Nuove regole per l’esercito cinese: ecco cosa cambia per i soldati di Xi

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Difesa /

Per la prima volta dal 2001 la Cina ha rivisto le regole sull’arruolamento militare. Pechino ha rilasciato nuove disposizioni, aggiornando la normativa per il reclutamento dei militari in tempo di guerra, puntando sulla convocazione di reclute di “alto calibro” per aumentare l’efficienza dei reparti.

I regolamenti sono stati emanati il 12 aprile 2023 ed entreranno in vigore il primo maggio, come parte di un emendamento alle disposizioni sul reclutamento approvato all’inizio del mese dal Consiglio di Stato e dalla Commissione militare centrale (Cmc), il più alto organo di comando cinese, guidato dal presidente Xi Jinping.

Nel documento è stato incluso un capitolo separato, appunto, sul richiamato “reclutamento in tempo di guerra”. Nello specifico, il regolamento afferma che il reclutamento dovrebbe “concentrarsi sulla preparazione alla guerra” e aumentare l’efficienza chiamando reclute “di alto livello”.

È lecito supporre che tali aggiornamenti siano stati concepiti nell’intenzione, sì di migliorare la prontezza al combattimento dell’esercito cinese, ma nel caso dello scoppio di una ipotetica guerra per Taiwan o di un conflitto con gli Stati Uniti nel Mar Cinese Meridionale.



La nuova legge cinese sul reclutamento militare

Le suddette modifiche, elencate in 74 articoli e undici capitoli, come detto, comprendono anche un capitolo dedicato al reclutamento in tempo di guerra, in cui viene data priorità al reclutamento degli ex militari e alla loro ricollocazione nelle unità d’origine o in posizioni affini.

“Al fine di garantire il normale ricambio delle truppe e le esigenze supplementari dei soldati in tempo di guerra, i regolamenti fanno riferimento alle pratiche comuni di vari Paesi, e istituiscono un capitolo speciale per regolare la questione del reclutamento in tempo di guerra”, ha spiegato un funzionario della Cmc, secondo quanto riportato dal South China Morning Post. In termini concreti, i cittadini che ricevono un avviso di reclutamento in tempo di guerra devono recarsi puntualmente nel luogo designato per l’arruolamento.

In “tempo di guerra”, il regolamento prevede che il Consiglio di Stato e la Cmc possano adeguare condizioni e modalità di reclutamento “nei limiti previsti dalla legge”, lasciando spazio a ulteriori modifiche. Ma perché aggiornare adesso i regolamenti? C’è chi collega la mossa della Cina alle recenti tensioni relative alla questione taiwanese, mentre altri ipotizzano che Pechino si starebbe preparando ad un conflitto vero e proprio.

A cosa serve la modifica

In termini tecnici, l’emendamento fa parte degli sforzi di Pechino per adeguare e migliorare il proprio sistema legale di guerra di fronte alla crescente pressione geopolitica, ed esercitando allo stesso tempo la propria presenza militare nello Stretto di Taiwan.

Ricordiamo che già a febbraio i legislatori cinesi hanno approvato una risoluzione che conferisce ai militari il potere di cambiare il modo in cui viene applicata la legge sulla procedura penale in tempo di guerra, “per salvaguardare le missioni militari” e “migliorare la capacità dell’esercito di vincere in combattimento”.

Ancor più di recente, durante le cosiddette “due sessioni” parlamentari annuali di marzo, i deputati hanno chiesto “l’introduzione di leggi come la mobilitazione delle forze di riserva“. A dicembre, invece, Pechino aveva modificato la legge sui riservisti per migliorare lo sviluppo delle forze di riserva, termine che si riferisce ai cittadini preassegnati che diventeranno componenti dell’esercito in caso di guerra.

A completare il quadro, troviamo la visita di Xi al Comando del teatro meridionale delle forze armate cinesi. Il leader cinese ha sottolineato l’importanza di accelerare la trasformazione dell’esercito in una moderna forza combattente attraverso “veri esercizi orientati al combattimento” e l’adozione di concetti di guerra innovativi.

L’obiettivo di Xi è quello di costruire un esercito di livello mondiale entro il 2050, e queste disposizioni dovranno contribuire ad accelerare il processo. In ogni caso, in Cina si minimizzano le nuove disposizioni, spiegando che tutte queste modifiche servono semplicemente a rendere più efficiente il reclutamento e a colmare lacune legali.