Lindsay e Serena, le aviatrici Usa cadute con l’aereo per la guerra elettronica “Growler”

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Difesa, Donne /

La Marina degli Stati Uniti ha comunicato ufficialmente le identità dell’equipaggio dell’EA-18 Growler disperso. A bordo erano il tenente comandante Lyndsay Evans e il tenente Serena Wileman, pilota e ufficiale operatore ai sistemi cadute mentre volavano a bordo del jet per la guerra elettronica che si è schiantato nei pressi del Monte Rainier la scorsa settimana. Le ricerche, complicate dal maltempo che potrebbe aver influito anche sull’incidente, sono proseguite per giorni ma sembra ormai chiarita la dinamica che non ha previsto l’abbandono dell’aereo.

Secondo quanto reso noto dall’Us Navy le due donne – entrambe decedute nello schianto – avevano recentemente preso parte a diverse missioni di combattimento contro i ribelli Houthi dello Yemen nel corso del loro dispiegamento nel Mar Rosso a bordo della portaerei USS Dwight D. Eisenhower, in protezione delle rotte commerciali minacciate dall’attacco di missili e droni forniti dagli iraniani nel Golfo di Aden, nel tratto di mare che conduce i mercantili al Canale di Suez.

Tali azioni le avevano fatte entrare a far parte dell’esigua schiera di donne che hanno volato in missioni di combattimento a bordo dei reattori della Marina e della forza aerea degli Stati Uniti. Una storia che inizia nella Seconda guerra mondiale, quando le prime volontarie, che avevano conseguito un brevetto di volo sulla scia immortale della pioniera dell’aria Amelia Earhart, si arruolarono nel Wings For Britain, la flotta che trasportava aerei dall’America continentale all’Inghilterra in guerra contro i tedeschi, e in seguito nella Women Air Force Service Pilots, più nota con il semplice acronimo di WASP.

Una storia che è proseguita con un graduale impiego nelle forze aeree e trovò nelle Wings of Gold del 1974 le prime donne pilota della Us Navy – Barbara Allen, Judy Neuffer, Jane Skiles, Joellen Drag, Ana-Maria Scott e Rosemary Conatser -e in Jeannie Marie Leavitt la prima donna a pilotare un aereo da caccia degli Stati Uniti.

A bordo dei cacciabombardieri F-15E Strike Eagle, Jeannie Marie Leavitt accumulò oltre 3000 ore di volo, partecipando ad azioni di combattimento in Iraq e Afghanistan, prima di prendere il comando del 57th Wing presso la base aerea di Nellis e congedarsi nel 2023 con il con il grado di Maggiore Generale. 

Un triste primato invece toccò a Kara Hultgreen, la prima donna pilota di caccia ad essere imbarcata nella Marina degli Stati Uniti, e prima pilota donna delle forze armate statunitensi deceduta – il 25 ottobre 1994 – quando il suo caccia intercettore da superiorità aerea F-14 Tomcat si schiantò in mare mentre era approcciava il ponte della portaerei USS Abraham Lincoln. Al tempo la Hultgreen, unico membro dell’equipaggio dell’F-14 (caccia biposto, ndr) a morire nell’incidente, fu oggetto di critiche mosse nei confronti delle donne pilota. Secondo alcuni punti di vista la Hultgreen potrebbe essere essere stata vittima di una “politica imperfetta” che avrebbe “trascurato i suoi errori nell’addestramento“. La Hultgreen venne sepolta con tutti gli onori militari nel celebrato cimitero di Harlington, a Washington.

Le ufficiali della Marina degli Stati Uniti Lyndsay Evans e il tenente Serena Wileman, scomparse il 15 ottobre di questo 2024, erano entrambe note per la loro grande professionalità, per lo spirito di corpo, la lealtà e il forte senso del dovere e dell’umorismo che, secondo quanto riportato dall’Us Navy, le portava ad affrontare con coraggio le situazioni più difficili. Che “guidassero missioni di combattimento critiche o supportassero i loro compagni di squadra“. Per questa ragione e per il loro sacrificio resteranno nella storia dell’Aviazione navale come due leader. Mentre la Marina Militare piange la loro perdita e consegna la loro eredità agli aviatori e alle aviatrici del futuro.