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Nella giornata di ieri, a Roma presso le Officine Farneto, Leonardo ha presentato il suo nuovo sistema di difesa aerea integrata: Michelangelo Dome. Il sistema nasce per contrastare le minacce emergenti in uno scenario globale sempre più complesso e proteggere infrastrutture critiche, aree urbane sensibili, territori e asset di interesse nazionale ed europeo, attraverso una soluzione modulare, aperta, scalabile e multi-dominio. Il concetto di difesa aerea integrata implica la messa a sistema di diversi assetti per contrastare tutte le minacce nel dominio aereo (missili balistici, caccia, droni, vettori da crociera), con uno schema multilivello (definito in base al tipo di minaccia da neutralizzare, solitamente discriminato sulla quota di ingaggio) la cui spina dorsale è formata da sensori di varia natura (radar e satelliti) per la scoperta, tracciamento e ingaggio dei bersagli volanti.

Michelangelo Dome non è un singolo sistema, ma un’architettura completa che integra sensori terrestri, navali, aerei e spaziali di nuova generazione, piattaforme di cyber-difesa, sistemi di comando e controllo, intelligenza artificiale ed effettori coordinati. La piattaforma crea una cupola di sicurezza dinamica in grado di rilevare, tracciare e neutralizzare le minacce anche in caso di attacchi su larga scala, in tutti i domini operativi: minacce aeree e missilistiche – inclusi missili ipersonici e sciami di droni – attacchi di superficie e sottomarini in mare e forze terrestri ostili. La vera novità del sistema sviluppato da Leonardo è proprio a possibilità di mettere a sistema assetti nei vari domini (terrestre, navale, cyber…) per la risposta e la neutralizzazione delle minacce provenienti da domini diversi sfruttando l’intelligenza artificiale predittiva. Il progetto introduce infatti un nuovo paradigma di difesa: la gestione simultanea e integrata di minacce eterogenee, sfruttando l’interconnessione tra i domini aereo, marittimo, terrestre e spaziale, all’interno di un ambiente cyber-sicuro supportato da un sofisticato sistema di intelligenza artificiale.

Grazie all’avanzata fusione di dati provenienti da più sensori e all’utilizzo di algoritmi predittivi, Michelangelo Dome è in grado di anticipare l’attività ostile, ottimizzare le risposte operative e coordinare automaticamente i meccanismi di risposta più adatti. L’infrastruttura è progettata per essere aperta, ovvero pienamente compatibile con gli assetti e le piattaforme difensive di altre nazioni e conforme agli standard NATO. In altre parole, se un Paese della NATO non possiede caccia moderni, ma solo batterie di missili da difesa aerea, queste possono essere integrate nel sistema in modo da offrire un efficace strumento di contrasto alle minacce.

Il Michelangelo Dome è concepito per la difesa e la protezione del territorio nazionale ed europeo, ma può anche essere impiegato per salvaguardare specifiche aree di interesse strategico, come basi militari, porti e aeroporti, infrastrutture civili critiche e siti industriali, aree urbane, grandi eventi e asset strategici, garantendo la neutralizzazione di piattaforme ostili prima che possano rappresentare un rischio per la sicurezza.

Il sistema, come riporta RID, è in grado di effettuare analisi computazionali su volumi di dati, provenienti da radar, satelliti e rilevatori a infrarossi, pari a centinaia di terabyte al secondo, garantendo al contempo la protezione di tali dati (cyber resilient and secure by design). Dal punto di vista pratico, il centro nevralgico del sistema è rappresentato da un modulo plugin denominato MC5 che consente l’integrazione di varie piattaforme con tempo di latenza ridotto e capacità di distribuzione e sincronizzazione dati assistita da Intelligenza artificiale per velocizzare il processo decisionale. Praticamente il modulo consente il passaggio da un approccio “kill chain”, ovvero “un sensore / un effettore” a “kill web”, cioè “un sensore / il migliore o qualsiasi effettore disponibile”.

Si tratta di una rivoluzione: il sistema, per spiegare meglio quest’ultimo concetto, sarà in grado di analizzare la tipologia di minaccia e di suggerire automaticamente il migliore sistema integrato in rete per neutralizzarla, o la migliore architettura di sistemi (ad es. Skyranger + IRIS-T SLM in caso di drone o missile da crociera).

Con Michelangelo Dome, Leonardo punta a stabilire un punto di riferimento per i futuri sistemi di difesa multi-dominio: reti in grado di pensare, reagire e adattarsi alla velocità di una macchina.

L’Amministratore Delegato e presidente di Leonardo, Roberto Cingolani, ha affermato durante la presentazione che il sistema “sarà basato su un integrated project team a cui parteciperanno tutte le Forze Armate italiane”, senza il cui apporto il progetto si rivelerebbe solo un “velleitario esercizio tecnologico”.

Leonardo prevede che i primi prodotti di Michelangelo Dome saranno pronti entro la fine del 2027, dopo un biennio di integrazione con gli attuali sistemi di difesa aerea integrata.

Mentre le minacce globali continuano a evolversi, la presentazione di Roma segnala l’intenzione dell’Italia di svolgere un ruolo decisivo nel plasmare le tecnologie di difesa dei prossimi decenni e consolida il ruolo di Leonardo nella difesa aerea e missilistica nazionale, nello sviluppo europeo di radar e sensori, nella sorveglianza spaziale e nelle infrastrutture di sicurezza informatica. Si prevede che il progetto coinvolgerà numerosi partner italiani ed europei, rafforzando l’industria nazionale e migliorando al contempo la sicurezza complessiva dell’Europa.

Leonardo punta a far sì che Michelangelo Dome diventi un pilastro della futura architettura di difesa europea, promuovendo sia la capacità tecnologica che la collaborazione industriale in tutto il continente. Cingolani ha tenuto a ricordare a RadioCor/Il Sole 24 Ore che “non sta finendo la guerra, sta iniziando una guerra nuova. I prossimi anni di pace apparente potrebbero permettere agli aggressori di costruire armi che sono difficili da neutralizzare: mai come adesso bisogna investire nella difesa”, e non possiamo che concordare con quanto detto dall’AD di Leonardo.

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