L’Esercito Italiano schiera il LYNX: il futuro della fanteria

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L’Esercito Italiano si appresta a schierare il veicolo da combattimento cingolato per la fanteria Lynx KF 41 come sostituto del vecchio Dardo. Questa innovativa piattaforma, sviluppata dalla Rheinmetall, è stata recentemente presentata presso il Poligono Militare di Nettuno, e rappresenta non solo un progressivo abbandono delle vecchie piattaforme, ma anche una risposta alle complessità del moderno panorama bellico, influenzato da conflitti come quello in Ucraina.

Sulla nuova piattaforma Lynx si baserà lo sviluppo del programma Army Armored Combat System – mirato a ristrutturare e potenziare le capacità operative dell’Esercito Italiano – rappresenta un tassello importante per la complessiva modernizzazione delle forze armate italiane che, al pari delle altre principali potenze della NATO, hanno osservato con attenzione il ritorno della guerra convenzionale in Europa, muovendo di conseguenza riflessioni sulle strategie, in parte mutate per l’introduzione di nuovi sistemi d’arma, in parte immutate nel campo del dominio terrestre e delle tattiche da adottare in battaglia, ma anche sulla necessità di essere aggiornate e pronte a difendere gli interessi nazionali e internazionali condivisi. Anche solo in chiave di deterrenza.

Il nuovo Lince dell’Esercito Italiano

Sviluppato per garantire la migliore combinazione di protezione, potenza di fuoco e mobilità sul campo, il veicolo da combattimento cingolato Lynx KF41, che prevede lo sviluppo di cinque varianti con ben sedici diverse configurazioni finali – da veicolo centro comando, al trasporto truppe, al veicolo ambulanza corazzato – si distingue per la sua struttura modulare, che consente una rapida riconfigurazione per diverse missioni. Protetto dal risultato del concetto di “corazza modulare” sviluppata per fornire protezione da armi anticarro, munizioni di medio calibro, schegge di artiglieria, IED (Improvised Esplosive Device) e schegge di proiettili di artiglieria. Lungo 7,7 metri per una larghezza di 3,6 metri, con un equipaggio di 2 o 3 uomini più la capacità di trasportare 8 soldati completamente equipaggiati nel caso della configurazione trasporto truppe, può raggiungere una velocità su strada di 70 km/h con un’autonomia, approssimativa, di 500 km.

Il Lynx può essere equipaggiato con grande una varietà di armamenti, che comprendono un cannone automatico da 30mm MK 30-2/ABM con una mitragliatrice coassiale da 7.62mm, missili anticarro, e nelle diverse configurazioni anche di mortaio, sistemi per la difesa aerea e un cannone da 120 mm nella versione per il “supporto pesante”.

Questo approccio modulare consente una straordinaria versatilità e adattamento alle varie esigenze delle forze armate, contribuendo così a una risposta agile ma robusta alle minacce contemporanee. Un altro aspetto fondamentale del programma è la complementarietà che il Lynx KF-41 troverà in altri progetti, come il nuovo carro armato che Leonardo e Rheinmetall progetteranno sul fondamento del KF51 Panther.

Guardare ai conflitti di oggi per difendersi da quelli del futuro

L’introduzione di piattaforme di ultima generazione come il Lynx KF-41 è motivata non solo da un’esigenza di rinnovamento, che mira ad efficientare il nostro apparato di Difesa sostituendo i mezzi che hanno terminato il loro ciclo operativo o devono essere sostituiti per obsolescenza, ma anche da profonde riflessioni applicate a come conflitti moderni si sono evoluti. Mantenendo in parte immutata la necessità di poter schierare se necessario forze corazzate pesanti. Il conflitto in Ucraina ha infatti dimostrato come le nuove armi – i droni e i sistemi anticarro di moderna concezione – siano letali, ma ha anche rivelato come le armi di linea, anziché essere superate dalla tecnologia, rimangono la spina dorsale della strategia militare moderna.

Il Lynx KF-41 è già stato sottoposto a una serie di test da parte degli ingegneri e collaudatori dell’Esercito Italiano, che ne hanno esaminato prestazioni relative a mobilità, protezione, potenza di fuoco e interoperabilità. Queste valutazioni sono cruciali per garantire non solo l’efficacia del veicolo di fronte a scenari di conflitto, ma anche la sua capacità di integrarsi con le tecnologie e le strategie adottate dalle altre nazioni alleate.

In conclusione, l’arrivo della Lince tra le fila dell’EI rappresenta un passo in avanti per le nostre forze terresti. Segno che l’Italia, che sta impegnando rafforzare il proprio ruolo sulla scena internazionale, rispondendo alle esigenze di sicurezza nazionale e collettiva in un contesto in costante evoluzione, vuole essere pronta ad affrontare le sfide del presente e del futuro con strumenti moderni che rappresentano il primo livello di deterrenza.