L’8 ottobre in Francia, presso il poligono di Biscarosse nel Sud-Ovest del Paese, è stato testata con successo la nuova versione del missile Aster 30 di MBDA, il B1NT (Block 1 Nouvelle Technologie). L’esperimento (nome in codice Operazione Mercure), è stato effettuato sotto la supervisione della DGA (Direction Générale de l’Armement) francese, è “il primo lancio di sviluppo di quello che sarà il nuovo missile Aster”, ha spiegato l’ingegnere responsabile, Corinne Lopez.
Si tratta del missile che equipaggerà il futuro sistema di difesa terra-aria franco-italiano SAMP/T NG (Next Generation) e le piattaforme navali delle due nazioni dotate di sistemi di difesa antiaerea. Per quanto riguarda il test a fuoco, il Ministero della Difesa francese ha diffuso un comunicato in cui si specifica che sono stati schierati due bersagli aerei per simulare una complessa situazione di difesa terra-aria, con un bersaglio rappresentativo di un caccia nemico e un bersaglio rappresentativo di un aereo amico da difendere. La DGA divisione missili ha assicurato la gestione complessiva dell’operazione, l’implementazione degli obiettivi nonché la sicurezza delle proprietà e delle persone nell’area dell’esercitazione.
Il sistema terra-aria terrestre a medio raggio di nuova generazione SAMP/T NG è un programma franco-italiano sviluppato da EUROSAM (una joint venture che riunisce MBDA France, MBDA Italia e Thales) ed è gestito dall’Organizzazione congiunta per la cooperazione in materia di armamenti (OCCAR) dell’UE e ha lo scopo di garantire la protezione dei cieli dalle minacce aeree tra cui quelle relative ai missili balistici a medio raggio e ipersonici.
Il missile Aster 30 B1NT dovrebbe essere pronto per entrare in servizio nel 2026 ed avrà la capacità di colpire un bersaglio in volo a 25mila metri di quota a 150 km di distanza.
Il programma è stato lanciato nel 2021 con l’Italia, che si dovrebbe dotare di 10 batterie di SAMP/T NG e presumibilmente il nuovo missile dovrebbe equipaggiare le nostre unità navali dotate di sistema di lancio verticale che già utilizza gli Aster 30, come le fregate tipo FREMM, o classe “Bergamini” in Italia. Orientativamente, sarà anche questo il vettore da difesa aerea a medio raggio che sarà imbarcato anche sul nuovo cacciatorpediniere attualmente in fase di sviluppo per la Marina Militare italiana (il DDX) che dovrà sostituire i due classe Durand de la Penne in un prossimo futuro.
Per Roma e Parigi, Paesi che hanno puntato sulla famiglia degli Aster per la difesa aerea, si tratta anche di offrire un’alternativa al progetto ESSI (European Sky Shiled Initative) lanciato dalla Germania, al quale aderiscono una ventina di Paesi, che però avrà come sistemi centrali il Patriot PAC3 statunitense e l’Arrow israeliano accompagnati dagli IRIS-T tedeschi.
Per il ministro della Difesa francese, Sébastien Lecornu, con il futuro missile Aster “stiamo per effettuare un salto di tecnologia abbastanza forte da permettere a una parte dell’Europa di acquistare franco-italiano e di avere una soluzione completamente sovrana” ovvero un sistema che può essere inserito in un’architettura di difesa aerea e missilistica al 100% europea.
L’Europa, da questo punto di vista, si sta dando da fare anche per colmare il divario nella difesa dai missili ipersonici ed è ancora una volta MBDA a essere protagonista col programma di sviluppo denominato “Aquila” o, a livello europeo, HYDIS2 (Hypersonic Defence Interceptor Study), che però non sarà pronto prima di un decennio.
Vale la pena ridare uno sguardo alle caratteristiche rese note della famiglia di missili Aster.
Gli Aster 15 e 30 attualmente in uso nei SAMP-T e sulle unità navali possono raggiungere rispettivamente 30 e 120 km di gittata massima, ma essa scende a 15 per l’intercettazione di missili balistici a corto raggio e di quelli antiradiazioni. Entrambi gli intercettori sono a propellente solido a due stadi. L’Aster 30 misura 4,9 metri di lunghezza, 0,18 di diametro e pesa 450 kg al momento del lancio. Può volare a una velocità fino a Mach 4,5 e a un’altitudine di 20 chilometri. Nel 2016, EUROSAM ha iniziato a sviluppare la variante B1NT che è stata recentemente testata con successo. A quanto pare questo nuovo missile potenziato presenta un nuovo seeker che opera in banda Ka, invece di quelli in banda Ku precedentemente utilizzati.
La famiglia degli Aster è altamente manovrabile. Fino a metà rotta il vettore viene guidato utilizzando i dati del bersaglio aggiornati trasmessi dal radar multifunzione. Durante la fase di homing il missile è guidato dal suo seeker attivo in grado di rilevare anche i missili da crociera stealth. Gli Aster 30 sono così precisi che nel 70% dei tiri di prova sono riusciti a intercettare il bersaglio, che una volta identificato e tracciato viene colpito dalle schegge generate dall’innesco di una spoletta di prossimità.

