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Difesa

Obici autoprodotti: così l’Ucraina ha risolto il problema dell’artiglieria

L’artiglieria rappresenta attualmente il comparto maggiormente influente nell’ambito del conflitto russo ucraino. La dipendenza ucraina dai sistemi d’artiglieria occidentali in grado di usare munizioni da 155mm rappresenta uno dei talloni d’Achille di Kiev. L’arrivo dei Bohdana consentirà di ridurre notevolmente tale dipendenza, migliorando contestualmente le capacità militari ucraine.

L’artiglieria rappresenta il comparto maggiormente influente nel presente conflitto russo ucraino. La produzione e il saggio impiego di munizioni rappresenta pertanto un elemento assolutamente centrale nella determinazione dell’esito del conflitto. Di fronte alla scarsità di munizioni di calibro sovietico, l’Ucraina sta attualmente investendo nella produzione di obici in grado di impiegare proiettili standard Nato.

Il progetto del Bohdana

La dottrina militare ucraina del 2015 aveva identificato come la generale scarsità di sistemi d’arma caratterizzati da una produzione a ciclo chiuso, ossia da un ciclo produttivo situato interamente in Ucraina in ogni sua parte, rappresentasse una delle principali minacce per la sicurezza del paese. In particolare il settore dell’artiglieria risultava afflitto dall’assenza di una produzione autoctona di proiettili di standard sovietico calibro 152 mm.

Al fine di superare tale problema, l’Ucraina ha adottato due differenti politiche. Da un lato il governo di Kiev ha avviato sforzi finalizzati all’avvio della produzione di proiettili d’artiglieria calibro 152 mm, al fine di creare una solida catena di approvvigionamento per l’elevato numero di sistemi d’artiglieria di produzione sovietica. Dall’altro, l’esercito ucraino ha investito sulla diversificazione, avviando lo sviluppo di un sistema d’artiglieria in grado di impiegare proiettili calibro 155 mm, il calibro standard delle nazioni Nato. Lo sviluppo del progetto venne avviato nel 2016 e già l’anno successivo il maggiore Generale Vyacheslav Horbylev aveva discusso della possibilità di una graduale transizione verso l’impiego di munizioni d’artiglieria calibro 155 mm. Nel 2018 il prototipo del nuovo obice denominato 2S22 Bohdana è stato costruito dalla fabbrica di Kramatorsk ed è stato successivamente esposto in occasione della parata militare del giorno dell’indipendenza, a seguito di tale evento, la fabbrica della Artem si è dichiarata disponibile ad avviare la produzione di tali proiettili. L’anno successivo sono iniziati i primi test, i quali sarebbero dovuti terminare nel 2020, tuttavia essi hanno visto numerosi ritardi a causa di problemi relativi all’acquisto di munizioni da 155 mm, successivamente risolti tramite l’impiego di proiettili acquistati da Turchia e Repubblica Ceca.

Nel gennaio 2022 l’obice ha completato i test di fuoco preliminari, tuttavia in virtù dei ritardi non era stato possibile avviare una produzione su vasta scala del sistema. Al momento dell’invasione si riteneva che ormai per via dei ritardi accumulati l’obice non avrebbe potuto fare la sua parte nella lotta per l’indipendenza del Paese. I lavoratori della fabbrica di Kramatorsk avevano pertanto ricevuto l’ordine di distruggerlo, tuttavia in ultima analisi il sistema è stato invece smontato e inviato a Zhytomyr, nella parte centro occidentale del Paese, dove è stato successivamente riassemblato. Nel mese di giugno il Bohdana ha ricevuto il proprio battesimo del fuoco nella battaglia per l’Isola dei Serpenti, durante la quale il fuoco dell’obice, corretto tramite l’impiego di droni Bayraktar TB-2, ha svolto un ruolo essenziale nel costringere le forze russe a ritirarsi, come riconosciuto dallo stesso generale Zaluzhny. Di recente, sono emersi alcuni report circa la presenza di due ulteriori sistemi che stanno attualmente bombardando le unità russe presenti a Bakhmut.

La scheda tecnica

La prima versione dell’obice Bohdana comprendeva un mezzo semovente KrAZ-63221 avente una velocità di 80 km su strada e 30 km fuori strada. Il mezzo semovente presenta un’autonomia di 1200 km e impiega sistemi di puntamento Siplus e Simatic Hm. Il Bohdana dispone di un range di 42 km per i proiettili a frammentazione e un range di 50 km per i proiettili assistiti a razzo. Esso è dotato di un sistema di ricarica automatica da 6 colpi ed è in grado di sparare un totale di 6 colpi al minuto. Successivamente sono apparse sui social immagini di una nuova versione dell’obice montata su un mezzo semovente Maz-6317. In particolare questa seconda versione è in grado di impiegare munizioni guidate statunitensi M982 Excalibur. Tali munizioni presentano una precisione nettamente più elevata dei tradizionali proiettili d’artiglieria da 155 mm in quanto dotate di un sistema di guida Gps, nonché di un range maggiore, grazie ad un sistema di ali che consente di seguire una traiettoria balistica verso il bersaglio. Nel febbraio 2023 durante l’esibizione Idex-2023 ad Abu Dhabi è stata presentata una terza versione dell’obice, montato su un Tatra 815 ceco avente otto ruote e un dotato di un sistema di ricarica completamente automatico, il quale dovrebbe incrementarne la cadenza di fuoco. Ciò testimonia pertanto l’estrema versatilità, in grado di essere impiegato su mezzi differenti. 

L’importanza del sistema e il futuro

A seguito della liberazione di Kherson nel novembre 2022 il conflitto russo ucraino si è progressivamente trasformato in un conflitto d’attrito dove le capacità produttive atte a rimpiazzare le perdite e garantire un costante rifornimento di materiale svolgono ora un ruolo essenziale. A tal proposito l’Ucraina ha incrementato massicciamente il budget per la difesa, aumentando notevolmente negli ultimi mesi la produzione di munizioni d’artiglieria e colpi di mortaio e avviando contestualmente un processo volto ad avviare la produzione di massa di carri armati e mezzi corazzati. Riguardo il comparto d’artiglieria, nella prima fase del conflitto l’Ucraina risultava interamente sprovvista di una produzione d’artiglieria a ciclo chiuso, non essendo in grado di produrre munizioni calibro 152 mm, le quali sono presenti in numero limitato negli arsenali occidentali. A partire dal novembre 2022 Kiev ha avviato la produzione locale di munizioni di tale calibro, impiegate per la prima volta nel gennaio di quest’anno, tuttavia al netto del notevole incremento riscontrato essa rimane però inadeguata a far fronte agli immani sforzi richiesti dal conflitto, comportando quindi la necessità di importare munizioni da 155 mm. In virtù della quasi totale assenza di sistemi in grado di impiegare tali munizioni, l’esercito ucraino rimane dipendente dall’invio di pezzi d’artiglieria occidentali, il cui invio però mette sotto pressione le scorte degli alleati di Kiev.

L’impatto della produzione di massa dei Bohdana, annunciata a gennaio dal ministro della Difesa Reznikov impatterà tanto sul prosieguo del conflitto, quanto sulla fase successiva. Con riferimento alla guerra, i nuovi obici svolgeranno un ruolo molto importante nella presente fase d’attrito, riducendo la pressione sulle scorte di munizioni ucraine da 152 mm, fornendo anche il tempo necessario per incrementarne la produzione e alleviando contestualmente anche la pressione sulle scorte militari degli alleati di Kiev, i quali sinora erano risultati gli unici fornitori di sistemi d’artiglieria atti ad impiegare proiettili da 155 mm. Contemporaneamente i Bohdana incrementeranno anche la precisione dell’artiglieria ucraina, consentendo di utilizzare i proiettili Excalibur, riducendo quindi il rischio di spreco di munizioni e garantendo un efficiente utilizzo di queste ultime, elementi centrale in un conflitto d’attrito. In ultima analisi tali obici presentano enormi potenzialità relative all’export. Il Bohdana rappresenta infatti non solo un macchinario efficiente le cui capacità stanno attualmente venendo testate sul campo, ma anche un sistema d’arma in grado di usare le munizioni calibro 155 mm con un costo nettamente inferiore rispetto a molte controparti occidentali quali il Caesar francese. In conclusione la produzione di massa dei Bohdana rappresenta un significativo passo in avanti per Kiev che impatterà tanto sul prosieguo del conflitto, riducendo la dipendenza ucraina dagli alleati occidentali e preservando le scorte, quanto nella fase successiva al conflitto, rappresentando un potenziale strumento di export per l’industria della difesa del Paese. 

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