Il 4 luglio scorso, il Governo ha trasmesso alle commissioni competenti di Camera e Senato lo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma relativo all’acquisizione di nuovo armamento per gli F-35B della Marina Militare, necessario per ottenere la Full Operational Capability (FOC) dei caccia di sesta generazione STOVL (Short Take Off Vertical Landing) con caratteristiche stealth che andranno a sostituire gli AV-8B “Harrier II” del GRUPAER (Gruppo Aerei Imbarcati).
Nel documento, si legge che il programma di armamento, in cooperazione internazionale, ha lo scopo di dotare il Paese di un sistema d’arma aeronautico di quinta generazione (con orizzonte temporale operativo di almeno 30 anni), per fronteggiare efficacemente la crescente complessità degli attuali e futuri scenari operativi. Per i 15 F-35B (quando saranno tutti consegnati) della Marina Militare risulta centrale la disponibilità di armamento e sistemi di autoprotezione, secondo le effettive necessità, in grado di supportare e proteggere la Squadra Navale.
Il programma di acquisizione dell’armamento è stato sviluppato in quantità tali da sostenere operazioni in uno scenario ipotetico di 6 mesi, ma non è stato indicato se si tratti di uno scenario a bassa o ad alta intensità.
In ogni caso il munizionamento richiesto per le operazioni, che secondo il decreto dovrà essere consegnato in un arco temporale di 14 anni per un valore complessivo di 682 milioni di euro (di cui 650 già finanziati) erogati dal Ministero della Difesa, consiste in un ampio ventaglio di armamenti.
Viene indicato armamento a caduta (Guided Bomb Unit – GBU) completo di kit guida, dispositivi di attivazione, detonazione, kit cablaggi e strumenti per predisporre i corpi bomba (BLU) da 113 Kg Small Diameter Bomb (SDB II/GBU-53), corpo bomba BLU-111 (Mk 82) da 227 Kg comprensivo di kit guida per allestimento di GBU-12, GBU-38, GBU-54, corpo bomba BLU-110 (Mk 84) da 453 Kg comprensivo di kit guida per GBU-32. Presente una suite di missili che va dagli AIM-9X “Sidewinder”, sino ai Meteor passando per gli AIM-120 AMRAAM, nonché si nota la presenza del vettore antinave JSM (Joint Strike Missile) che ha anche capacità di attacco terrestre, insieme al missile antinave a medio raggio Spear 3 di MBDA.
Il JSM è progettato per adattarsi al vano armi interno degli F-35A, ma essendo quello della versione STOVL più corto potrà essere trasportato solo sui piloni esterni.
Come accennato il missile, prodotto dalla norvegese Kongsberg insieme alla statunitense Raytheon, è nato per compiere missioni complesse, come quella anti-superficie (ASuW) e l’attacco terrestre. Gli obiettivi primari sono in genere bersagli altamente difesi e di alto valore in mare, nelle acque costiere o sulla terraferma. Non sappiamo molto del nuovo missile (il cui sviluppo è cominciato nel 2008), se non che vola a velocità subsoniche, pesa 416 kg, è lungo 4 metri e ha un’autonomia di circa 275 km (o 150 miglia nautiche).
Nel pacchetto di armamento per gli F-35B della Marina Militare richiesto dal governo sono presenti anche colpi per il cannone da 25mm, sistemi di autoprotezione, simulacri inerti/armamento captive per addestramento, materiale di supporto/propedeutico per l’impiego dell’armamento nonché la possibilità di avere ulteriori sistemi d’arma attualmente in fase di sviluppo/certificazione di possibile futuro impiego sul velivolo.
Il piano di armamento consentirà di finalizzare e consolidare le scorte necessarie a dichiarare la FOC, ma per arrivare a questo traguardo esso dovrà essere completato entro il 2030, attraverso una rimodulazione del profilo finanziario ad oggi previsto.
Restando nel campo aeronautico ma passando all’Aeronautica Militare, sempre nella stessa data il Governo italiano ha finalizzato il documento di approvazione per l’acquisizione di 24 nuovi velivoli Eurofighter F-2000 “Typhoon” che però andranno a sostituire quelli che per primi sono entrati in servizio.
Dal documento redatto per l’approvazione parlamentare, sappiamo infatti che il programma di acquisizione è finalizzato al rinnovamento della componente della Difesa Aerea dell’AM mediante l’acquisizione di 24 velivoli a standard avanzato in sostituzione di 26 velivoli di prossima dismissione (della Tranche 1). Difatti, l’Aeronautica Militare, attraverso un monitoraggio costante delle obsolescenze dei propri sistemi d’arma, ha individuato una vulnerabilità della capacità di Difesa Aerea nazionale (e quindi anche della NATO) nella forzata dismissione a partire dal 2028 dei “Typhoon” della Tranche 1 a causa del prossimo raggiungimento della fine della loro vita utile. A ciò si deve aggiungere la dismissione dei velivoli “Tornado” che si completerà verosimilmente nel 2027, pertanto la linea dei “Typhoon” sarà chiamata ad assorbire gli ulteriori compiti a favore del Paese e dell’Alleanza. A oggi, la flotta italiana di F-2000 acquisiti consiste in 27 velivoli della Tranche 1, 47 velivoli della Tranche 2 e 21 velivoli della Tranche 3, per un totale di 95.
Il programma è concepito secondo un piano di sviluppo pluriennale di presumibile avvio nel 2024 e durata complessiva ipotizzata di 11 anni (2024-2034) e la spesa complessiva è pari a 7,47 miliardi di euro, di cui risultano finanziati 690 milioni dagli stanziamenti del bilancio ordinario della Ministero della Difesa.

