Il Dipartimento della Giustizia statunitense ha reso noto, nella giornata di mercoledì 25 febbraio, di aver arrestato Gerald Eddie Brown Jr, 65enne ex pilota dell’U.S. Air Force. L’uomo è stato accusato di aver fornito, e cospirato per fornire, servizi di difesa a piloti militari cinesi senza autorizzazione, in violazione dell’Arms Export Control Act (AECA).
Brown, che è stato anche pilota istruttore di F-35, almeno dall’agosto 2023 circa ha deliberatamente cospirato con cittadini stranieri e cittadini statunitensi per fornire addestramento su aerei da combattimento ai piloti dell’Aeronautica Militare cinese (PLAAF – People’s Liberation Army Air Force). L’ex pilota da caccia ha prestato servizio per oltre 24 anni nell’U.S. Air Force, lasciando il servizio attivo nel 1996 con il grado di maggiore. Durante la sua lunga carriera militare, Brown ha comandato unità sensibili con responsabilità per i sistemi di lancio di armi nucleari, ha guidato missioni di combattimento e ha prestato servizio come istruttore di piloti da caccia e istruttore di simulatori su una varietà di aerei da caccia e d’attacco, tra cui l’F-4 “Phantom II”, l’F-15 “Eagle”, l’F-16 “Fighting Falcon” e l’A-10 “Thunderbolt II” (detto anche “Warthog”). Brown ha poi prestato servizio come pilota di aerei cargo commerciali e, più recentemente, come istruttore di simulatori a contratto per due diverse società appaltatrici della difesa statunitense, addestrando piloti militari statunitensi al volo con l’A-10 e l’F-35.
Secondo i capi di accusa, ad agosto del 2023 Brown ha iniziato a concordare i termini del suo contratto per addestrare piloti militari cinesi, avvalendosi di un complice per negoziare con Stephen Su Bin, un cittadino cinese che nel 2016 si è dichiarato colpevole presso il tribunale della California di aver cospirato per hackerare le reti informatiche di importanti società appaltatrici della difesa statunitensi e rubare dati militari sensibili e soggetti a controllo delle esportazioni per conto della Repubblica Popolare Cinese (RPC). Su Bin stato condannato a quasi quattro anni di carcere.
Nel dicembre 2023, Brown si è recato nella Repubblica Popolare per iniziare il suo lavoro di addestramento dei piloti militari cinesi. Dopo il suo arrivo, Brown ha risposto per tre ore a domande sull’U.S. Air Force durante il suo primo giorno nella RPC e poi, il secondo giorno, ha preparato e presentato un briefing su di sé per la PLAAF. Brown è rimasto nella RPC fino al suo viaggio negli Stati Uniti all’inizio di febbraio 2026.
Non solo gli americani
Le accuse contro Brown sono simili a quelle presentate contro l’ex pilota del Corpo dei Marines USA Daniel Edmund Duggan che a settembre 2017 è stato accusato di aver fornito servizi di difesa a piloti militari cinesi senza autorizzazione. Come Brown, Duggan ha ricevuto un addestramento significativo durante la sua carriera come pilota, per poi utilizzare tale addestramento a beneficio dell’esercito cinese. In particolare, Duggan è stato accusato di aver addestrato piloti militari cinesi sulle tattiche, le tecniche e le procedure associate a decollo e appontaggio su una portaerei. Duggan è stato arrestato in Australia nell’ottobre 2022 ed è attualmente in attesa di estradizione negli Stati Uniti.
Quella di ex piloti reclutati, o che si cerca di reclutare, per fornire informazioni e perfino servizi alla PLAAF non è una questione solamente statunitense ed è già nota da tempo.
Oltre al caso Duggan, il Ministero della Difesa britannico aveva riferito nel 2022 che almeno 30 ex piloti di caccia ed elicotteri delle forze armate del Regno Unito erano stati assunti dalla PLAAF già dalla fine del 2019. Allora, il dicastero alla Difesa di Londra aveva proposto un provvedimento legale riguardante gli obblighi di riservatezza post servizio per impedire ad altri piloti di venire reclutati, anche quando vengono attirati con somme di circa 270mila dollari all’anno per condividere le loro conoscenze e competenze con l’esercito cinese. Gli sforzi della RPC per reclutare ex personale di volo “occidentale” si stava intensificando nel 2022, al punto che è noto che abbiano cercato di avvicinare anche piloti delle forze aeree europee, del Sudafrica, dell’Australia e di alcuni Paesi del Sud America, tutti accomunati dall’avere avuto un passato in forze aeree che utilizzano aerei di fabbricazione occidentale.
L’ufficio reclutamento piloti
L’hub di riferimento per questo personale era il TFASA (Test Flying Academy of South Africa), una società privata che forniva addestramento di piloti militari operativi con tecniche, tattiche e procedure. All’interno di questo ente, trovavano spazio anche compagnie private basate nel Regno Unito come la Livingstone Aerospace, la quale risultava fornire addestramento per piloti collaudatori. Secondo funzionari occidentali, la TFASA ha proposto a ex piloti di Typhoon, Jaguar e Tornado della RAF (Royal Air Force) di trasferirsi in nella Repubblica Popolare e diventare istruttori della PLAAF.
I cinesi hanno dimostrato di cercare ogni tecnica possibile per ottenere informazioni dettagliate su ciò che gli ex piloti sanno delle tattiche britanniche e alleate, e sulle tecnologie relative agli aerei militari, in particolare quelle riguardanti l’F-35. Sebbene questi ex piloti da caccia possano non essere a conoscenza dei sistemi d’arma più moderni, come appunto il caccia di quinta generazione di Lockheed-Martin, hanno ancora la mentalità operativa dei piloti NATO ora in servizio attivo.
In particolare, gli ex piloti affrontano la pianificazione delle missioni esattamente come quelli in servizio attivo, anche attraverso il cosiddetto framework Composite Air Operation (COMAO), in cui un numero limitato di risorse aeree di alto valore può essere efficace in più sottomissioni individuali, alcune delle quali vengono utilizzate in tattiche diversive.
Molto probabilmente la PLAAF ha assorbito abbastanza expertise dai piloti occidentali da aver cambiato la propria metodologia di pianificazione delle missioni: sappiamo infatti che l’addestramento dei piloti cinesi di oggi è molto diverso rispetto a quello di una decina di anni fa, avendo introdotto minor controllo da terra e una maggiore attenzione all’integrazione degli assetti aerei sul campo di battaglia in un modello simile alle operazioni aeree multidominio occidentali.
Altrettanto probabilmente, la RPC offre questo nuovo addestramento ai piloti delle forze aeree a cui vende i propri velivoli, soprattutto se si tratta di nazioni che hanno acquisito non solo caccia ma anche velivoli AEW (Airborne Early Warning) made in China. Questo sospetto è alla base del discreto successo ottenuto dal Pakistan nel breve conflitto con l’India di maggio 2025, in cui l’accoppiamento del caccia J-10 con l’AEW ZDK-03 (entrambi di fabbricazione cinese) ha mostrato di aver ottenuto una kill chain più efficace rispetto alle forze indiane schierate.

