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La Voenno-morskoj Flot, la marina russa, sta continuando a sviluppare le modalità con le quali intende schierare la sua ultima arma strategica: il supersiluro a propulsione e carica atomica Poseidon già noto col nome di Kanyon o Status-6.

Il siluro, sviluppato dal bureau di progettazione Rubin di S. Pietroburgo, è lungo circa 24 metri con un diametro di 2 (stimato). La propulsione atomica è fornita da un piccolo reattore da 8 megawatt raffreddato a metallo liquido che gli permette di tenere una velocità di crociera di circa 30 nodi – pari a 55 km/h – ma con spunti di accelerazione sino a 70 nodi ovvero di 130 km/h (le prime stime di velocità massima pari a 100 nodi sono state smentite successivamente). La gittata, nonostante il reattore nucleare, potrebbe essere compresa tra le 5400 e 6300 miglia (10 mila – 11500 km) ma alcuni ritengono sia illimitata, e può viaggiare ad una profondità di 1000 metri. La sua carica bellica è rappresentata da una testata nucleare da 2 megatoni.

Il Poseidon richiederà basi e unità di appoggio di nuovo tipo e le ultime immagini che ci giungono dalla ricognizione satellitare ci danno suggerimenti su dove e come la marina russa potrebbe dispiegare questa nuova arma strategica di rappresaglia.

Le riprese, scattate dalla fonte open source Maxar all’inizio di agosto e fornite a Usni News, mostrano una nave per scopi speciali, la Akademik Aleksandrov, ormeggiata nel porto di Severodvinsk che sembra avere a bordo uno di questi siluri, o un qualcosa di simile ad esso collegato. Nella base navale sono stati effettuati lavori di adeguamento tra il 2018 e il 2020, in particolare nella parte che si trova lungo la sponda nord del fiume Dvina Settentrionale, nel Mar Bianco. La Akademik Aleksandrov è stato osservata lì in luglio e agosto. Formalmente l’unità è classificata come “vascello per ricerche oceanografiche” ma opera per il Gugi il Direttorato Principale per la Ricerca Marina Profonda, inquadrato nel Gru (Glavnoe razvedyvatel’noe upravlenie). Adiacente alla nuova banchina si nota anche un nuovo grande edificio che potrebbe essere correlato alle operazioni riguardanti il Poseidon.

Severodvinsk è già strettamente associata all’attività che riguarda il nuovo supersiluro. Le navi e i sottomarini specializzati coinvolti nei suoi primi test hanno sede lì, e anche il sottomarino a propulsione nucleare Belgorod (della classe Oscar II modificata in codice Nato) che avrà in dotazione i Poseidon è stato allestito in quella base navale. Lo scorso febbraio ci sono giunte altre riprese satellitari che lo mostrano, ormeggiato a Severodvinsk, con dei portelloni a prua aperti che molto probabilmente serviranno per il lancio dei nuovi siluri atomici.

La nuova arma è previsto infatti che sarà trasportata da una flotta di sottomarini progettati apposta per questo scopo, di cui il primo è il K-329 Belgorod, che si trova, attualmente, dall’altra parte del fiume rispetto alla nuova banchina. Il sottomarino ha recentemente terminato il suo primo ciclo di prove in mare e si ritiene che stia attraversando la fase di calibrazione del sonar. Un secondo sottomarino che trasporterà il Poseidon, il Khabarovsk, è in costruzione nelle vicinanze. In totale dovrebbero essere costruiti quattro sottomarini atti a trasportare il nuovo siluro, che avrà bisogno ancora di qualche anno per poter essere dichiarato operativo e pertanto anche il Belgorod, il primo sottomarino a essere modificato per il suo utilizzo, richiederà parimenti ancora alcuni anni prima di poter entrare in servizio. Dalle prime dichiarazioni di Mosca, che vanno comunque considerate non scevre da disinformazione, il Belgorod potrebbe essere assegnato alla Flotta del Pacifico.

L’osservazione delle nuove strutture create ad hoc per il futuro impiego del binomio sottomarino/Poseidon, oltre a fornire un quadro dei progressi del programma, ne mostra anche i costi, che non sono affatto di piccola entità: la sua attuazione richiede nuove banchine di supporto e una serie di navi e sottomarini di prova che andranno a pesare pesantemente sul bilancio finale. Proprio per questo il Cremlino – contrariamente ad altri programmi di armamenti – non si è sbilanciato a fornire una data di ingresso in servizio: il problema di Mosca è proprio quello riguardante i finanziamenti per le forze armate, che hanno visto più volte la cancellazione di progetti – anche importanti – per mancanza di risorse.

Ricordiamo, a solo titolo di esempio, la decisione di non procedere con il missile intercontinentale Rs-26 Rubezh, che pure fa parte della parte più importante della triade nucleare russa (quella missilistica) e quindi della deterrenza strategica del Cremlino, l’unica effettivamente in grado di definire la Russia come una superpotenza globale. Sarà comunque interessante osservare le tempistiche di sviluppo dei sottomarini speciali in grado di lanciare i siluri Poseidon per capire quanto davvero Mosca intenda spingere sul pedale dello sbilanciamento dell’equilibrio strategico, che queste armi – classificabili a tutti gli effetti come armi autonome – insieme ad altre, come i missili ipersonici, le testate Hgv e i missili da crociera a propulsione atomica, stanno mettendo in atto.

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