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Il ministero della Difesa della Federazione Russa ha firmato con la società Almaz-Antey il contratto per la fornitura del primo lotto di sistemi missilistici antiaerei S-500 Prometey. Lo ha riferito alla Tass una fonte di Rostec. Il contratto prevede la fornitura di oltre 10 sistemi S-500 alle Forze aerospaziali (Vks) della Federazione Russa e le consegne inizieranno nella prima metà del 2022. L’annuncio è stato dato durante lo svolgimento del Maks, il salone internazionale dell’aeronautica e dello spazio che si è tenuto dal 20 al 25 luglio a Mosca/Zhukovsky.

La fonte dell’agenzia afferma che, al momento, “proseguono i test del sistema di difesa aerea in uno dei poligoni di prova nel sud della Russia” e dovrebbero essere completati alla fine del 2021. Secondo quanto riferito alla Tass, l’S-500 è in grado di distruggere tutti i mezzi esistenti di attacco aerospaziale, comprese le testate dei missili balistici intercontinentali ad altitudini fino a 200 chilometri e a distanze fino a 500. La fonte ha osservato che il nuovo Prometey può anche essere navalizzato e quindi imbarcato sulle maggiori unità navali della flotta russa.

Il 20 luglio, il ministero della Difesa russo ha riferito che l’S-500 ha eseguito un test di combattimento contro un bersaglio balistico nel poligono di Kapustin Yar, nell’oblast di Astrachan, in cui sono state confermate le specifiche tattiche e tecniche del sistema e la sua elevata affidabilità. Il 28 giugno, in un incontro al Cremlino con i neo-laureati delle università militari, il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che nuovi sistemi d’arma, unici nel loro genere, saranno presto messi “in servizio di allerta”. “Le armi ipersoniche sono già state messe in servizio: i sistemi Avangard e Kinzhal. Sono in arrivo anche altri sistemi d’arma unici, tra cui il missile balistico intercontinentale Sarmat, il missile ipersonico navale Zircon e i sistemi antiaerei S-500 e altri”, ha detto Putin in quell’occasione.

L’S-500 integrerà e poi sostituirà il sistema di difesa aerea S-400 Triumph. Attualmente gli S-400, insieme agli S-300 ed S-350, rappresentano il fulcro dei sistemi missilistici da difesa aerea della Russia, ed insieme ad altri come il Tor e il Pantsir vanno a comporre l’architettura multistrato della difesa aerea russa. L’S-500 è l’ultimo sistema missilistico antiaereo e antimissili balistici a lungo raggio e può essere visto come una versione avanzata dell’S-400. Il suo sviluppo è iniziato nel 2002 e si ritiene che la produzione iniziale sia iniziata nel 2017, anche se altri rapporti ne spostano l’inizio al 2019.

L’S-500, però, non è un aggiornamento dell’S-400, ma piuttosto un nuovo sistema. Utilizza infatti molte nuove tecnologie ed è superiore al suo predecessore: a differenza dell’S-400, infatti, è stato progettato principalmente per intercettare i missili balistici. Si pensa possa avere una gittata di 500-600 chilometri e alcune fonti affermano che sia in grado di tracciare sino a 20 bersagli balistici e intercettarne fino 10 contemporaneamente.

Se davvero fosse in grado di raggiungere la quota di 200 chilometri, come riferito da Almaz-Antey, significherebbe che potrebbe colpire satelliti in orbita bassa. Molto probabilmente l’S-500 proteggerà la città di Mosca e le regioni circostanti integrandosi nella catena Abm russa, facente capo al radar di allerta precoce costruito a Sofrino, nei pressi della capitale, Don-2N. Si pensa che l’S-500 sostituirà l’attuale sistema missilistico anti-balistico A-135 e andrà a integrarsi, nel ruolo Abm, all’A-235 recentemente testato. I missili dell’S-500 saranno utilizzati solo contro i bersagli più importanti, come missili balistici intercontinentali, velivoli Awacs e aerei per guerra elettronica.

L’S-500, così come i suoi predecessori, utilizzerà una suite di missili diversi a seconda dei bersagli da colpire. Si pensa quindi che sarà dotato di missili a lungo raggio 40N6 e 77N6, quest’ultimo in grado di intercettare i veicoli di rientro dei missili balistici. Alcune fonti riportano che il sistema S-500 è in grado di rilevare missili balistici a una distanza di 2000 chilometri e le testate a 1300. Sembra che abbia un breve tempo di reazione: è stato riferito che l’S-500 può effettuare il lancio entro 10 minuti dal posizionamento. Questa sua caratteristica ne farebbe un sistema ad elevata capacità di sopravvivenza, in quanto in grado di spostarsi ed effettuare altri lanci in breve tempo, eludendo così la reazione avversaria.

Così come gli S-300 e 400 il sistema è infatti interamente mobile: tutte le attrezzature utilizzano camion pesanti ad alta mobilità. I canister coi missili sono trasportati e lanciati da camion BAZ-69096 con trazione 10×10. Sembra siano previsti due posti di comando basati su camion BAZ-69092-12 6×6, mentre il radar di acquisizione e gestione del combattimento è su un BAZ-6403.01 8×8. Un altro radar di acquisizione è montato sul telaio BAZ-69096 10×10 e sembra che il radar di ingaggio multimodale utilizzi un BAZ-6909-022 8×8. Il radar di ingaggio antimissili balistici dovrebbe essere montato sul telaio BAZ-69096 con configurazione 10×10. Attualmente non sappiamo se la Russia ne preveda una versione per l’esportazione, ma stante la storia dei sistemi precedenti è ragionevole supporre che anche gli S-500 saranno venduti sul mercato estero.

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