Da tempo negli ambianti militari statunitensi si parla di sostituire la linea di Main Battle Tank M1 Abrams introducendo quella che dovrebbe essere, secondo le indiscrezioni, una “nuova versione” di questa piattaforma che prevede, tra le altre cose, una propulsione “ibrida“.
L’Abrams X, questo il nominativo del carro armato da battaglia di nuova generazione dell’US Army, sempre prodotto dalla General Dynamics Land Systems, è comparso la prima volta nel 2022 e secondo le prime informative dovrebbe pensare 60 tonnellate: un peso inferiore di 10 tonnellate al M1A2 Abrams in assetto da combattimento. Questa necessità di “leggerezza” nelle nuove piattaforme MBT conferma quanto testato dall’impiego dell’Abrams nel conflitto ucraino, dove il gravare del peso ha riscontrato una certa avversità nei terreni fangosi su cui un mezzo simile non era mai stato impiegato in combattimento. Confermata al contrario l’importanza cruciale dei carri armati che, anche secondo The National Interest, rimangono essenziali nella guerra moderna.
Il nuovo tank dovrebbe essere più veloce dei suoi predecessori, ma ciò che è forse più interessante è il risparmio nei consumi portato da un motore elettrico ibrido diesel. La corazzatura migliorata, con combinazioni di protezione all’avanguardia e quella che viene annunciata come una torretta senza pilota, dunque altamente automatizzata, del sistema di caricamento dell’artiglieria e del sistema di puntamento, permette la riduzione dell’equipaggio. Che attualmente conta 4 membri: capocarro, pilota, cannoniere e servente radiofonista.
Come per le auto, un motore ibrido alloggiato nel futuro tank che dell’Esercito dello Zio Sam intende schierate nel 2030 promette “più velocità e meno consumo di carburante” con la conversione in un range operativo maggiore.
L’Abrams X probabilmente incorporerà l’Intelligenza Artificiale per scopi sia difensivi sia offensivi, integrata di nuovi sistemi d’interconnessione con altre piattaforme autonome e non. Tutte queste innovazioni e implementazioni dei sistemi possiamo stare certi siano parte non solo della volontà di schierare mezzi di nuova generazione, ma frutti dell’esperienza ottenuta sul campo di battaglia ucraino che sta condizionando le strategie da applicare nei conflitti convenzionali del futuro. L’impiego di nuove tecnologie come i “droni suicidi” usati come principale arma offensiva contro i carri armati, le nuove armi anticarro e l’approvvigionamento in teatri complessi hanno “alterato” i piani degli esperti del Pentagono che devono aver deciso di sostituire i vecchi tank con nuove piattaforme più performanti e all’avanguardia. Premiando leggerezza, autonomia, mobilità e capacità di difesa rispetto all’imponenza dei super-tank avversari come il T-14 Armata russo che, a differenza dell’Abrams d’importazione, non sembra aver trovato impiego in prima linea.
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