Il ministro della Difesa Li Shangfu è stato destituito dal suo incarico e sostituito da Dong Jun. Qin Gang, ministro degli Esteri fino alla scorsa estate, è evaporato come neve al sole lasciando spazio al veterano Wang Yi, tornato nella sua vecchia cabina di regia. Li Yuchao, comandante della Forza missilistica dell’Esercito popolare di liberazione (Pla) cinese, il vice comandante, Liu Guangbin, e l’ex subordinato, Zhang Zhenzhong, sono finiti sotto il torchio degli investigatori dell’organo anti corruzione della Commissione militare centrale (Cmc). Wu Guohua, ex vice comandante dello stesso ramo dell’esercito, è invece morto a Pechino lo scorso 4 luglio, ufficialmente per malattia. In Cina è in corso un’epurazione senza precedenti che sta toccando i gangli vitali del sistema politico-militare del Paese.

È in particolare il settore della Difesa ad esser finito nel mirino della scure di Xi Jinping e della sua ultima campagna anti corruzione. Che ha riguardato militari e funzionari, ma anche dirigenti di aziende impegnate in ambito militare. L’agenzia cinese Xinhua ha infatti reso noto che la Conferenza consultiva politica del popolo cinese ha deciso di licenziare Wu Yansheng, presidente della China Aerospace Science and Technology Corporation, Liu Shiquan, presidente del Norinco Group, e Wang Changqing, vicedirettore della China Aerospace Science and Industry.

La scure di Xi si abbatte sulla Difesa

L’azienda di Wu Yansheng supervisiona lo sviluppo dei programmi spaziali e missilistici cinesi, mentre il gruppo Norinco di Yansheng è uno dei principali produttori cinesi di attrezzature militari. I resoconti dei media statali non hanno fornito dettagli sulla rimozione delle figure sopra citate, ma il Sing Tao Daily di Hong Kong ha scritto che i tre erano coinvolti in un’indagine relativa alla forza missilistica dell’esercito cinese. La stessa indagine costata carissima a Li Yuchao e altri suoi sottoposti.

Nel caso in cui l’indiscrezione dovesse rivelarsi corretta, tutti i puntini potrebbero finalmente essere uniti. Ma cosa è davvero accaduto oltre la Muraglia? L’ultima ondata di epurazioni rifletterebbe la vasta scala di corruzione presente nell’industria della Difesa cinese. Un’ombra lunga che, secondo vari analisti, potrebbe persino influenzare le capacità di combattimento dell’esercito cinese.

“Penso che potrebbe esserci una grande quantità di corruzione nell’industria della Difesa cinese e questo inevitabilmente avrà un impatto sull’efficacia di combattimento dell’Esercito popolare di liberazione”, ha dichiarato al sito VOA Lin Ying-yu, un esperto militare cinese presso l’Università Tamkang di Taiwan. “In passato, gran parte del commercio di armi era controllato dai “principi”, che sono discendenti di alti leader del Partito Comunista. L’epurazione in corso probabilmente significa che Xi vuole riaffermare il suo controllo sul commercio di armi nel Paese”, ha aggiunto l’accademico.

Controllare l’esercito

Pochi giorni fa la Cina ha espulso nove ufficiali militari dal proprio parlamento, tra cui quattro generali dell’unità missilistica strategica dell’esercito, in un ampio rimpasto successivo alla nomina di un nuovo ministro della Difesa.

Il filo rosso che lega quasi tutti i casi citati riguarda i profili dei personaggi coinvolti nell’intera vicenda: gli accusati/indiziati di essersi macchiati di corruzione sono alti funzionari tecnicamente incaricati di supervisionare le armi nucleari della Cina. Le citate Forze missilistiche del Pla, istituite nel 2015 e conosciute in precedenza come Secondo corpo d’artiglieria, sono le forze missilistiche strategiche e tattiche della Repubblica Popolare Cinese. Il loro ruolo è altamente rilevante, visto che fanno sì parte dell’esercito, ma nello specifico controllano l’arsenale nazionale di missili balistici terrestri nucleari e convenzionali a disposizione del Dragone.

Da quando Xi è salito al potere nel 2012, le autorità hanno punito circa 5 milioni di persone per reati che vanno dall’abuso di potere alla corruzione. Nel 2023, la “rivoluzione permanente” del presidente cinese ha colpito vari settori (finanza, cibo, assistenza sanitaria, semiconduttori e sport) togliendo di mezzo decine di altissimi funzionari, banchieri, direttori ospedalieri, dirigenti di calcio e persino ministri. E questo potrebbe essere soltanto l’inizio.