Due navi da guerra sono state avvistate nei pressi di Taiwan nella tarda serata del 27 giugno. Non ci sarebbe stato niente di strano, se non che i mezzi non appartenevano alla Repubblica Popolare Cinese bensì alla Russia.
La notizia è stata comunicata dal portavoce del ministero della Difesa nazionale dell’isola, Sun Li Fang, secondo cui “alle 23.00 di ieri (ora locale) due fregate russe sono state individuate in navigazione sud-nord ad est delle nostre acque territoriali, in uscita dalla nostra area di risposta dal mare di Suao a sud-est”.
Le fregate in questione fanno parte della Flotta russa del Pacifico, la stessa che, nel corso dell’ultimo anno, ha mostrato un certo dinamismo nelle acque asiatiche. Lo scorso aprile, Mosca aveva annunciato, a sorpresa, manovre di allerta nell’Oceano Pacifico. Il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, spiegava che, su ordine di Vladimir Putin, la suddetta Flotta del Pacifico, con base a Vladivostok, in Estremo Oriente, avrebbe lavorato “con breve preavviso” sull’addestramento al combattimento in zone di mare “vicine e lontane”.
A distanza di un paio di mesi, ecco l’ombra della Russia allungarsi su quella che Pechino definisce una “provincia ribelle”, già sotto pressione per le continue e ripetute escursioni di jet e navi da guerra cinesi che hanno più volte fatto alzare alle stelle il livello di tensione nello stretto di Taiwan.
Le manovre russe in Asia
Dal ministero della Difesa taiwanese hanno fatto sapere che “hanno usato metodi congiunti di intelligence, sorveglianza e ricognizione per cogliere le dinamiche delle navi russe e inviato aerei, navi e sistemi missilistici a terra per monitorare da vicino la situazione”.
L’insolita intrusione russa è maturata in un momento delicato. Quando la Cina ha intensificato la propria pressione su Taiwan, ritenuta parte “inalienabile” del suo territorio, da riunificare anche con la forza, se necessario. Ma, soprattutto, pochi giorni dopo la rivolta di breve durata del gruppo paramilitare Wagner, guidato da Yevgeny Prigozhin, che ha seriamente minacciato la tenuta politica del Cremlino.
In ogni caso, l’agenzia di stampa russa Interfax ha riferito che un distaccamento di navi della Flotta russa del Pacifico era entrato nelle parti meridionali del Mar delle Filippine per svolgere vari compiti come parte di un passaggio marittimo a lungo raggio.
A conferma del dinamismo di Mosca in Asia, la stessa Flotta russa del Pacifico ha effettuato sue esercitazioni operative nelle acque del Mar del Giappone e del Mare di Okhotsk fino al 20 giugno, coinvolgendo più di 60 navi da guerra e navi di supporto, circa 35 velivoli dell’aviazione navale, truppe costiere e più di 11.000 militari.
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Taiwan nel mirino
Per quanto riguarda la partnership sino-russa, la Russia è diventata politicamente più allineata con Pechino negli ultimi anni, soprattutto dopo l’offensiva russa dell’Ucraina iniziata il 24 febbraio 2022. Tuttavia, è insolito vedere navi russe transitare nei pressi di Taiwan.
L’isola riferisce di una presenza quasi quotidiana di navi cinesi nelle sue acque, ma non di mezzi del Cremlino. Si presume che le navi da guerra di Mosca stessero svolgendo compiti nell’ambito di una traversata marittima a lungo raggio, che comprendeva una battaglia navale simulata per respingere un attacco missilistico di un nemico simulato dal mare, sempre nell’ambito dei recenti movimenti militari citati dai media russi. Come gli Stati Uniti – il suo principale alleato – Taiwan ha imposto sanzioni alla Russia per la guerra in Ucraina, che coprono esportazioni come la tecnologia informatica e i macchinari.
Attenzione, tuttavia, al messaggio del ministero della Difesa di Taiwan, che ha chiarito che sarà costretto a “contrattaccare” per autotutela se un aereo militare cinese o una qualsiasi “entità” dovesse entrare nello spazio aereo o nelle acque territoriali dell’isola ignorando gli avvertimenti, “al fine di proteggere la sicurezza di spazio aereo e acque territoriali”. La procedura è collegata alle vicende dello scorso sabato, che hanno visto l’esercito di Taipei rilevare al mattino 19 aerei militari cinesi (inclusi i caccia Chengdu J-10 e Shenyang J-16), di cui otto hanno tagliato la linea mediana e si sono avvicinati alla zona contigua di Taiwan, a 24 miglia nautiche dalla costa.
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