C’è un romanzo di spionaggio di Somerset Maugham, consigliato dai nostri stessi servizi segreti come narrativa adeguata ad avvicinarsi alla materia, in cui un agente inglese di nome Ashenden, nella vita da borghese scrittore di talento, viene intrattenuto dal suo reclutatore dell’MI5 con la storia di un agente francese che viene abbindolato da una donna misteriosa, la quale riesce a sottrargli dei documenti della massima segretezza attraverso uno stratagemma incentrato sul desiderio sessuale: una trappola che John LeCarré, scrittore e spia, ha reso nota al mondo attraverso l’espressione figurata di Honeytrap: la trappola al miele. L’autore del romanzo di Ashenden o L’agente inglese, che è stato agente del Secret Intelligence Service nella vita vera, fa tirare corto al suo protagonista che risponde: “Diamine, è una storia che mettiamo in scena da sessant’anni, l’abbiamo scritta in mille romanzi. Mi vuole dire che la vita c’è arrivata solo adesso?“. Ebbene sì. Anche se nel corso degli anni gli 007 francesi del Dgse e Dgsi, rispettivamente Direction générale de la Sécurité extérieure e intérieure, sembrano aver risolto buona parte del problema. Tanto da vantarsene alla televisione.
Il paradosso francese
Secondo quanto riportato la settimana scorsa dalla rivista britannica The Spectator : “Le spie francesi sono impossibili da ricattare nelle trappole del miele perché le loro mogli sanno già che hanno delle relazioni”. Sarebbe questa la ragione per cui il vecchio metodo di raccolta di informazioni “antico quanto lo spionaggio” si mostrerebbe sterile e infruttuoso di fronte agli agenti segreti della potenza europea anche nota al mondo per aver inventato il Ménage à trois: attività particolarmente apprezzata dalla grande spia doppia Dusan Popov, non a caso chiamato in codice Tricycle. Fonte primaria della rivelazione, è un documentario andato su France 2 , secondo canale dell’emittente pubblica, dove un agente segreto protetto dallo pseudonimo di “Nicolas” avrebbe dichiarato che le spie doppie sovietiche o meglio i “disertori” parlavano del “paradosso francese“, ossia dell’impossibilità di ricattare una spia di quello che un tempo era ancora noto come il Deuxième Bureau dopo averlo fotografato o colto in flagrante con un’amante che era in realtà un agente russo, con la precisa missione di adescarlo e permettere il “ricatto” facendo pressione su una rivelazione alla fantomatica “moglie” della spia francese.
Questo escamotage della “trappola al miele” semplicemente “non avrebbe funzionato” ha asserito lo 007 francese. Perché? Perché una spia francese avrebbe risposto: “Fai pure, mia moglie lo sa già”; come se ogni spia francese avesse una vita sessuale tanto attiva e una compagna tanto condiscendente da non vedere un problema in questo genere di ricatto.
Sia verità o finzione – la storia dello spionaggio, tra verità e finzione ci ha fornito molti spunti riguardo la pratica delle trappole al miele e del cosiddetto sexspionage – secondo quanto riportato da un articolo del Times (ripreso da Formiche.it) questa attività sarebbe una delle preferite dall’apparato di spionaggio cinese. E non va dimenticato, infatti, il famoso scandalo sessuale e intrigo spionistico che vide protagonista proprio l’agente cinese Shi Pei Pu e lo sconsiderato Bernard Boursicot, diplomatico francese in missione nella grande Repubblica comunista, che si fece sedurre da un’improbabile Madama Butterfly.
Dalla Russia con amore..
Le trappole al miele hanno una lunga storia d’impiego nel campo dello spionaggio. Specialmente ai tempi della Guerra Fredda, quando i tabù sessuali generati dal conformismo – si trattasse di poligamia o omosessualità – poteva davvero rappresentare il complemento oggetto perfetto per un ricatto capace di indurre al tradimento, della patria o della causa.
Sono diventate note alla cronaca le spie donne chiamate “Mozhnos” impiegate dal Kgb russo per spiare i funzionari stranieri dopo averli sedotti, ad esempio. Il nome Mozhno derivato dalla parola russa можно, significa “è permesso“, ed era strettamente collegato al permesso di violare le norme che limitavano i contatti tra i cittadini sovietici e gli stranieri. Un altro esempio interessante è stato quello escogitato dall’Hauptverwaltung Aufklärung della Stasi , l’organizzazione di sicurezza e spionaggio della Repubblica Democratica Tedesca che sotto ordine di Markus Wolf, detto Misha, impiegava uomini noti come i “Romeo” per adescare obiettivi sensibili che prediligevano la compagnia maschile.
Lo storico ed esperto di spionaggio Ben Macintyre ha ricordato come anche “persone molto intelligenti facciano cose molto stupide per sesso” e come “spesso intelligenza, formazione, patriottismo e indole sono impotenti di fronte a una trappola al miele ben congegnata ed eseguita con cura”. Da Mata Hari alla spia nome in codice “Cindy, che riuscì a mettere in trappola la gola profonda del Mossad Mordechai Vanunu, passando per il fascino di Coco Chanel, altolocata collaboratrice dell’Abwehr tedesco durante la seconda guerra mondiale, gli esempi della storia sembrano contraddire le affermazioni dell’agente dello spionaggio francese Nicolas. Dimostrando invece come le honeytrap e addirittura il più sofisticato catfishing possano rappresentare ancora oggi una minaccia per chiunque sia in possesso di informazioni sensibili. Anche nella nostra epoca estremamente licenziosa, dove le menti sono aperte come i profili Only fans, e gran parte dei tabù sessuali sono caduti, come i vecchi muri e le più integerrime ideologie.