L’instabilità politica e il programma di riarmo europeo indetto dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen pongono l’interrogativo su quali aziende produrranno i nuovi armamenti per dotare l’Europa di una difesa all’altezza della situazione. Nel frattempo, il neoeletto presidente americano, Donald Trump, chiede di aumentare le spese belliche dei membri Nato al 5% del Pil. Grandi manovre geopolitiche stanno per corrispondere a grandi flussi di denaro che finiranno nelle società produttrici d’armamenti. Il colosso mondiale, in materia, non a caso è una società americana, la Lockheed Martin Corporation con sede a Bethesda nel Maryland, quotata alla Borsa di New York. Le richieste degli Stati Uniti nei confronti dell’Europa strizzano l’occhio alle multinazionali a stelle e strisce interessate alle commesse che verranno bandite nel Vecchio continente, cliente fidato dell’America come è già stato qui approfondito qualche settimana fa.
I maggiori azionisti della Lockheed Martin risiedono nei meandri dell’alta finanza mondiale, ovvero sono i tre grandi fondi americani State Street Corporation, Vanguard e BlackRock che la fanno da padrone, come già citato in precedenti articoli su InsideOver. La società ha un legame profondo con il Governo statunitense, e infatti dichiara: “In quanto azienda di sicurezza globale, innovazione e aerospaziale, la maggior parte degli affari di Lockheed Martin è con il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e le agenzie del Governo federale degli Stati Uniti”.
Lockheed Martin produce e commercia radar, sistemi marittimi, soluzioni informatiche, missili ipersonici, elicotteri attraverso la controllata Sikorsky, sistemi di sicurezza spaziale, droni per il combattimento e aerei per il trasporto. Risulta utile mettere una lente d’ingrandimento su Lockheed Martin, visto che il programma varato dall’Unione Europea richiede agli Stati membri di dotarsi di nuovi sistemi che la società sviluppa ed è leader di settore, come “difesa aerea e missilistica, sistemi d’artiglieri, missili e droni e sistemi anti-drone” oltre a “mobilità informatica” dando un forte vantaggio a questa azienda rispetto ai suoi concorrenti sia americani che europei.
La Lockheed Martin Corporation lavora a fianco di vari eserciti dell’Unione Europea, compresi importanti Stati come Spagna e Germania, mentre sempre a riguardo del Vecchio Continente ha una forte connessione con il Regno Unito.
Il legame con la difesa spagnola dura da 40 anni fornendo radar, elicotteri e il sistema di combattimento integrato Aegis per le unità navali, di cui fra l’altro fornisce anche l’esercito tedesco che ha una connessione con Lockheed Martin da oltre 50 anni.
La Gran Bretagna, invece ha contratti per la fornitura di torrette di ricognizione per i veicoli del progetto AJAX e lavora in sinergia con la multinazionale americana per progetti legati al settore aerospaziale mirando a rendere il settore britannico fra più all’avanguardia al mondo.
Gli affari però riguardano anche l’Italia, infatti la Lookheed Martin Corporation è la promotrice del progetto per la fabbricazione di caccia da supporto tattico F-35 Lightning II che coinvolge oltre a noi, Paesi come Australia, Turchia, Olanda, Canada, Gran Bretagna e Danimarca e indirettamente Israele e Giappone che hanno richiesto alcuni esemplari. Gli F-35 sono prodotti, in sinergia con la società italiana Leonardo, presso la base dell’Aeronautica Militare di Cameri, vicino a Novara, e sono l’unico impianto di produzione di questi mezzi al di fuori dei confini statunitensi.
Si prospettano grandi affari per la Lockheed Martin Corporation per l’anno in corso che potrebbero vedere incrementato il fatturato del 2024 che è stato pari a 71 miliardi di dollari. Per la felicità di azionisti e board, la finanza e gli armamenti si uniscono per spostare le risorse economiche oltre Atlantico arricchendo le grandi multinazionali produttrici che si orientano verso un 2025 con fatturati record.

