L’ultimo colpo di Angela Merkel alla guida della Germania è in sordina. Non lo sapeva nessuno, se non le persone direttamente coinvolte. E il settimanale tedesco Der Spiegel è riuscito ad averne conoscenza solo una decina di giorni dopo il fatto.
La mossa “segreta” della ormai ex cancelliera tedesca riguarda tre accordi sull’export di unità navali e sistemi d’arma all’Egitto e a Singapore. Il governo a guida Merkel ha posto la sua firma poche ore prima del formale passaggio di consegne al nuovo cancelliere, Olaf Scholz. E la notizia è stata data in forma ufficiale dall’ex ministro dell’Economia, Peter Altmaier, in una lettera in cui si informava direttamente il presidente del Bundestag, Baerbel Bas. Missiva datata 7 dicembre: ovvero il giorno prima in cui Scholz avrebbe giurato come cancelliera della repubblica.
Gli accordi sono tre e riguardano, come detto, Egitto e Singapore. I due patti con il Cairo si riferiscono alla possibile consegna di tre fregate Meko A-200 EN da parte di Thyssenkrupp Marine Systems e di 16 sistemi antiaerei Iris-t Sls/Slx prodotti dalla Diehl Defense. Accordi di particolare importanza per diverse ragioni. Innanzitutto perché l’Egitto è un mercato complesso, in cui la partita, specialmente per quanto riguarda le unità di superficie, ha visto anche il decisivo coinvolgimento di Francia e Italia. La vendita di fregate da parte della cantieristica tedesca comporta quindi per la Marina egiziana l’acquisizione di mezzi nuovi da parte di un altro Paese che compone il gruppo di potenze industriali dell’Europa della difesa. Una partnership che si era evidenziata soprattutto per la componente sottomarina, in particolare per i recenti sommergibili diesel-elettrici 209/1400 consegnati dai cantieri teutonici. Ed è un segnale da non sottovalutare anche per quanto riguarda le implicazioni politiche. L’asse Berlino-Il Cairo è stato per molto tempo sottovalutato: ma l’immagine di mezzi e sistemi d’arma tedeschi che continuano a rafforzare l’arsenale egiziano è indicativa di un rinnovato rapporto tra i due Paesi che va messo in parallelo anche con gli equilibri libici e con quelli del Mediterraneo orientale. La Germania sente di avere sempre un maggiore interesse verso l’area mediterranea, sia orientale che in generale nordafricana. E l’avvicinamento con l’Egitto – con accordi criticati a livello politico e di società civile per il coinvolgimento delle forze armate di Abdel Fattah al Sisi in una serie di conflitti, dallo Yemen alla Libia – impone una riflessione su come si stia modificando il rapporto tra Europa e Nord Africa.
Alcuni membri dell’attuale maggioranza “semaforo”, composta da Verdi, Liberali e Socialdemocratici, hanno manifestato le loro forti perplessità su questa scelta di cristallizzare gli accordi subito prima che entrasse in scena il nuovo esecutivo. Come riporta Deutsche Welle, Agnieszka Brugger, membro di spicco dei Verdi, ha detto che questa mossa è stata fatta esclusivamente perché si sapeva che il governo, guidato sì da un ex ministro di Merkel ma con il partito ambientalista al suo interno, avrebbe probabilmente bloccato la vendita. Ma nonostante queste ritrosie, la volontà della ex cancelliera sul mantenere intatti gli accordi con Al Sisi ha prevalso: manifestazione eloquente della strategia diplomatica della Grande Coalizione e su cui Scholz, ministro delle Finanze e ora cancelliere, non avrebbe certo potuto opporsi.
Da non sottovalutare anche l’accordo con Singapore. La Germania, che già da tempo ha avviato attraverso Thyssenkrupp una partnership rilevante con il piccolo Stato asiatico, ha sfruttato l’interesse per i sottomarini di 218SG anche per inserirsi in un mercato molto interessante come quello dell’Indo-Pacifico. La ricerca di una complessiva modernizzazione delle forze navali e aerei in tutta l’area del Sud-Est asiatico (e dell’Oceania, come dimostrato da Aukus) indica che anche gli Stati più piccoli sono desiderosi di mostrarsi pronti, a livello militare, in caso di confronto. E la ricerca di una stabilità della regione anche da parte degli Stati Uniti fa sì che tanti governi siano ora intenzionati a blindare le proprie sfere di sovranità. L’Italia ha iniziato a battere questa strada soprattutto con l’accordo per la vendita di unità di superficie all’Indonesia, ma la scelta europea, in generale, di rivolgersi anche a mercati dell’Estremo Oriente diventa sempre più importante. E la competizione tra industrie del Vecchio Continente può essere anche il volano per la ricerca di nuovi mercati ma anche di interessi strategici sempre più vicini a quella regione. L’arrivo della fregata tedesca Bayern nelle acque del Mar Cinese Meridionale, proprio diretta verso Singapore, aiuta a capire certe dinamiche economiche e strategiche che non possono non essere messe in parallelo.