Il partenariato tra Leonardo e la turca Baykar compie un importante e decisivo passo in avanti nel settore aeronautico: il velivolo italiano da addestramento avanzato M-346 e il drone Kizilelma hanno effettuato il primo test di volo collaborativo nell’ambito della serie K-SWARM di “voli di formazione autonomi congiunti”, svoltasi a maggio presso il centro di volo di prova di Baykar a Çorlu.
In una dichiarazione congiunta di Leonardo e Baykar del 22 giugno, si riferisce che i “voli di formazione autonomi” hanno convalidato la tecnologia, il software e l’hardware sviluppati per il combattimento autonomo. Questa campagna di test ha fornito importanti risultati per il perfezionamento dei processi operativi, concettuali, industriali, logistici e dottrinali necessari per la produzione in serie dei sistemi destinati all’impiego in combattimento, e ha certificato la validità del concetto “loyal wingman” – o CCA – Collaborative Combat Aircraft – tra il drone di fabbricazione turca e il software avanzato dell’addestratore italiano, utilizzato per formare i piloti nazionali e di Paesi alleati e partner per volare sui caccia di quarta generazione avanzata, quinta e, in prospettiva, sesta generazione.
Le prove, in dettaglio, hanno coinvolto un M-346 in versione FA (Fighter Attack) di Leonardo e un T-346A dell’Aeronautica Militare italiana come aereo di supporto. Durante la campagna di test, il Kizilelma ha completato autonomamente il rullaggio e il decollo e successivamente si è unito autonomamente all’M-346 in formazione. A questo punto, i due membri dell’equipaggio a bordo dei velivoli hanno assunto il pieno controllo del drone. Il Kizilelma ha utilizzato i cosiddetti algoritmi Smart Fleet Autonomy sviluppati dal laboratorio di intelligenza artificiale Hardware-in-the-Loop (HIL) di Baykar per le prove. Una volta ceduto il controllo ai 346, i piloti hanno utilizzato una suite avionica di nuova concezione sviluppata da Leonardo (denominata GCC) che consiste in un collegamento dati basato su radiofrequenza che sincronizza e integra tutti i dati tra il drone e gli M-346 completamente integrata per comandare le diverse formazioni.
Le prove dell’accoppiamento “Kizilelma/M-346” in Turchia, che andranno avanti anche nei prossimi mesi, hanno rappresentato la prima fase operativa del programma K-SWARM di Leonardo e Baykar, incentrato sullo sviluppo dell’interoperabilità tra velivoli con equipaggio e senza equipaggio. Le aziende si riferiscono a questo concetto come “teaming crewed/uncrewed” (CUC-T), ma è anche noto con altre designazioni come “manned-unmanned teaming” (MUM-T) o “collaborative combat teaming”. “Le capacità di autonomia avanzate del Kizilelma hanno semplificato notevolmente il processo di integrazione, consentendo un’implementazione senza intoppi e un rapido dispiegamento”, si legge nel comunicato di Leonardo. Queste capacità sono state inizialmente testate con un simulatore di missione dell’M-346 presso l’aeroporto di Venegono, in provincia di Varese. Il comunicato suggerisce che il simulatore sia stato utilizzato per simulare e coordinare le attività di comando del principio CUC-T, i voli in formazione e per testare i vari algoritmi di volo autonomo, di collegamento dati e di rete sviluppati da Baykar e Leonardo.
Operazioni sempre più complesse
L’azienda italiana ha inoltre specificato che “queste capacità sono state messe in pratica durante i voli in formazione M-346/KIZILELMA, a supporto della validazione della collaborazione e del coordinamento avanzati di diverse piattaforme da combattimento ad alte prestazioni e sistemi aerei, in quanto il programma ha segnato il passaggio dalla simulazione alle operazioni reali”. Leonardo precisa anche che nei prossimi mesi il programma K-SWARM si evolverà “verso operazioni più complesse e funzioni aggiuntive”. La tecnologia e gli algoritmi di intelligenza artificiale passeranno ora “gradualmente dal pilotaggio remoto all’autonomia” per “ridurre il carico di lavoro del pilota pur mantenendo il pieno controllo e la capacità decisionale”. Il comunicato stampa di Leonardo ricorda infine che “la prima fase di test dimostra la solida partnership tra Leonardo e Baykar e le rispettive competenze tecnologiche e industriali. Questo conferma il vantaggio competitivo delle due aziende nel settore e rappresenta un passo concreto verso lo sviluppo di capacità critiche per le moderne operazioni aeree di combattimento in scenari operativi multidominio”.
I progressi di Leonardo/Baykar nell’accoppiamento CCA/velivolo pilotato sono una pietra miliare per l’industria nazionale, per quella turca e in prospettiva per l’architettura della Difesa europea. Il concetto CCA prevede infatti i piloti da caccia del futuro affrontino il combattimento accompagnati da droni sotto il loro controllo, pronti a sparare, raccogliere informazioni, disturbare le comunicazioni o fungere da esche. Lo stesso concetto, valido per velivoli attuali come l’F-35 o perfino l’Eurofighter “Typhoon” di ultima tranche, sarà centrale per il velivolo di sesta generazione che tra i suoi requisiti prevede il teaming con droni da combattimento aereo. Il lavoro effettuato da Leonardo insieme a Baykar sarà quindi molto probabilmente funzionale per lo sviluppo del software di comunicazione/controllo del futuro CCA che andrà ad accoppiarsi col GCAP (Global Combat Air Programme), ponendo così l’Europa ai massimi vertici della tecnologia aeronautica globale, ed esprimendo capacità concorrenziali rispetto ai prodotti statunitensi attualmente in fase di sviluppo.