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Difesa

L’escalation dei sottomarini: ora Kim Jong Un minaccia di usare l’atomica

L'Uss Kentucky, dotato di missili balistici di classe Ohio (Ssbn), ha fatto scalo nella città sudcoreana di Busan.

Era dagli anni Ottanta che un sottomarino statunitense con capacità nucleari non visitava la Corea del Sud. L’Uss Kentucky, dotato di missili balistici di classe Ohio (Ssbn), ha fatto scalo nella città sudcoreana di Busan, nel sud-est del Paese. Il suo arrivo ha inoltre coinciso con l’inizio dei colloqui tra Seoul e Washington per coordinare le risposte in caso di un’eventuale guerra nucleare contro la Corea del Nord, e con il lancio, da parte di Pyongyang, di due missili verso est.

Il ministro della Difesa del Giappone, Yasukazu Hamada, ha spiegato che i due proiettili si sono inabissati all’esterno della zona economica esclusiva di Tokyo, che avrebbero raggiunto un’altitudine massima di circa 50 chilometri, e percorso una distanza di circa 600 chilometri, probabilmente con una traiettoria irregolare.

La mossa di Kim Jong Un è una chiara, prima, risposta all’incontro numero uno del nuovo Gruppo consultivo sul nucleare (Ncg, Nuclear Consultive Group) di Stati Uniti e Corea del Sud. Non a caso, Pyongyang ha affermato che l’arrivo in porto in Corea del Sud del sottomarino nucleare statunitense “soddisfa effettivamente” la soglia di Pyongyang per l’uso di armi nucleari. “Il dispiegamento statunitense di risorse strategiche nucleari, tra cui un sottomarino dotato di armi nucleari, soddisfa le nostre direttive per l’uso di armi nucleari”, ha dichiarato in una nota il ministro della Difesa di Pyongyang, Kang Sun Nam.



Il sottomarino Usa in Corea

Il coordinatore dell’Indo-Pacifico della Casa Bianca, Kurt Campbell, ha confermato la rara visita del sottomarino, sottolineando che era stata prevista lo scorso aprile, dopo la firma della Dichiarazione di Washington tra il presidente sudcoreano, Yoon Suk Yeol, e il suo omologo statunitense Joe Biden. Per capire quindi cosa sta accadendo a Seoul è necessario leggere il richiamato accordo congiunto, che include il rafforzamento della cooperazione militare tra Usa e Corea del Sud, la condivisione delle notizie e la creazione, appunto, di un gruppo consultivo nucleare – sul modello delle consultazioni nucleari all’interno della Nato – per dare al governo sudcoreano ulteriori informazioni sulla pianificazione degli Usa.

Il sottomarino balistico classe Ohio USS Kentucky (SSBN 737) transita nel Canale di Hood mentre rientra nel suo porto di origine, la base navale di Kitsap-Bangor, nello Stato di Washington.

La Dichiarazione comprende poi il regolare dispiegamento di un sottomarino missilistico balistico statunitense con armi nucleari in Corea del Sud e altre misure, tra cui una maggiore condivisione di informazioni riservate in caso di attacco nordcoreano. Pyongyang ha condannato il gruppo per “aver discusso apertamente dell’uso di armi nucleari” e ha messo in guardia contro i piani alleati di aumentare le dimostrazioni di forza militare.

Risposte nucleari

“Renderemo impossibile per la Corea del Nord anche solo pensare ad una provocazione nucleare. Abbiamo chiaramente avvertito che se lo farà porterà alla fine del suo regime”, ha detto Yoon in un discorso a bordo del sottomarino, sottolineando la determinazione dell’alleanza Seoul-Washington nel dispiegare risorse strategiche statunitensi e migliorare le capacità dell’ombrello nucleare americano.

Gli Ssbn statunitensi fanno affidamento sulla furtività per garantire la loro sopravvivenza e preservare la loro capacità di lanciare missili nucleari durante una guerra. Come ha sottolineato Asian Nikkei Review, raramente effettuano soste pubbliche nei porti stranieri. Nello specifico, la Us Navy schiera 14 Ssbn. I sottomarini di classe Ohio trasportano 20 missili Trident II D5, ciascuno dei quali può lanciare fino a otto testate nucleari su obiettivi fino a 12.000 chilometri di distanza.

Corea del Sud e Usa hanno in ogni caso concordato di facilitare la condivisione delle informazioni – inclusa la creazione di una rete di comunicazione sicura – e il coordinamento e la pianificazione in caso di attacco nucleare nordcoreano. Un attacco che, nel caso in cui dovesse essere effettuato, dovrebbe affrontare una risposta “schiacciante” degli alleati, hanno spiegato i funzionari di Seoul.

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