Il ministro della Difesa indonesiano, Sjafrie Sjamsoeddin, ha confermato che l’aeronautica militare indonesiana, tramite il suo ministero, acquisterà i cacciabombardieri di fabbricazione cinese Chengdu J-10. Il ministro, in una recente intervista al quotidiano online Republika, ha riferito che “presto volerà a Giacarta” e che l’Indonesia prevede di acquistare 42 di questi velivoli.
Secondo informazioni ottenute dal media, durante la visita del presidente indonesiano Prabowo Subianto a Pechino tenutasi lo scorso settembre, ci sono stati colloqui su diversi progetti di cooperazione in materia di Difesa, tra cui l’acquisto dei J-10. Non è ancora chiaro il piano di acquisizione e quando la prima tranche di caccia verrà consegnata, ma sappiamo sempre da fonti indonesiane che il J-10 è effettivamente allo studio dell’aeronautica militare di Giacarta.
Il velivolo è un aereo da caccia multiruolo il cui programma di sviluppo è iniziato nel 1986 con l’obiettivo di ottenere un caccia in grado di contrastare i russi MiG-29 e Su-27. Il J-10 è stato ufficialmente presentato a gennaio 2007, quando le fotografie sono state pubblicate dall’agenzia di stampa Xinhua, ma l’esistenza del velivolo era nota da molto tempo prima, sebbene i dettagli concreti siano rimasti scarsi a causa della segretezza. Il primo volo inaugurale del J-10 completato con successo (il programma è stato funestato da almeno un incidente insabbiato dalle autorità cinesi) è avvenuto il 23 marzo 1998, e il caccia è stato consegnato per la prima volta al 13° Reggimento sperimentale il 23 febbraio 2003, per poi venire dichiarato operativo a dicembre dello stesso anno, dopo 18 anni di sviluppo. Nel corso della sua vita operativa ne sono state costruite diverse varianti e ha subito diversi aggiornamenti, ma il caccia di quarta generazione cinese è noto per il recente successo in combattimento aereo durante il breve conflitto tra India e Pakistan di maggio 2025.
In quei tre giorni di campagna aerea indiana, tre Dassault “Rafale” indiani sarebbero stati abbattuti (solo di uno ci sono le evidenze fotografiche) da parte dei J-10 pakistani utilizzando il missile BVR (Beyond Visual Range) di fabbricazione cinese PL-15E, col supporto fondamentale di velivoli AEW (Airborne Early Warning) che hanno individuato e tracciato i caccia indiani. Sebbene, a una più attenta analisi dei fatti, quei tre giorni di conflitto si siano risolti in una schiacciante vittoria strategica indiana (gli obiettivi prefissati sono stati tutti colpiti ed è stata fortemente degradata la difesa aerea missilistica pakistana), e nonostante l’abbattimento dei “Rafale” sia imputabile anche alla sottovalutazione da parte indiana della gittata massima del missile PL-15E, il J-10 sta vivendo un fortunato momento di notorietà, anche grazie alla macchina propagandistica cinese che si è mobilitata in massa su vari social network e sulla stampa online tessendone le lodi e denigrando, coi “Rafale”, tutti i velivoli di fabbricazione occidentale di quarta generazione, che, nonostante la comparsa della generazione successiva di caccia, hanno ancora una notevole fetta di mercato, soprattutto in Asia e in Medio Oriente.
Le Filippine, ad esempio, hanno avviato la ricerca di un nuovo velivolo per le proprie forze aeree e l’Eurofighter “Typhoon”, grazie a Leonardo, ha buone possibilità di vincere la gara che lo vede contrapporsi agli statunitensi F-16 e ai “Gripen” svedesi. Restando nel mercato asiatico, un altro breve conflitto che ha visto contrapporsi Cambogia e Thailandia, ha determinato il battesimo del fuoco del caccia svedese in forza con la Royal Thai Air Force.
Pregi e difetti del velivolo cinese
Il velivolo cinese è comunque un discreto sistema d’arma grazie al suo sistema di controllo del fuoco e a un PAR (Phased Array Radar) capace di seguire 10 bersagli contemporaneamente, che lo mette sullo stesso piano dei primi caccia di quarta generazione occidentali ma non allo stesso livello di quelli di generazione 4,5 dotati di radar di tipo AESA (Active Electronically Scanned Array) e di più moderni sensori passivi e di contromisure elettroniche. Resta quindi una macchina idonea a quadranti regionali in cui non sono presenti velivoli più moderni né sistemi di difesa aerea integrata all’avanguardia. La sua efficacia nell’ultimo conflitto indo-pakistano è imputabile al suo utilizzo in coordinazione con velivoli AEW, che l’India ha sottostimato compiendo un grosso errore di valutazione che avrebbe potuto compromettere l’intero esito della breve campagna aerea. Proprio questo aspetto tattico, però, è da non sottovalutare avendo dimostrato le capacità di integrazione del J-10 con le capacità AEW pakistane che non sono omogenee, avendo a disposizione i velivoli svedesi Saab 2000 e i cinesi ZDK-03.
Tornando all’Indonesia, Giacarta nonostante questa acquisizione resta saldamente un Paese non allineato avendo in servizio F-16 insieme a Su-27 e Su-30, e soprattutto avendo acquistato dall’Italia due Pattugliatori Polivalenti d’Altura (PPA/MCS – Multipurpose Combat Ship) dopo l’interesse generato nel Paese dalle recenti missioni in Indo-Pacifico effettuate dalla Marina Militare nel 2023 e nel 2024 con nave “Francesco Morosini” e nave “Raimondo Montecuccoli”.

