Nei Caraibi entrano in azione i team speciali della Guardia Costiera USA

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La guerra al “contrabbando” di petrolio che gli Stati Uniti stanno portando avanti nel Mar dei Caraibi non accenna a frenare la pressione sul Venezuela e i suoi vecchi partner d’affari, e il ruolo di corsaro continua a spettare ai team delle Forze speciali della Guardia Costiera degli Stati Uniti che, calandosi dal barbettone nelle loro inserzioni verticali, continuano ad abbordare navi apolidi o con diari di bordo che celano apparenze opache, ma cariche di oro nero.

Gli uomini del MSRT e TACLET, rispettivamente Maritime Security Response Team e Tactical Law Enforcement Team, sono stati immortalati nel nuovo documento declassificato dal Southern Command degli Stati Uniti che, nella giornata di ieri, ha diffuso informazioni sul settimo sequestro e sesto “abbordaggio” di una petroliera posta sotto sanzioni e associata al contrabbando di petrolio nella triangolazione Venezuela-Russia-Iran. Secondo quanto riferito, i team delle due unità d’élite della Guardia Costiera degli Stati Uniti, entrambe specializzate in operazioni tattiche ad alto rischio in mare, come l’interdizione di narcotraffico, il contrasto al contrabbando e la sicurezza marittima, e regolarmente impiegate per quelle che sono considerate “missioni di polizia marittima”, hanno effettuato quella che in gergo viene definita Fast Rope Fast Rope Insertion and Extraction System – calandosi dagli elicotteri SH-60 Sea Hawk in volo stazionario di una dozzina di metri sul ponte della petroliera M/T Sagitta, battente bandiera liberiana.

L’ultima petroliera abbordata dagli “specialisti” della Guardia Costiera, talvolta supportati da team di uomini scelti dei Marines, era stata la M/T Veronica, una petroliera con bandiera della Guyana che è stata abbordata nel Mar dei Caraibi il 15 gennaio. Membri delle squadre tattiche della Guardia Costiera degli Stati Uniti erano già intervenuti durante l’intercettazione, l’abbordaggio e il sequestro della petroliera apolide M/T Sophia, fermata nei Caraibi meridionali al largo delle coste venezuelane il 7 gennaio 2026.

Mentre era spettato al corpo dei Marines l’abbordaggio della petroliera M/T Olina, battente bandiera di Timor Est e in precedenza nota con il nome di Minerva M, quinta petroliera fermata e appartenente – secondo le autorità statunitensi – alla “flotta ombra” che aggira le sanzioni che fanno da sfondo alle principali crisi internazionali degli ultimi anni. Una preda come la Olina, che si stima trasportasse 707.000 barili di petrolio che, all’attuale prezzo di mercato di circa 60 dollari al barile, valgono ben 42 milioni di dollari.

Prima della Sagitta, della Veronica, della Olina e della Sophia, altre due petroliere – la petroliera Marinera, prima conosciuta anche con il nome di Bella 1, battente bandiera della Guyana prima e russa poi; e la petroliera M/T Skipper, anch’essa battente bandiera della Guyana ma di proprietà iraniana – sono state sequestrate in seguito a blitz delle forze speciali americane, che hanno sempre intercettato le navi in alto mare. Una settima petroliera, la Centuries, che batteva bandiera panamense, è stata sequestrata ormeggiata al largo di Houston, in Texas.

I team di risposta rapida della Guardia Costiera

L’istituzione del team speciale per operazioni di sicurezza e risposta rapida a minacce nel dominio marittimo nelle fila della Guardia Costiera degli Stati Uniti risale agli anni Ottanta, ma ci si rese presto conto che un “mondo post-11 settembre” avrebbe richiesto delle “risorse altamente specializzate con competenze e tattiche antiterrorismo avanzate”. Maggiori a quelle raggiunte dal primo Taclet, ciò condusse alla fusione, nel 2004, di un’altra unità di specialisti e alla formazione dell’Enhanced Maritime Safety and Security Team, che divenne poi noto come Maritime Security Response Team (MSRT).

La missione di questi team era quella di “essere un primo soccorritore in caso di potenziali situazioni terroristiche; contrastare atti terroristici; eseguire azioni di sicurezza non conformi; effettuare l’accesso e l’applicazione tattica delle norme nelle strutture; partecipare a esercitazioni antiterrorismo a livello portuale e istruire altre forze sulle procedure antiterrorismo della Guardia Costiera”. Da allora, alle unità dei Maritime Safety and Security Team e dei Maritime Security Response Team e Tactical Law Enforcement Team sono state regolarmente affidate operazioni di abbordaggio e svolte attraverso tattiche ad alta velocità.

Gli elementi dell’MSRT, noti come “Sezione di Azione Diretta”, sono composti da “operatori” addestrati al Combattimento Ravvicinato avanzato e all’abbordaggio rapido di imbarcazioni sospette o bersagli terrestri, “inserendosi verticalmente da elicotteri o utilizzando altri metodi non divulgati”, per immobilizzare o neutralizzare target ostili. Gli abbordaggi possono avvenire, come avviene in altre forze speciali – citiamo tra tutte lo Special Boat Service – attraverso i Tactical Delivery Team, ossia i “conducenti di imbarcazioni” addestrati nelle tattiche navali avanzate e nel lancio furtivo di team di abbordaggio, o attraverso elicotteri della Marina e dei Marines che danno un “passaggio” agli incursori.

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