L’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti ha segnato un punto di svolta non solo in ambito politico, ma anche nell’intersezione tra tecnologia e industria della difesa. Secondo un’approfondita inchiesta pubblicata da The Intercept, l’ascesa di Trump ha favorito l’emergere di una nuova élite tecnologica conservatrice, pronta a sfruttare il rinnovato sostegno governativo per ampliare il proprio coinvolgimento nella produzione di armamenti e tecnologie di sorveglianza. Questo fenomeno è emblematico di un cambiamento epocale nel settore tecnologico americano, che ora abbraccia senza riserve la collaborazione con il complesso militare-industriale.
Durante la sua campagna elettorale, Trump si è presentato come un candidato anti-interventista, ma in realtà ha stretto alleanze con potenti figure della Silicon Valley, come Peter Thiel, Elon Musk e Palmer Luckey, tutti sostenitori della politica “America First” e fautori di un potenziamento dell’arsenale tecnologico-militare degli Stati Uniti. Questa “classe guerriera” di imprenditori tecnologici vede nella competizione con la Cina una battaglia esistenziale e ritiene che il dominio tecnologico e militare sia fondamentale per la sicurezza nazionale americana.
La Silicon Valley e la nuova corsa agli armamenti
In passato, il settore tecnologico statunitense aveva mantenuto una posizione ambigua nei confronti del Governo, cercando di evitare l’associazione con i contratti militari. Tuttavia, sotto la guida di Trump e con il sostegno di investitori come Thiel, la Silicon Valley ha abbandonato ogni reticenza morale e si è lanciata senza riserve in una nuova corsa agli armamenti. Società come Anduril, fondata da Palmer Luckey nel 2017, e Palantir, co-fondata da Thiel, stanno sviluppando droni, missili e sofisticati sistemi di sorveglianza per il Dipartimento della Difesa. Queste aziende stanno ridefinendo il ruolo dell’industria tecnologica nel contesto della sicurezza nazionale, presentando il loro lavoro come un dovere patriottico.
L’azienda di Musk, SpaceX, ha tratto enormi profitti dai contratti governativi, in particolare per la fornitura di servizi di lancio per i satelliti militari e per il sistema Starlink, ormai diventato indispensabile per le operazioni militari americane. Secondo quanto riportato da The Intercept, Musk sta ora cercando di espandere ulteriormente il suo coinvolgimento con il Pentagono, proponendo nuove soluzioni per l’uso di razzi nello spostamento rapido di truppe in zone di conflitto.
La rivoluzione conservatrice
Questa trasformazione del settore tecnologico americano è accompagnata da una retorica che celebra il militarismo e il nazionalismo. Personalità come Thiel e Luckey promuovono l’idea che gli ingegneri americani abbiano un dovere morale nel contribuire alla difesa della nazione, soprattutto di fronte alla minaccia cinese. Durante un evento alla Pepperdine University, Luckey ha dichiarato che “la società ha sempre avuto bisogno di una classe guerriera entusiasta di usare la violenza per buone cause”, indicando che la produzione di armi è vista come una missione patriottica.
Marc Andreessen, co-fondatore della celebre società di venture capital Andreessen Horowitz, ha pubblicato un “Manifesto Techno-Optimista” in cui sostiene che il rafforzamento militare sia un imperativo morale per proteggere le democrazie liberali. Andreessen sostiene che la forza economica, culturale e militare degli Stati Uniti debba basarsi sul dominio tecnologico, con un forte sostegno alla produzione di armi e alla collaborazione con il governo.
Il cambiamento delle grandi aziende tecnologiche
In passato, aziende come Google erano state oggetto di proteste interne per la partecipazione a progetti militari, come il controverso contratto “Project Maven” che utilizzava l’intelligenza artificiale per migliorare la precisione degli attacchi con droni. Oggi, la narrativa è cambiata: le aziende della Big Tech stanno abbracciando apertamente la collaborazione con il Dipartimento della Difesa. Meta, ad esempio, ha recentemente annunciato che il suo modello di linguaggio Llama sarà disponibile per i clienti della difesa, segnando una svolta significativa nel coinvolgimento delle Big Five – Amazon, Apple, Google, Microsoft e Meta – con il settore della difesa. Apple rimane l’unica tra queste a non aver ancora siglato contratti con il governo in ambito militare.
Il futuro della politica americana e globale
L’abbraccio tra il conservatorismo MAGA e la tecnologia delle armi sembra destinato a plasmare la politica estera degli Stati Uniti nei prossimi anni. Con Trump al potere, si prevede un’espansione dell’uso delle tecnologie di sorveglianza e delle capacità militari autonome, con un focus particolare sulla competizione con la Cina. Il vicepresidente eletto, JD Vance, è strettamente legato al mondo degli investimenti di Thiel e ha già manifestato il suo sostegno a un ulteriore potenziamento delle capacità militari statunitensi.
Questa tendenza rappresenta una svolta significativa per la Silicon Valley, che ora abbraccia apertamente una nuova era di militarismo tecnologico, abbandonando le pretese di neutralità e progressismo che l’avevano caratterizzata in passato. Il risultato potrebbe essere un mondo sempre più militarizzato, dove la supremazia tecnologica diventa l’obiettivo primario, alimentando nuove tensioni globali e una corsa agli armamenti senza precedenti.

