Israele è pronta a ricevere otto nuovi caccia F-35 Lighting II prodotti dal colosso statunitense Lockheed Martin per rafforzare le sue forze aeree in un contesto critico per la stabilità e la sicurezza del Medio Oriente. Washington consegnerà nuove unità della variante del velivolo destinata specificatamente allo Stato Ebraico, l’F-35I “Adir”, ritenuta una delle più avanzate tecnologicamente e capace di integrare alla piattaforma di volo del caccia la sistemistica e gli armamenti prodotti da Israele.
L’F-35 Adir, un’eccellenza tecnologica
Quasi tutto (si stima l’80%) del lavoro per lo sviluppo dell’F-35 “Adir” avviene a Forth Worth, Texas. Ma è la componente aggiuntiva, che viene messa a terra in “località segrete”, ovvero nello Stato ebraico, a fare la differenza. Da Elbit Systems alla lunga filiera di piccole e medie imprese e centri di ricerca israeliani operativi nella sistemistica integrata, nell’elettronica e nello sviluppo di piattaforme militari capaci di mettere in campo tecnologie di intelligenza artificiale e nuove strumentazioni in grado di coordinare l’Adir con i migliori ritrovati dell’Israel Air Force.
Il fatto che l’Adir, che prende il nome da uno dei nomi con cui è chiamato Dio nella Bibbia (“Il Grande”), sia specificatamente pensato per le necessità dell’Iaf lo ha reso un sistema unico nel suo genere. Da quando, nel 2010, Tel Aviv è diventata la prima capitale a chiedere esplicitamente la fornitura dell’F-35, la sinergia con gli Usa è sempre stata più dinamica.
“Forse la caratteristica più importante dell’Adir è il suo sistema di guerra elettronica (Ews)”, nota National Interest aggiungendo che in Israele “sensori e contromisure di produzione nazionale sono stati incorporati nella piattaforma, oltre ai display montati sul casco dei piloti”. In particolare, le varianti dell’Adir hanno anche funzionalità di collegamento dati specificamente adatte alle esigenze di Israele, oltre a ulteriori miglioramenti apportati alle capacità di raccolta ed elaborazione dati del jet”.
La guerra elettronica di Israele con gli F-35
“L’Ews avanzato della piattaforma garantisce all’aereo un vantaggio sugli avversari”, prosegue la testata statunitense, mentre la sistemistica per le operazioni di comando, controllo, comunicazioni, computer e intelligence C4I consente agli F-35I di essere bene inseriti nell’apparato militare dello Stato ebraico. Secondo Bulgarian Military, infatti, “questa integrazione garantisce che l’aereo possa comunicare senza problemi con altre risorse Iaf tra cui caccia più vecchi come l’F-15I e l’F-16I, nonché sistemi basati a terra” e al contempo “una caratteristica distintiva dell’F-35I è la sua capacità di estensione del raggio d’azione. Israele ha lavorato allo sviluppo di serbatoi di carburante esterni e serbatoi di carburante conformi che possono essere montati sull’aereo”.
Gli Adir hanno potuto colpire con bombe di precisione, missili e altri assetti obiettivi in Yemen, contro gli Houthi, Siria, Iraq e Iran nel corso dell’anno e mezzo di guerra in Medio Oriente. Rafforzare ora le forniture a Tel Aviv implica che l’appoggio americano allo Stato Ebraico su questo fronte è più deciso che mai. Del resto, col ritorno della “massima pressione” sull’Iran, all’amministrazione americana di Donald Trump fa comodo che il governo di Benjamin Netanyahu abbia assetti capaci di colpire il massimo rivale nella regione. Washington non intende passare dalla potenza all’atto, ma far sapere all’Iran che gli artigli stanno venendo affilati può spingere a un accordo da una posizione di forza sulla rinuncia al nucleare. Le armi sparano anche quando sono nei depositi. E gli aerei da guerra non fanno eccezione.