Come ogni anno a partire dal 1995, a Mosca si è tenuta la parata militare che celebra la vittoria sovietica nella Seconda guerra mondiale, che per i russi e per lo stesso volere di Iosif Stalin viene definita “Grande guerra patriottica”.
La manifestazione segue una precisa scaletta, coi reparti appiedati in rappresentanza di tutti i principali reparti delle forze armate russe già inquadrati nella Piazza rossa di Mosca, che sfilano, dopo il passaggio in rivista del ministro della Difesa (attualmente Sergei Shoigu) e il discorso del presidente della Federazione Vladimir Putin, davanti al palco delle autorità, montato a ridosso delle mura del Cremlino.
Dopo la sfilata dei soldati, sempre suggestiva comunque la si pensi per via della precisione dell’inquadramento e del modo di marciare, arriva il turno del passaggio dei mezzi dell’esercito russo, e quest’anno ci sono state parecchie sorprese da questo punto di vista.
Prima però di svelare quanto accaduto, è interessante soffermarci su alcuni passaggi del discorso del presidente Putin. Il leader del Cremlino, per il secondo anno consecutivo, ha lanciato strali verso l’Occidente: “Le élite occidentali, affermando la loro esclusività, sacrificano i popoli e provocano conflitti sanguinosi, seminano odio, russofobia e nazionalismo aggressivo, erodono valori tradizionali e familiari, che fanno di un uomo un uomo”, ha affermato dal palco sulla Piazza rossa il presidente, sottolineando anche che “tutto per continuare a dettare legge, per imporre ai popoli la propria volontà, i propri diritti, le regole, e quindi un sistema di rapina, violenza e repressione”. Putin ha sottolineato che gli avversari della Russia non hanno imparato la lezione che arriva dagli eventi della metà del secolo scorso perché “sembra che abbiano dimenticato a che cosa ha portato la folle pretesa dei nazisti di dominare il mondo. Hanno dimenticato chi ha sconfitto il mostruoso male assoluto, chi ha eretto un muro per difendere la propria terra e non ha risparmiato la propria vita per la liberazione dei popoli d’Europa”. Il presidente russo ha ricordato che in alcuni Paesi occidentali si stanno distruggendo monumenti ai soldati sovietici e si sta creando “un culto del nazismo”. Secondo il capo dello Stato, tale oltraggio è anche “un reato”.
Ma Putin va oltre quando dice che “il loro obiettivo, e qui non c’è nulla di nuovo, è arrivare al crollo e alla distruzione del nostro Paese, andare oltre l’esito della Seconda guerra mondiale, da ultimo rompere il sistema globale di sicurezza e del diritto internazionale e soffocare qualsiasi centro sovrano di sviluppo”. Il presidente ha sottolineato che proprio questa politica dell’Occidente ha portato al conflitto in Ucraina quando ha affermato che “ambizione esorbitante, arroganza e degrado inevitabilmente si trasformano in tragedie. Questa è la ragione del disastro che sta vivendo il popolo ucraino. (Esso, ndr) è diventato ostaggio di un colpo di Stato sviluppato da un regime criminale per conto dei suoi padroni occidentali, una merce di scambio per la realizzazione dei loro feroci piani mercenari”.
Il leader russo ha anche però ricordato che “Mosca vuole un futuro sereno, libero e stabile, e non ostile per la Russia, né in Occidente o in Oriente” per poi sottolineare che in Russia danno il dovuto omaggio ai membri della resistenza, alle unità alleate dell’esercito degli Stati Uniti, del Regno Unito e di altri Paesi, e si ricorda e onora l’impresa dei combattenti della Cina nella battaglia contro il militarismo giapponese. “Sono convinto: l’esperienza di solidarietà, l’alleanza formata in anni di lotta contro la minaccia comune, sono il nostro inestimabile patrimonio” ha aggiunto il presidente Putin, ricordando anche che la Russia “in questo momento dà il suo robusto supporto per il cambiamento verso un mondo multipolare più giusto, basato su principi di fiducia e di sicurezza, con pari opportunità e libero sviluppo per tutti i Paesi e popoli”.
Passiamo ora alla parata dei mezzi militari, che, come accennato, ha riservato alcune sorprese. Innanzitutto anche quest’anno la manifestazione aerea non si è tenuta: nel 2022 i velivoli dell’aeronautica, dell’esercito e della marina russa non avevano effettuato il classico sorvolo in formazione della Piazza rossa per via di “condizioni meteorologiche avverse”, sebbene quel giorno su Mosca splendesse il sole, proprio come nella giornata di oggi. Per il momento né il Cremlino né il ministero della Difesa russo hanno riferito il perché di questa scelta.
La sorpresa maggiore, invece, riguarda la sfilata dei mezzi militari: questo 9 maggio, eccezion fatta per un singolo T-34-85 che ha aperto la sfilata come da copione stabilmente perpetuato, non si sono visti carri armati percorrere il selciato della Piazza. Nessun T-72 o T-90 , nemmeno i T-14 “Armata”. Non si sono visti neanche i veicoli AIFV (Armoured Infantri Fighting Vehicle) tipo Bmp, Bmd o Btr (ad eccezione di un paio che hanno preceduto altri mezzi), nessun veicolo MLRS (Multiple Launch Rocket System) come i “Tornado-G”, e nemmeno gli obici semoventi MSTA-S (2S19). Nessun lanciarazzi Tos, né i BMPT-72 “Terminator” oppure i “Kurganets-25”, che pure mancavano l’anno scorso. Nemmeno droni di vario tipo trasportati su autoarticolati. Grandi assenti anche diversi sistemi missilistici terra-aria come i Buk-M3, i Pantsir (nelle varie versioni) o i Tor-M2.
Si sono visti sfilare solo i celeberrimi S-400 che hanno accompagnato i veicoli del sistema per missili balistici a corto raggio “Iskander-M”, il veicolo di lancio per il missile balistico intercontinentale RS-24 “Yars” e un paio di solitari “Bumerang” – un APC (Armoured Personnel Carrier) – insieme agli onnipresenti “Tigr” (un veicolo 4×4 multiruolo) e qualche Z-STS, un camion 6×6 ad alta mobilità per la fanteria.
Se la parata dello scorso anno è stata definita “in tono minore” per l’assenza dei velivoli e di qualche mezzo militare, quella di quest’anno verrà forse ricordata come la meno “ricca” dal 2008, anno in cui nella Piazza rossa, per volere del Cremlino, sono tornati a sfilare i mezzi pesanti dell’esercito russo.

