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Il programma per il rafforzamento della flotta sottomarina della Marina cinese sembra aver subito una prima battuta d’arresto, e a nulla è valso il tentativo di insabbiare l’accaduto da parte del Governo di Pechino che ha taciuto ogni informazione a riguardo. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, prima testata a dare la notizia, la Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione Cinese, o PLA Navy, ha perduto un sottomarino nucleare di ultima generazione. Affondato in primavera. Nonostante il governo cinese abbia tentato di nascondere l’incidente, a confermare quanto asserito ci sono delle immagini satellitari. Secondo i funzionari del Pentagono si tratterebbe di una “grave battuta d’arresto per l’Esercito cinese”.

La scomparsa di un sottomarino da Wuhan

Il vascello sommergibile in questione, affondato nel suo bacino di carenaggio, si sarebbe dovuto unire alla Flotta (sempre sotto l’occhio attento degli osservatori esteri) come sottomarino d’attacco a propulsione nucleare. Questo se un incidente di natura sconosciuta, datato tra maggio e giugno, non lo avesse costretto ad adagiarsi sul basso fondale che ha consentito anche ai satelliti commerciali di identificare “gru di recupero galleggianti all’ormeggio” nei pressi della banchina dove era stava avvista la nave, a Wuhan.

I funzionari statunitensi hanno sottolineato come non ci sia da sorprendersi se nessuno, a Pechino o ai vertici della Marina cinese, abbia fatto parola dell’incidente che ha coinvolto una delle sue unità più avanzate, nascondendo la perdita di un sottomarino che avrebbe senza dubbio fatto la sua parte delle nuove mosse strategiche del Dragone. Ciò che inoltre interessa agli esperti è se il sottomarino, affondato per cause sconosciute, trasportasse già il combustibile nucleare che sarebbe servito alla sua propulsione.

Le immagini satellitari commerciali raccolte dal cantiere navale di Wuhan ed esaminate dalla stampa, non sono “sufficienti” a ricostruire gli eventi ma i satelliti spia potrebbe aver immagazzinato le informazioni necessarie per conoscere la reale sorte del sottomarino ormeggiato e poi “sparito” nelle acque basse dove ora compaiono gru e galleggianti. Mike Plunkett, esperto navale di Janes, ha osservato che si potrebbe trattare di un sottomarino Type 041, dal momento che le immagini satellitari “potrebbero mostrare un sottomarino con una disposizione del timone a forma di X”. Questo particolare – da solo – non è ritenuto “tuttavia sufficiente” per confermare di che tipo di sottomarino si trattasse. L’esperto ha ritenuto giusto convenire che si potrebbe anche trattare di sottomarino Type 039 modificato.

I nuovi mini-sottomarini nucleari del Dragone

I sottomarini  Type 041 sono considerati dagli analisti i successori del Type 039, già classificati dalla NATO come classe Yuan. Si tratterebbe dunque di sottomarini d’attacco di piccole dimensioni, con propulsione nucleare per aumentare le loro capacità operativa. Secondo quanto riportato dalla BBC, un portavoce del Ministero degli Esteri cinese ha dichiarato venerdì di “non essere a conoscenza dell’argomento”, non fornendo alcuna informazione a riguardo.

Secondo i cinesi questa nuova classe di “mini sottomarini nucleari del tipo 041” sarebbe destinata a fornire alla PLA Navy una piattaforma di attacco a propulsione nucleare “economica e pratica”, una formidabile “implementazione della strategia marittima della Cina” che mira a “migliorare la flessibilità strategica e la furtività tattica della forza sottomarina cinese”. Delle capacità tattiche essenziali secondo le analisi riguardanti il nuovo ruolo della flotte navali delle grandi Potenze negli equilibri globali.

I piani di Pechino e gli interrogativi dell’Occidente

Attualmente la Repubblica Popolare Cinese può vantare la Marina militare “più grande del mondo“, con oltre 370 unità navali, alle quale si uniranno presto nuovi sottomarini e nuove portaerei. I principali asset noti per essere essenziali proiezioni di potenza. Pechino sta producendo una nuova generazione di sottomarini nucleari, classificata dalla NATO come classe Zhou, e sta rafforzando l’intera flotta, a tutti i livelli, per accompagnare la sua strategia nella regione dell’Indo-Pacifico e nelle sue rivendicazioni nel Mar Cinese Meridionale – area d’importanza cruciale per il commercio internazionale.

Quelle che per i cinesi sono “situazioni sempre più complesse nelle aree marittime circostanti la Cina e nell’ambiente di sicurezza internazionale” dove Pechino mira a “contribuire in modo significativo a migliorare le capacità di difesa della Cina e la competitività internazionale”, per l’Occidente sono minacce continue e reiterate alle potenze minori della regione dove si consumano quasi settimanalmente controversie marittime con Brunei, Malesia, Filippine, Taiwan e Vietnam.

L’incidente insabbiato da Pechino, su quale l’intelligence Taiwan ha dichiarato di aver “condotto delle indagini sul destino del sottomarino” attraverso “molteplici metodi di intelligence e sorveglianza” – senza fornire tuttavia ulteriori dettagli -solleva in finale alcuni interrogativi sulle reali capacità dell’industria della difesa cinese, che potrebbe essere oggetto di corruzione e mancanza dei livelli di sicurezza necessari, e ancora una volta sugli obiettivi di Pechino, che da oltre un decennio è ormai focalizzata sul varo di un’imponente flotta da guerra.

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