La Marina militare di Nuova Delhi sta aggiornando il principale aereo da combattimento imbarcato sulle sue portaerei, incrementando le sue capacità aeronavali e di proiezione di potenza nell’Oceano Indiano e nel Mar Arabico.
Stiamo parlando dei caccia imbarcati MiG-29K di produzione russa, che secondo quanto riportato dalle fonti ufficiali indiane sono stati aggiornati con avionica e sistemi di bordo “Made in India. Questi nuovi “Fulcrum”, secondo il nome in codice adoperato dalla NATO, sono imbarcati sulle portaerei convenzionali INS Vikramaditya, aggiornamento della portaerei classe Kiev acquisita dalla Russia, e INS Vikrant, primo vettore dell’omonima classe Vikrant, prodotta autonomamente dall’India. Entrambi i vettori, configurati con il tipo sky-jump, sono dotati di sistemi per il decollo e il recupero di velivoli imbarcati del tipo STOBAR, che combina elementi dei metodi STOVL e CATOBAR.
I MiG-29K, imbarcati insieme ai caccia multiruolo Tejas, di sviluppo e fabbricazione indiana, dovrebbero aumentare sensibilmente le loro capacità nelle missioni aria-terra, grazie al nuovo computer di volo che gli consente di integrare nuovi tipi di armi, come missili e bombe guidate tra i quali viene menzionato missile aria-terra di fabbricazione israeliana Rampage. Arma di precisione in grado di colpire bersagli a una distanza di oltre 250 km.

I MiG e l’attesa dei Rafale francesi
L’aggiornamento della flotta di MiG-29K, che è arrivato a contare le 45 unità, è un passaggio intermedio del piano di modernizzazione che riguarda i vettori portaeromobili dell’Indian Navy (INS), che ha già accordato l’arrivo dei più recenti Dassault Rafale M di fabbricazione francese. Gli stessi velivoli imbarcati sulla portaerei “Charles De Gaulle”.
Secondo le prime indiscrezioni la Marina indiana dovrebbe ricevere la prima tranche di 26 aerei da combattimento navali imbarcati su portaerei Rafale Marine con alcune modifiche richieste dall’INS entro maggio 2028, per essere schierati appena pronti sulle portaerei INS Vikrant e INS Vikramaditya, e sulla futura portaerei della classe Vikrant che l’India sta costruendo. Fino ad allora, i principali asset navali indiani continueranno ad affidarsi ai MiG-29K. Caccia di 4ª generazione + modificati dalla versione base con ali semi-pieghevoli, carrelli più robusti, motori potenziati e ganci d’arresto per il recupero in fase d’appontaggio. Questi velivoli sono in grado di trasportare un carico di armi di oltre 5.000 kg, che comprende missili aria-aria, missili guidati aria-superficie, essenziali missili antinave e bombe guidate.
Le portaerei indiane sulle rotte di domani
L’India, come ogni potenza con sbocchi sul mare in ascesa che si rispetti, ha ritenuto opportuno dotarsi di portaerei da schierare nel Golfo del Bengala, lungo le rotte strategiche che attraversano il Mar Arabico, nell’Oceano Indiano e se necessario il quello Pacifico per “contenere l’espansione cinese“. Come ricorda Emanuele Rossi su Formiche, la regione dell’Indo Pacifico, che riguarda da vicino gli interessi indiani, “è un ambiente geopolitico talassocratico” in cui New Delhi, circondata dal mare, deve poter contare su risorse e asset strategici che le consentano di rafforzare le proprie capacità navali, al pari di alleati e competitor.
Una postura tipica delle potenze in ascesa che viene adottata anche dalla Repubblica Popolare Cinese, impegnata nel potenziamento della sua flotta che ha concentrato proprio sulle portaerei “autoprodotte” gran parte dei suoi investimenti e dei suoi sforzi. Dimostrando ancora una volta che, nonostante l’avvento delle nuove armi, le portaerei, in passato ritenute quasi obsolete, non sono ancora giunte sul viale del tramonto.

