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L’ultimo periodo è stato molto interessante dal punto di vista aeronautico: Cina e Stati Uniti hanno, se pur in modo profondamente diverso, permesso di dare uno sguardo ai loro ultimi progetti per nuovi velivoli. Partiamo da Pechino. Due nuovi modelli di caccia cinesi sono stati rivelati al grande pubblico attraverso fonti non ufficiali (quelli che si definiscono spotter, ovvero appassionati che si appostano nei pressi di basi aeree per osservare i velivoli).

Il primo è la versione biposto del noto caccia Chengdu J-20, velivolo dalle caratteristiche stealth di quinta generazione costruito dalla Cina per posizionarsi nella stessa fascia in cui sono presenti gli statunitensi F-22 Raptor, F-35 Ligthing II, ed il russo Su-57 (Felon in codice Nato). Il primo volo di questo nuovo caccia cinese, le cui linee generali sembrano aver fuso quelle dell’F-22 e dell’YF-23, concorrente della gara per il programma americano Atf degli anni ’90, è avvenuto nel 2011 mentre a settembre del 2017 ha cominciato la fase di certificazione al combattimento, corrispondente alla Foc (Full Operational Capability) occidentale.

Il J-20 è un velivolo bimotore single seat, ovvero monoposto, e nonostante abbia in sé delle soluzioni costruttive per diminuirne la segnatura radar (ad esempio l’armamento disposto in baie interne e le stesse linee della fusoliera), esse non sembrano così spinte come quelle dei caccia statunitensi. Il J-20 ha una Rcs (Radar Cross Section) molto bassa solo nella parte frontale, anche in considerazione che la stessa tecnologia “invisibile” ha un’enorme limitazione data dall’evoluzione dei sistemi di scoperta: un caccia sarà “invisibile” a un radar suo contemporaneo ma lo sarà difficilmente a uno di nuova generazione nato per individuarlo e seguirlo. Pertanto la scelta cinese, come anche russa, è stata di non puntare molto sul fattore stealth. Una scelta che sarebbe pagante se e solo se fossero state sviluppate altre prestazioni del velivolo.

Ora del J-20 sappiamo che ne è stata sviluppata una versione biposto. Foto e video ripresi martedì 2 novembre fuori dalla fabbrica di Chengdu Aircraft, nella omonima città, hanno mostrato questa nuova variante in un velivolo che stava effettuando il rullaggio sulla pista. Non è chiaro il motivo per aver sviluppato questa versione: una spiegazione logica e immediata sarebbe quella che il sedile posteriore verrebbe occupato da un ufficiale di sistemi d’arma, quello che negli Stati Uniti si definisce Wso, responsabile del funzionamento del radar e delle armi del J-20.

Un’altra spiegazione potrebbe essere quella che vorrebbe il secondo posto occupato da un operatore per comandare un velivolo senza equipaggio: un Ucav (Unmanned Combat Air Vehicle) che volerebbe insieme al J-20 in qualità di “fedele gregario” (loyal wingman). Si tratta di una possibilità, questa, comune ai velivoli nati come appartenenti alla quinta generazione e che sta rapidamente venendo sviluppata dalle maggiori aeronautiche mondiali, russa compresa.

Un altro possibile utilizzo per un J-20 biposto è che il secondo ufficiale sia un operatore della sensoristica di bordo per coordinare altre risorse “in rete” con e senza equipaggio: sostanzialmente un addetto al “sistema dei sistemi” che garantirebbe la gestione di quella rete multilivello e multiassetto che caratterizza il campo di battaglia moderno in cui si impiegano assetti di ultima generazione.

Il secondo nuovo modello svelato in questa settimana riguarda da vicino la capacità di proiezione di forza della Cina. Si tratta di un velivolo stealth imbarcato, il primo in assoluto progettato e costruito totalmente da Pechino. Le foto che ci sono giunte mostrano che l’aereo, la cui designazione esatta è attualmente sconosciuta, è uno sviluppo del caccia Shenyang Fc-31 che è stato anche chiamato J-31.

Le immagini, scattate mentre il velivolo era in volo, mostrano chiaramente la barra di lancio che si aggancia alla catapulta della portaerei sul carrello anteriore e quelle che sembrano essere cerniere sulle ali che ne consentono il loro ripiegamento, caratteristica tipica dei velivoli imbarcati per consentire la massimizzazione dello spazio negli hangar di bordo. Guardandolo balza immediatamente agli occhi la sua somiglianza con l’F-35C, versione imbarcata del Lightning II: il velivolo cinese è, infatti, anch’esso monomotore e derive, ali e fusoliera ricordano, nel loro disegno, quelle del caccia di Lockheed Martin. Questo aereo equipaggerà probabilmente la portaerei Type 003, in costruzione in un cantiere navale nella megalopoli costiera di Shanghai, che, a differenza due già in servizio, sarà dotata di catapulte che le consentiranno di operare con velivoli più grandi e più pesanti.

Cambiano lato del fronte anche dagli Stati Uniti sono giunte delle novità, questa volta targate Northrop Grumman. Il colosso dell’aeronautica statunitense ha diffuso un video, in cui si fa larghissimo uso di computer grafica, in cui vengono mostrati i prodotti aeronautici passati, presenti e del futuro.

Nei pochi secondi in cui appare un hangar fittizio, si notano diversi velivoli tra cui spiccano, oltre a B-2 Spirit, EA-18 Growler, E-2D Hawkeye e lo Uav Mq-4 Triton, quello che sembra essere, con elevata certezza, il Ngad (Next Generation Air Dominance) insieme al B-21 Raider – il nuovo bombardiere strategico – uno dei nuovi concept per un drone tipo loyal wingman, e un Ucav ad ala volante molto simile all’X-47B, un progetto che si riteneva chiuso dopo che Boeing ha finito per vincere la gara per l’aerocisterna senza pilota per la U.S. Navy ma che potrebbe servire come base per un nuovo Ucav di fascia alta e a bassa osservabilità per l’iniziativa MQ-Next dell’U.S. Air Force per trovare il sostituto dell’MQ-9 Reaper.

Questa settimana abbiamo quindi visto un piccolo “botta e risposta” della propaganda di Cina e Stati Uniti, anche considerando che da Pechino molto raramente vengono rilasciati contenuti mediatici ufficiali in questo settore – l’ultimo è il video del nuovo bombardiere H-20 – e che certe immagini (o filmati) che ci arrivano via “spotter” sono, con ogni probabilità, provenienti dagli uffici della propaganda cinese.

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