Niente più fregate Constellation per la U.S. Navy

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Difesa /

La U.S. Navy ha deciso di chiudere il programma di costruzione delle fregate classe Constellation, derivate dalle FREMM di Fincantieri, per concentrarsi su nuove unità navali che la marina statunitense potrà costruire più rapidamente, ha annunciato martedì sui social media il segretario della marina USA John Phelan.

Secondo i termini negoziati con Fincantieri Marinette Marine, il cantiere navale del Wisconsin continuerà a costruire la USS “Constellation” (FFG-62) e la USS “Congress” (FFG-63), ma le prossime quattro navi da guerra previste saranno cancellate. “Stiamo rimodellando il modo in cui la marina militare costruisce la sua flotta. Oggi posso annunciare che la prima azione pubblica è un allontanamento strategico dal programma delle fregate classe Constellation”, si legge nella dichiarazione di Phelan. “La marina e i nostri partner industriali hanno raggiunto un accordo quadro completo che, per comodità della marina, interrompe la costruzione delle ultime quattro navi della classe, la cui costruzione non è ancora iniziata”.

Secondo il Pentagono, la cancellazione del programma navale rientra nella volontà della U.S. Navy di costruire e consegnare più rapidamente nuove classi di navi. Un fattore chiave in questa decisione, secondo i funzionari della Difesa USA, è la necessità di far crescere la flotta più rapidamente per affrontare le minacce future. Questo quadro mira a mettere la marina USA sulla strada giusta per costruire più rapidamente nuove classi di navi e fornire le necessarie capacità in numero maggiore e più rapidamente. In parallelo, il Pentagono sta riorganizzando il suo sistema di acquisizione per enfatizzare la velocità.

La marina statunitense aveva assegnato nel 2020 a Marinette Marine Corporation, una società cantieristica controllata da Fincantieri Marine Group, il contratto di produzione per le prime dieci unità del programma FFG(X) per le nuove fregate della U.S. Navy, dopo che le unità tipo LCS (Littoral Combat Ship) si erano rivelate troppo poco armate e con prestazioni inadeguate alle nuove contingenze che la marina USA deve affrontare nelle immense distese dell’Oceano Pacifico. L’intenzione era di avere 20 Constellation che insieme a 32 LCS sarebbero a completare il fabbisogno di 52 unità di medio tonnellaggio per compiti di pattugliamento e di scorta (SSC – Small Surface Combatants).

Il programma ha subito ritardi (36 mesi per la prima nave) dovuti all’avanzamento di ulteriori requisiti per nuovi sistemi di bordo (col problema di aver impostato la prima unità prima che il design finale fosse completo) che hanno portato a un iniziale innalzamento dei costi, ma ad agosto 2024 la U.S. Navy aveva deciso, come misura per ridurre i costi, i tempi e i rischi tecnici del programma, di non sviluppare nuove tecnologie o sistemi: le fregate dovranno utilizzare sistemi e tecnologie già esistenti o già in fase di sviluppo per l’uso in altri programmi. Nonostante questo provvedimento ad aprile del 2025 la prima fregata era pronta solo al 10% con solamente circa il 15% di comunanza tra il progetto per la U.S. Navy e quello delle FREMM italiane e francesi. L’obiettivo iniziale era l’85%.

Le modifiche espressamente richieste dalla U.S. Navy a Fincantieri hanno comportato, come accennato, un aumento dei costi: rispetto a una stima iniziale di 1 miliardo di dollari, o potenzialmente anche inferiore, il prezzo di listino per ciascuna nave era salito a circa 1,4 miliardi di dollari. La decisione della marina statunitense di stravolgere il progetto originale per montare sistemi di combattimento e sensoristici molto diversi, per compiti diversi, ha portato al risultato che ormai è sotto gli occhi di tutti e che si paventava da mesi, nonostante l’interessamento della Norvegia per le Constellation e la possibilità di cominciare la costruzione delle navi in altri cantieri navali statunitensi.

Un indennizzo per Fincantieri Marine Group

Fincantieri, nella giornata di mercoledì 26 novembre, ha rilasciato un comunicato in cui conferma la decisione USA di abbandonare il programma a esclusione delle due unità già impostate, e ha precisato di essere pronta per offrire alla U.S. Navy altre soluzioni più adatte alle nuove esigenze.

Nel comunicato stampa possiamo leggere che “in stretta collaborazione con la U.S. Navy, Fincantieri contribuirà alla realizzazione di nuove classi di unità navali. Per Fincantieri sono previsti nuovi ordini per la costruzione di unità in segmenti che rispondono al meglio agli interessi immediati del Paese e al rilancio della cantieristica navale statunitense, come le navi rompighiaccio, le operazioni anfibie e le missioni speciali: Fincantieri è infatti pronta a eseguire i contratti pianificati in coordinamento con la U.S. Navy. Guardando al futuro e in linea con le capacità e il potenziale industriale del Gruppo, Fincantieri supporterà la Marina americana nella ridefinizione delle scelte strategiche nel segmento delle piccole navi da combattimento di superficie, manned e unmanned”.

Il testo prosegue precisando che “oltre all’assegnazione di futuri ordini, a copertura di quanto sopra, l’intesa prevede un indennizzo a favore di Fincantieri Marine Group, tramite specifiche misure di compensazione, rispetto agli impegni economici e agli impatti industriali derivanti dalla decisione contrattuale della U.S. Navy, presa per propria convenienza. Questo nuovo assetto garantisce continuità e visibilità sui carichi di lavoro per il personale di Fincantieri e per il sistema di cantieri del Wisconsin, pilastro fondamentale dell’industria navale degli Stati Uniti”.

La decisione della marina statunitense si inquadra meglio se si osserva come l’intero apparato militare-industriale USA sia in fase di rapida rimodulazione per affrontare la sfida di un possibile conflitto aperto contro la Repubblica Popolare Cinese, che negli Stati Uniti vedono ormai come inevitabile: un esempio in tal senso è la recente decisione di snellire e velocizzare il sistema di procurement militare con la nascita del Warfighting Acquisition System.