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La pandemia non ha fermato il Maks, il salone internazionale dell’aeronautica e dello spazio che si tiene a Mosca ogni due anni. Presso l’aeroporto di Zhukovsky sono convenuti i produttori russi legati alla filiera aerospaziale, a cominciare dal colosso Uac (United Aircraft Corportation) che raccoglie i nomi più importanti del panorama aeronautico russo (Tupolev, Mig, Sukhoi, Yakovlev, Ilyushin) passando per Almaz Antey, altro gigante che costruisce sistemi da difesa e missilistici.

Come sappiamo, a tenere banco è stata la presentazione ufficiale del nuovo caccia monomotore russo: denominato Checkmate (scacco matto) e presentato nella giornata di martedì 20, è un prodotto del bureau Sukhoi pensato principalmente per l’esportazione che incorpora caratteristiche stealth ed è il frutto dell’esperienza accumulata durante il conflitto siriano.

Oltre al Checkmate, esposto in un padiglione a margine di quelli principali, il Maks ha offerto, come sempre, una vasta panoramica sui prodotti russi. Sebbene quest’anno la manifestazione sia stata leggermente in tono minore rispetto a quelle precedenti – chi scrive è stato a quella del 2017 – il salone è comunque un’ottima occasione per immergersi nel settore aerospaziale russo.

La mostra statica, come sempre ricavata su una delle piste di rullaggio immediatamente dopo l’ingresso, ha mantenuto il suo fascino dando la possibilità di vedere da vicino bombardieri, caccia ed elicotteri, sebbene in questa edizione l’organizzazione abbia scelto di non mostrare i velivoli prettamente storici visti precedentemente. Nonostante questo abbiamo avuto l’occasione di dare uno sguardo ravvicinato ai bombardieri Tupolev Tu-160, Tu-22 e Tu-95MS, ai caccia Sukhoi Su-35S, Su-34, Su-30SM, Su-24SM3, Yakovlev Yak-130, Mig-31BM, Mig-35, Mig-29SMT, agli elicotteri Kamov Ka-52, Mil Mi-35, Mi-28B, Mi-8 nella versione Amtsh-Va (per le operazioni in Artico) e al sempre impressionante, per le dimensioni, Mi-26.

Nei padiglioni abbiamo avuto modo vedere i prodotti missilistici, sia da difesa aerea, sotto forma di modelli in scala, sia per l’attacco. Per quanto riguarda i primi sostanzialmente sono assetti già ampiamente conosciuti: l’S-350E “Vityaz”, S-400, il sistema Tor e l’Antey 4000, presentato alla fiera Army nel 2020, senza dimenticare i sistemi da difesa costiera: Bal e Bastion. Molti i missili aria-aria, aria-superficie e da crociera, esposti a grandezza naturale: dall’RVV-MD del bureau Vympel di Jsc, passando per l’RVV-BD a lungo raggio e guida radar (tipo fire and forget) senza dimenticare l’antiradar Kh-58UShke. Interessante aver potuto vedere da vicino i missili da crociera per l’esportazione made in Russia, tra cui il Kh-59MK (con gittata aumentata), il Grom E1 (ed E2) già presentati nel 2015, oppure quello che viene definito “missile antinave tattico”, il Kh-35UE, che sembra abbia un raggio d’azione di 260 chilometri.

Guardando al panorama internazionale era presente l’India, con il sistema missilistico Brahmos, lanciabile sia da unità navali che da terra grazie ad un veicolo Tel (Transporter Erector Luncher) di derivazione russa, la Cina con la China Great Wall Industry Corporation ed il Kazakistan, che aveva un intero padiglione dedicatogli dove sono stati esposti principalmente componenti per motori aeronautici. Presente anche un po’ di Italia, con Leonardo che ha portato un elicottero AW-139, e la Francia, che con Airbus ha esposto un A-350-1000 che si è anche esibito in una dimostrazione di volo. Di quest’ultima a colpire è stata soprattutto la silenziosità dei suoi due motori Rolls-Royce, soprattutto se confrontata col rumore (quasi assordante) dei russi Sukhoi MS-21 versioni 300 e 310.

Con gli aviogetti civili arriviamo quindi alle esibizioni aeree: il primo giorno, durante la visita del presidente Vladimir Putin, il programma è stato del tutto particolare rispetto a quello dei giorni successivi: si è cominciato con una parata di elicotteri, guidati dal gigantesco Mil Mi-26, per poi lasciare il posto a delle esibizioni di un Kamov Ka-52 “Alligator” e di un Mil Mi-28. Dopodiché è arrivato il momento dei caccia: spettacolare l’esibizione del Sukhoi Su-57E con il celeberrimo pilota collaudatore Sergey Bogdan ai comandi. Il “Felon” (questo il nome del caccia di quinta generazione russo in codice Nato) ha dimostrato tutte le sue doti di manovrabilità, effettuando quella che viene chiamata “cobra”, ovvero un volo ad altissimo angolo di incidenza. Peccato però che, come abbiamo sempre detto, il campo di battaglia aereo moderno non sia un air show, e quindi oggi vale molto di più la furtività, e la possibilità di vedere per primo l’avversario a grande distanza, rispetto alle qualità di un velivolo nel combattimento aereo manovrato. Successivamente è toccato al Mig-35, già visto nell’edizione del 2017 quando è stato mostrato al pubblico ufficialmente. Infine un’esibizione di una pattuglia acrobatica mista, formata da Su-35S e da Mig-29UB, che ha salutato le autorità presenti.

Il giorno successivo il Maks ha assunto i suoi connotati definitivi, e l’air show ha aggiunto la dimostrazione del già citato Airbus A-350-1000 (che ha impressionato anche per un passaggio a bassa velocità), l’esibizione di un quartetto di elicotteri indiani (Alh – Advanced Light Helicopter), quella di un Antonov Tvs-2Ms del quale si sono apprezzate le ben note doti di decollo e atterraggio cortissimo, un Sukhoi SSJ-100, e la tanto attesa pattuglia acrobatica Strizhi (Rondoni) su Mig-29 che si è esibita in alcune figure acrobatiche per circa un quarto d’ora. Ancora un quartetto, stavolta di Su-35S, che ha preceduto una coppia di Su-30SM dell’aeronautica della marina russa, per poi passare, dopo il volo dell’Airbus, al tanto atteso Su-57E che non ha effettuato il programmato atterraggio “cortissimo” ma almeno, durante il rullaggio, si è fermato ed ha eseguito un piccolo “saluto” in favore dei fotografi presenti. Dopo il Felon ancora il Mig-35, subito dopo l’aviogetto civile Sukhoi MS-21-300 e a conclusione uno Yak-130, un caccia leggero da addestramento dipinto con la solita livrea rossa.

Un Maks in tono minore, come dicevamo, sicuramente per via della pandemia ma anche per le recenti questioni geopolitiche, che hanno limitato la presenza dell’occidente, se pur ben rappresentato da Airbus che non ha perso l’occasione per mostrare il suo velivolo commerciale per lunghe tratte che è uno degli aeromobili più efficienti in termini di consumo di carburante, e da Leonardo col suo elicottero pensato per il trasporto Vip: le uniche due società occidentali ad aver portato un velivolo alla manifestazione russa.

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