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Il nuovo sottomarino S-40 “Riachuelo” è stato consegnato alla marina brasiliana nella giornata di giovedì primo settembre presso lo scalo di Itaguai, con una cerimonia solenne a cui hanno partecipato il ministro della Difesa Paulo Sérgio Nogueira de Oliveira, e il capo di Stato maggiore della marina, ammiraglio Almir Garnier Santos.

Il Brasile ha in essere un programma autoctono di sviluppo dello strumento sottomarino, chiamato Prosub, dal 2008, lanciato con la nuova Strategia Nazionale di Difesa. In dettaglio il programma Prosub è finalizzato a dotare la marina brasiliana di un battello da attacco a propulsione nucleare (Ssn) e viene sviluppato in partenariato con la Francia. L’S-40, sebbene sia un’unità a propulsione convenzionale del tipo hunter/killer (Ssk), è comunque una pietra miliare di Prosub in quanto certifica la validità della partnership con Parigi, che sta permettendo di rivoluzionare la tecnologia brasiliana e la relativa industria navale, in quanto prevede il passaggio di tecnologia da Naval Group alle maestranze locali.

Il “Riachuelo” è il primo della classe di quattro sottomarini a propulsione diesel-elettrica, che consentirà un maggiore potere deterrente nei 5,7 milioni di chilometri quadrati della Zee (Zona di Esclusività Economica) del Brasile, la cui ricchezza di acque, fondali e sottosuolo è importante per ragioni economiche, scientifiche e sviluppo ambientale. È in questa zona marittima che i brasiliani sviluppano la propria attività di pesca e sviluppano le risorse minerarie, in maggior parte rappresentate dagli idrocarburi.

Per proteggere questo patrimonio e garantire la sovranità sul mare, la marina brasiliana ha deciso di investire nell’espansione della flotta con particolare attenzione allo strumento sottomarino. L’S-40, pertanto, rappresenta lo strumento ideale non solo per effettuare missioni di protezione delle acque territoriali e della Zee, ma anche per l’infiltrazione di corpi speciali e la raccolta di dati di intelligence, come spesso avviene per queste unità.

La prima fase della costruzione del sottomarino è avvenuta in Francia, presso la sede di Naval Group a Cherbourg, con il taglio delle prime lastre di acciaio della struttura nel 2010. Successivamente è iniziato il trasferimento tecnologico dai tecnici francesi a quelli brasiliani, e a metà del 2013 sono arrivate in Brasile le parti prodotte in Francia, che sono state poi integrate da quelle costruite localmente. Si prevedeva di consegnare il sottomarino nel 2015, ma a settembre di quell’anno era stata completata solo la prima fase di costruzione, con la consegna dell’ultimo tratto di scafo resistente. Il battello è stato così varato nel 2018, per poi cominciare la fase di collaudo, durata due anni, seguita da più di sei mesi di prove di combattimento dei sistemi. Le altre unità delle medesima classe prevista saranno lo “Humaitá” (S-41), il “Tonelero” (S-42) e lo “Angostura” (S-43). Queste nuove unità hanno sensori avanzati – come un set di sonar e periscopi con telecamere per la visione notturna – oltre a un sistema di gestione del combattimento dotato di algoritmi moderni e complessi, che consentono di rilevare e classificare bersagli a lunghe distanze. L’autonomia è migliore rispetto ai battelli classe “Scorpene” da cui discendono, ma non è ancora nota. Il sottomarino “Riachuelo” ha una lunghezza totale di 70,62 metri, un diametro dello scafo di 6,2 metri, un dislocamento in superficie di 1740 tonnellate e uno di 1900 tonnellate in immersione. Il suo sistema di combattimento è dotato di sei tubi di lancio in grado di lanciare siluri pesanti, missili antinave e mine.

Con il “Riachuelo” il Brasile raggiungerà una presenza più efficace nell’Atlantico meridionale, oltre a vedere un incremento della propria capacità industriale: la collaborazione con Naval Group ha già qualificato una quarantina di aziende brasiliane per la produzione di componenti per sottomarini in numerosi ambiti, tra cui si ricordano la produzione di valvole per acqua salata e quella delle fondamentali batterie di lunga durata. Lo scalo di Itaguai vedrà anche la nascita del futuro Ssn della marina brasiliana, come accennato.

Il sottomarino a propulsione nucleare “Alvaro Alberto”, impostato nel 2018, avrà un dislocamento di circa seimila tonnellate in immersione, una lunghezza di 100 metri e un diametro massimo di 9,8 e sarà propulso da un reattore ad acqua pressurizzata da 48 Mw che lo spingerà sino a una velocità di 25 nodi. Il partenariato con Naval Group ha permesso a Itaguai di diventare uno dei più moderni cantieri navali esistenti, e la decisione di sviluppare un Ssn ha permesso al Brasile di effettuare un salto di qualità importante che porterà il Paese a diventare uno delle prime nazioni al mondo a possedere un battello a propulsione atomica pur non avendo armamento nucleare, al pari dell’Australia che, grazie al trattato Aukus, si doterà di nuovi Ssn. Il programma nucleare della marina brasiliana si appoggerà a quello nazionale: il Brasile ha in funzione i reattori Angra 1 e 2 per la produzione di energia elettrica che forniranno il combustibile per il futuro battello.

La collaborazione con la Francia non riguarda solo la costruzione dei sottomarini: sappiamo infatti che istruttori della Defense Conseil International, società partner del Ministero della Difesa francese responsabile del trasferimento internazionale del proprio know-how militare alle Forze armate dei paesi amici, hanno addestrato l’equipaggio del “Riachuelo”, e faranno altrettanto con quello dello “Alvaro Alberto”.

Dopo una breve uscita in mare per partecipare alla parata navale e aeronavale che si svolgerà a Rio de Janeiro il prossimo 7 settembre per festeggiare il bicentenario dell’indipendenza, il “Riachuelo” sarà sottoposto a ispezioni e test di valutazione operativa per la definizione dei nuovi parametri operativi, che fungeranno da base per tutte le unità della medesima classe. Oltre al sottomarino “Riachuelo”, la marina brasiliana dispone dei sottomarini “Tupi”, “Tamoio”, “Timbira” e “Tapajó” della classe Tupi e del sottomarino “Tikuna” della omonima classe.

Il Brasile si proietta quindi a potenza navale oceanica, non tanto grazie alla classe “Riachuelo”, quanto grazie all’impostazione del nuovo Ssn, che dovrebbe essere varato nel 2034. Il programma originale per lo sviluppo di un sottomarino nucleare brasiliano risale agli anni ’70, ma il lavoro effettivo per la nuova unità è iniziato nel luglio 2012, ed è stato afflitto da molti ritardi legati ai finanziamenti.

L’Ssn, ufficialmente, è stato scelto per proteggere il vasto territorio marittimo del Brasile, la cosiddetta “Amazzonia Blu” (Blue Amazon), ma un battello di questo tipo offre alla marina brasiliana capacità che vanno ben oltre la Zee nazionale, potendo operare, potenzialmente, a livello globale. Del resto il Paese, per via della sua estensione geografica e della lunga costa atlantica, non può non considerare la proiezione marittima in profondità per tutelare i propri interessi in un mondo multipolare che vede una maggiore instabilità, con potenze medie e grandi che hanno avviato programmi di armamento per ottenere strumenti bellici dalla portata sempre più lunga, soprattutto sul mare.

Sebbene il Brasile non abbia diretti avversari regionali, è proprio la possibilità di avere, a ridosso delle proprie acque territoriali, navi (non solo da guerra) di Paesi concorrenti che richiede lo sviluppo di una marina oceanica. La tabella di marcia, però, è incerta, stante i possibili problemi di carattere finanziario: il Brasile ha varato, nel corso degli ultimi anni, diversi ambiziosi programmi che avanzano con difficoltà (vedere il caso Embraer C-390), e la cooperazione con la Francia non è garanzia di riuscire vedere il varo dell’”Alvaro Alberto” nei tempi previsti: proprio il caso australiano, da questo punto di vista, rappresenta un precedente da tenere presente. La strada comunque è segnata, e il Brasile diventerà – insieme all’Australia – il primo Paese a dotarsi di un Ssn senza avere un proprio arsenale nucleare: un evento che farà da apripista per scelte simili da parte di altre nazioni, col timore che non si tratti di Stati altrettanto affidabili e responsabili sotto il profilo della proliferazione nucleare.

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