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Difesa

Meno spazio per Aukus? L’Australia taglia i super-satelliti

Costretta a ridurre il budget per la difesa, l'Australia rinuncia al programma per i satelliti. E diventa ancor più dipendente dagli Usa.

La cancellazione del programma spaziale JP 9102 dell’Australia, destinato a sviluppare una rete di satelliti geostazionari per le comunicazioni di difesa, evidenzia le difficili scelte strategiche del governo laburista di Anthony Albanese, costretto a ridimensionare progetti critici a causa dei costi elevati legati al programma AUKUS sui sottomarini nucleari.

Con un valore stimato di 5,3 miliardi di dollari USA, il programma JP 9102 avrebbe dovuto fornire al Paese una capacità autonoma di comunicazione satellitare per la difesa, ma la necessità di privilegiare capacità multi-orbita, ritenute più resistenti alle nuove minacce nello spazio, e di ridurre il budget complessivo per la difesa ha portato Canberra a tagliare questo investimento. La scelta di assegnare priorità alle esigenze strategiche immediate e alle capacità satellitari multi-orbita riflette una risposta alle crescenti pressioni finanziarie e alla complessità del contesto internazionale, dove la presenza di satelliti è cruciale per garantire comunicazioni sicure e resilienza contro potenziali attacchi cyber o spaziali.

Questo taglio compromette però la sovranità dell’Australia nel settore spaziale, rendendo il Paese sempre più dipendente dagli alleati, in particolare dagli Stati Uniti, per le sue necessità di comunicazione sicura. Già durante i devastanti incendi del 2019 e 2020, l’Australia aveva dovuto richiedere supporto satellitare agli Stati Uniti per gestire le operazioni di emergenza, evidenziando le limitazioni del Paese nell’accesso autonomo a reti satellitari strategiche. La cancellazione del JP 9102 ha anche suscitato una forte delusione nella Space Industry Association of Australia (SIAA), che teme che la mancanza di investimenti governativi nel settore possa scoraggiare lo sviluppo dell’industria spaziale nazionale e portare a una fuga di talenti e capitali verso mercati esteri come gli Stati Uniti.

L’enorme costo di AUKUS, stimato a circa 255 miliardi di dollari USA entro il 2055, rappresenta una sfida finanziaria a lungo termine per Canberra, vincolando il bilancio della difesa e impedendo investimenti in altre aree strategiche come la tecnologia spaziale, la sorveglianza e le infrastrutture di difesa. La decisione del governo Albanese di sacrificare il più ambizioso programma spaziale della storia australiana per sostenere l’accordo sui sottomarini nucleari, pur rispondendo a un’immediata necessità di rafforzamento militare marittimo, indebolisce la capacità del Paese di mantenere un’infrastruttura difensiva diversificata e riduce l’autonomia strategica, rendendo l’Australia fortemente dipendente dalle risorse e dal supporto degli Stati Uniti per la sua sicurezza nazionale.

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