Pathfinders e medici paracadutisti dell’Esercito britannico si sono lanciati su Tristan da Cunha, l’isola abitata più remota del mondo, per prestare soccorso e cure mediche a un cittadino britannico contagiato dall’Hantavirus. Secondo quanto riportato dal ministero della Difesa inglese, l’audace lancio con il paracadute per fornire “supporto medico essenziale” nel remoto arcipelago dell’oceano Atlantico meridionale appartenente al territorio britannico d’oltremare che comprende l’isola di Tristan da Cunha, la principale, e le isole di Sant’Elena e Ascensione, dista circa 2.810 chilometri dalle coste del Sudafrica e quasi 10.000 chilometri da Londra. Sull’isola di Tristan da Cunha, considerata uno degli insediamenti umani più remoti al mondo a causa della sua distanza dai continenti e dell’assenza di porti e aeroporti, sono presenti solo 221 abitanti, che possono essere raggiunti con cinque o sei giorni di navigazione dalle coste più vicine, ragione per cui è stata preferita una soluzione aviotrasportata.
Il team specializzato dell’Esercito, composto da sei pathfinders e due medici paracadutisti, si è lanciato da un A400M Atlas, un quadrimotore turboelica da trasporto militare tattico e strategico della Royal Air Force, decollato dalla base di Brize Norton, nell’Oxfordshire, dopo che l’Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria (UKHSA) ha confermato venerdì un caso sospetto di Hantavirus in un cittadino britannico a Tristan da Cunha. L’Hantavirus è uno dei virus zoonotici che infettano naturalmente i roditori e possono occasionalmente essere trasmessi all’uomo, che può infettarsi accidentalmente entrando in contatto con urine, saliva o feci di roditori infetti oppure respirando particelle contaminate. Tale virus avrebbe contagiato una coppia di ornitologi imbarcata sulla nave da crociera MV Hondius dopo aver svolto una sessione di birdwatching nella discarica di Ushuaia.
I parà della 16ª Brigata d’Assalto Aereo, unità d’élite dell’Esercito britannico nota per la sua capacità di rapido dispiegamento, si sono lanciati contemporaneamente ai rifornimenti vitali di ossigeno e ad altro materiale medico che potrebbe rivelarsi salvifico nel caso di un aggravamento del paziente. Il governo di Londra ha dichiarato che questa operazione rappresenta “la prima volta che le forze armate britanniche hanno inviato personale medico per fornire supporto umanitario tramite lancio con il paracadute”, dimostrando “la capacità delle forze armate di intervenire con brevissimo preavviso in tutto il mondo per una vasta gamma di compiti”.
Considerate le “scorte di ossigeno sull’isola a livelli critici”, un lancio aereo con personale medico era l’unico modo per fornire tempestivamente assistenza vitale al paziente. Secondo quanto riportato dal ministero della Difesa inglese, l’operazione garantirà inoltre la resilienza del sistema sanitario dell’isola, supportando l’équipe medica di due persone presente a Tristan da Cunha.
La squadra di soccorso inviata sull’isola di Tristan da Cunha ha volato per 6.788 chilometri fino all’isola di Ascensione, per poi percorrere altri 3.000 chilometri fino a Tristan da Cunha, dove il personale si è lanciato con il paracadute. Il lungo volo ha previsto un rifornimento aereo da parte di un’aerocisterna Voyager. Va sottolineato come le condizioni meteorologiche che interessano l’arcipelago di Tristan da Cunha possano essere decisamente ostili, con venti che spesso superano anche i 40 km/h, creando condizioni “estreme” per i paracadutisti. Il comandante della 16ª Brigata d’Assalto Aereo ha dichiarato: “Si è trattato di un’operazione congiunta con la Royal Air Force, che evidenzia la rapidità, la portata e l’utilità del paracadutismo. L’arrivo di paracadutisti, personale medico e forniture mediche dal cielo ha, si spera, rassicurato la popolazione di Tristan da Cunha”.
La missione si inserisce nel quadro della collaborazione tra il governo britannico e le autorità internazionali per far fronte all’epidemia di Hantavirus scoppiata a bordo della nave da crociera MV Hondius. I cittadini britannici rimpatriati dalla MV Hondius vengono trasportati nel Regno Unito con un volo charter speciale. Nessuno dei cittadini britannici rimpatriati ha manifestato sintomi, ma tutti sono tenuti sotto stretto monitoraggio. Tutti i passeggeri e i membri dell’equipaggio britannici a bordo della MV Hondius sono stati posti in isolamento per 45 giorni al loro rientro nel Regno Unito e l’Agenzia britannica per la salute e i servizi sanitari sta monitorando attentamente queste persone, effettuando test secondo necessità.
Le autorità sanitarie hanno tenuto a precisare che attualmente sono in corso le “attività di follow-up per le persone che potrebbero essere entrate in contatto con casi positivi e che sono rientrate nel Regno Unito o si trovano nei territori britannici d’oltremare”. Il governo del Regno Unito garantirà che coloro che si autoisolano ricevano il supporto adeguato. Il Ministero della Difesa ha collaborato con l’apparato sanitario per fornire materiali diagnostici essenziali, inclusi i test PCR (reazione a catena della polimerasi), che sono stati consegnati all’isola di Ascensione tramite un aereo militare il 7 maggio. Il rischio per la popolazione generale rimane molto basso, secondo le conclusioni dell’Agenzia britannica per la salute e i servizi sanitari.