere danni significativi ai Sam in dotazione agli ucraini, perdendo tutti e sei i Kinzhal impiegati. Il rapporto costi-benefici risulta pesantemente sbilanciato a favore dell’Ucraina.

Il disastro del 16 maggio ha dimostrato la scarsa capacità dei missili ipersonici di costituire un significativo game changer e sancito il definitivo fallimento del processo di riforme militari russe, decisamente non funzionali a conseguire il proprio obbiettivo, il contrasto delle strutture Nato.