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La Cina aveva minacciato ritorsioni nel caso in cui si fosse concretizzata l’ipotesi di un incontro, sul suolo statunitense, tra Tsai Ing Wen, presidente di Taiwan, in missione diplomatica in America Centrale, e lo speaker della Camera Usa, Kevin McCarthy.

A poche ore dal probabile faccia a faccia, che dovrebbe tenersi in California, sulla strada del ritorno in patria, Pechino ha lanciato a sorpresa “una speciale operazione congiunta di pattugliamento e ispezione nella parte centrale e settentrionale dello Stretto di Taiwan“.

Secondo quanto riportato da Guancha, portale di news con sede a Shanghai, che ha citato un breve annuncio dell’Amministrazione per la sicurezza marittima del Fujian, provincia di fronte a Taiwan, l’operazione in questione durerà 7 giorni, anche se non è noto il numero di navi coinvolte oltre alla Haixun 06. Non è chiaro, inoltre, se questa debba essere considerata la prima risposta di Xi Jinping all’incontro Tsai-McCarthy.



Nuove tensioni nello Stretto di Taiwan

Da Pechino è stata ribadita la “ferma opposizione” della Cina a qualsiasi forma di contatto ufficiale tra Usa e Taiwan. “Indipendentemente da ciò che fanno o dicono le autorità di Taiwan”, ha spiegato nei giorni scorsi Mao Ning, portavoce del ministero dell’Interno cinese. “Non possono cambiare il fatto che Taiwan fa parte della Cina e nessuna forza può impedire alla Cina di realizzare la riunificazione”.

L’annuncio delle esercitazioni a sorpresa segue quanto avvenuto lo scorso 31 marzo, quando nove aerei militari cinesi hanno attraversato la linea mediana dello Stretto di Taiwan, sia sul versante settentrionale che centrale e meridionale, in cinque gruppi di pattugliamento. Il ministero della Difesa taiwanese aveva sottolineato l’inedita situazione, dato che i velivoli di Pechino erano in modalità “pronti al combattimento“.

Ricordiamo che la Cina aveva organizzato massicce esercitazioni militari intorno a Taiwan lo scorso agosto, dopo la visita a Taipei

dell’allora presidente della Camera Usa Nancy Pelosi. Da allora, il Dragone ha continuato le sue attività militari vicino a Taiwan, anche se su scala ridotta. Adesso si intravedono all’orizzonte nuove turbolenze.

Pechino risponde a Tsai

Da Taipei fanno intanto sapere che la Cina ha inviato la sua portaerei Shandong nel Pacifico occidentale, per la prima esercitazione nell’area. La Difesa taiwanese ha dichiarato di avere monitorato il passaggio dell’unità navale attraverso il Canale di Bashi, che divide l’isola dalle Filippine.

Nell’annunciare il transito della Shandong, il ministero della Difesa di Taipei ha evidenziato che “senza provocare un’escalation”, le Forze armate di Taiwan hanno monitorato e la situazione e risposto con i propri mezzi. “L’azione deliberata dell’Epl”, l’Esercito Popolare di Liberazione cinese, “ha messo a repentaglio la stabilità regionale e causato tensioni nello Stretto di Taiwan”, si legge nella nota dello stesso dicastero. “Le pressioni esterne”, conclude la nota, “non intralceranno la nostra determinazione di andare incontro al mondo e difendere il nostro Paese”.

Dall’altra parte del mondo, intanto, Tsai Ing Wen ha lasciato il Belize e terminato il suo tour in America Centrale, dove ha promesso sostegno ai pochi alleati rimasti di Taiwan nella regione. L’aereo di Tsai è partito da Belize City alle 14:00 (20 GMT), mentre la leader ha annunciato l’intenzione di recarsi negli Stati Uniti e incontrare il presidente della Camera Usa Kevin McCarthy, suscitando le ire di Pechino.

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