Martedì 11 giugno Knds, la joint venture franco-tedesca che costruisce Mbt (Main Battle Tank) e altri veicoli corazzati, ha deciso di non proseguire la sua collaborazione con Leonardo per la costruzione dei carri armati Leopard 2A8 “italianizzati” per l’Esercito Italiano. L’accordo, stipulato a dicembre 2023, prevedeva infatti che i 133 Mbt e 138 carri da supporto vedessero la cospicua presenza di sensori e altre parti (tra cui la torretta) fabbricate in Italia, e la possibilità concreta di vedere l’assemblaggio finale dei Leopard 2A8 a La Spezia. Quanto stabilito era coerente con quello che si leggeva nel Documento Programmatico Pluriennale per la Difesa 2023-2025, ove si indicava un investimento di 8,24 miliardi di euro spalmati su 14 anni – di cui 4 già messi a bilancio – previa installazione di sensoristica e altro hardware nazionale sui carri armati.
Knds ha riferito, un po’ troppo sinteticamente, che l’accordo è stato annullato per “salvaguardare la configurazione” dei Leopard 2A8, ma probabilmente la decisione ha un sapore molto politico e poco tecnico, in quanto gli stessi carri verranno prodotti in Norvegia, con discrete modifiche al progetto originale, per l’esercito norvegese in 54 esemplari.
Senza fare dietrologia, non essendo note le vere motivazioni della decisione di Knds, resta da risolvere un punto fondamentale: ora che è saltato l’accordo per i Leopard 2 “italianizzati”, a chi si rivolgerà l’Italia per integrare la linea carri formata dagli Ariete modernizzati?
Qualche segnale in tal senso potrebbe arrivarci da Eurosatory 2024, la fiera internazionale della Difesa e della sicurezza di Parigi dove allo stand di Rheinmetall, industria tedesca di armamenti che produce anche carri armati, è stato mostrato un KF-41 “Lynx”, un Aifv (Armoured Infantry Fighting Vehicle) di nuova concezione, con un’inedita configurazione grazie al montaggio di una torretta Hitfact Mk II di Leonardo. Quanto visto potrebbe facilmente essere il segnale dei buoni rapporti tra il colosso degli armamenti italiano e Rheinmetall, che quindi potrebbe aprire a nuove possibilità per i carri armati dell’Esercito Italiano.
Non è infatti da escludere che l’Italia possa affidarsi alla società tedesca per produrre in casa il nuovo Mbt KF-51 qualora si giungesse a un qualche tipo di accordo simile a quello che legava Leonardo a Knds.
Questo carro è stato presentato come dimostratore tecnologico da Rheinmetall a Eurosatory del 2022 e ha riscosso l’interesse dell’Ungheria, che a dicembre 2023 ha firmato un accordo del valore di 288 milioni di euro per sviluppare la variante EVO del carro, che usa il cannone da 120 millimetri, lo stesso dei Leopard 2A7 ungheresi, invece di quello originariamente previsto da 130 millimetri.
Il KF-51 incorpora in sé numerose caratteristiche tecniche di quello che sarà il carro armato del futuro, che in Europa si chiama Mgcs (Main Ground Combat System): la massima letalità sul campo di battaglia combinata con un concetto di sopravvivenza integrato e collegato da un backbone di dati Ngva (Next Generation Vehicle Architecture) completamente digitalizzato per consentire capacità operative e automazione di prossima generazione. In particolare tutti gli armamenti di bordo sono collegati ai sistemi di mira e al computer di controllo del fuoco attraverso un’architettura completamente digitalizzata, consentendo operazioni hunter/killer e killer/killer, ingaggi di bersagli senza interruzioni e futuro supporto decisionale a intelligenza artificiale. Il carro è progettato per controllare veicoli aerei senza pilota, loitering munitions e una gamma di veicoli terrestri senza equipaggio. Il suo sistema completamente digitalizzato consente un vero accoppiamento uomo-macchina e il controllo degli Ugv (Unmanned Ground Vehicle) gregari.
Si configura, quindi, come un Mbt “sistema di sistemi” che è proprio il requisito principale dell’Mgcs e pertanto se si dovesse giungere a un accordo tra Leonardo e Rheinmetall anche sul KF-51, l’Esercito Italiano potrebbe avere un carro armato molto simile all’Mgcs e molto prima, dato che i primi esemplari del nuovo carro franco-tedesco è previsto che saranno consegnati non prima del 2040.
Intrinsecamente legata alla questione Leonardo/Knds c’è anche quella di un programma tutto italiano per i nuovi veicoli corazzati di supporto alla fanteria, denominato A2CS (già noto come AICS). Si tratta di un contratto di produzione per 1050 veicoli di ogni tipo (costo complessivo 5,2 miliardi di euro sino al 2037), in sostituzione dei “Dardo” dell’Ei, facendone così il più grande programma di sviluppo di un mezzo terrestre in Europa attualmente in corso.
All’inizio di quest’anno la Difesa aveva affidato a Leonardo e a Iveco Defence Vehicles il compito di reclutare partner europei che possano portare competenze e piattaforme, e riteniamo che dopo lo strappo con Knds, che era tra i candidati di spicco, il “Lynx” di Rheinmetall possa essere tra i favoriti, seguito dal CV-90 di BAE Systems Hägglunds.
Attenzione che però l’Mgcs resta un programma prioritario per l’Esercito Italiano, e considerando che la filiale francese di Knds all’inizio dello scorso maggio aveva dichiarato che la partnership industriale per il momento sarebbe restata chiusa ad altri collaboratori, si corre il rischio di restare del tutto esclusi dalla progettazione del carro del futuro qualora si decidesse di affidarsi in toto ai tedeschi per A2CS e KF-51.
Come vi abbiamo già detto occorre però chiedersi se davvero valga la pena investire risorse – che in Italia scarseggiano sempre – in un carro che sarà consegnato a partire dal 2040 basato su un progetto che, in quella data, avrà raggiunto più di 20 anni di anzianità.
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