Leonardo ci riprova e propone il caccia leggero T-346 agli Usa

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Leonardo, il gruppo italiano leader nel settore dell’aerospazio e della Difesa, è presente all’esposizione Navy League Sea Air & Space 2023, in corso al National Harbor nel Maryland dal 3 al 5 aprile, dove sta presentando prodotti e servizi ad alta tecnologia per un’ampia gamma di esigenze operative in ambito marittimo. La manifestazione offre l’occasione all’azienda anche di evidenziare le sue principali competenze chiave e le sue capacità competitive per soddisfare i requisiti della Difesa degli Stati Uniti.

Leonardo è già presente nel mercato americano degli armamenti: è il principale fornitore al mondo di tecnologie per la propulsione navale e la conversione di energia elettrica a bordo delle navi della marina statunitense, soprattutto a bordo dei sottomarini lanciamissili balistici della classe Columbia; fornisce strumenti per l’integrazione di sistemi di calcolo e distribuzione dati, per i radar e sistemi di controllo preenti su tutte le unità di superficie e sottomarine della Us Navy. Il gruppo, attraverso il suo stabilimento produttivo di Filadelfia, è capocommessa per l’elicottero da addestramento avanzato TH-73A in consegna al Dipartimento della Difesa, mentre la Us Coast Guard utilizza già 14 velivoli HC-27J per la sorveglianza marittima a medio raggio. Recentemente lo U.S. Special Operations Command ha assegnato a Leonardo un contratto per progettare, modificare, integrare e installare un pacchetto di aggiornamento avionico sul velivolo C-27J operato dalle Forze Speciali e dalla Guardia Costiera, senza dimenticare i sistemi di gestione delle piattaforme di combattimento e le artiglierie navali da 76 e 127 millimetri.

Dal punto di vista dei velivoli ad ala fissa, Leonardo può rimettere in corsa il caccia leggero/addestratore M-346 come soluzione ottimale per soddisfare i requisiti di addestramento della U.S. Navy, emanati attraverso il programma Ujts (Undergraduate Jet Training Systems) e Tsa (Tactical Surrogate Aircraft). L’M-346 è infatti un collaudato velivolo di addestramento integrato associato a un sistema complesso basato a terra (con simulatori) pienamente operativo, in grado di addestrare gli aspiranti piloti da caccia agli scenari operativi più impegnativi.

L’interfaccia uomo-macchina all’avanguardia offerto dal “sistema M-346”, offre i più disparati scenari tattici con la presenza di sensori, minacce e bersagli di ogni tipo che fanno di questo addestratore un vero e proprio simulacro degli aerei da combattimento di ultima generazione.

Dal punto di vista prettamente aeronautico, le superiori qualità di volo, le prestazioni e le caratteristiche dell’M-346 contribuiscono a massimizzare l’efficacia didattica per preparare i piloti a utilizzare al meglio i velivoli moderni e futuri.

Dopo che l’Us Air Force ha optato per il velivolo T-7A della Boeing per sostituire la numerosa linea dei suoi aerei da addestramento, facendo perdere a Leonardo una ghiotta occasione, l’M-346 potrebbe quindi facilmente essere il candidato migliore per sostituire i velivoli che la marina Usa impiega nello stesso ruolo, ma dovrà ancora confrontarsi con il caccia prodotto localmente.

Considerando però che la marina statunitense è alla ricerca di un “jet collaudato”, l’M-346 potrebbe avere più possibilità, proprio per l’esperienza accumulata in questi anni. Il T-7A, infatti, è un velivolo appena nato: il primo esemplare ha effettuato il roll out lo scorso 28 aprile e la sua produzione (351 esemplari da consegnare all’Air Force in base a un contratto da 9,2 miliardi di dollari assegnato a Boeing nel settembre 2018) è ben lungi dall’essere a pieno regime dopo aver incontrato alcuni problemi in fase di progettazione e collaudo.

La Us Air Force, in una dichiarazione risalente a giugno 2021, aveva infatti affermato che molteplici problemi stavano affliggendo il programma, come, ad esempio, la decisione di spostare la produzione su vasta scala dal 2022 al 2023 a causa della carenza di componenti fondamentali, per via dei ritardi di progettazione iniziali e per la necessità di ulteriori test per correggere problemi all’ala dell’aereo, che comportano un’instabilità lungo l’asse di rollio quando il T-7A vola ad angoli di attacco elevati.

Il T-346 sembra quindi avere tutte le carte in regola per vincere la gara d’appalto della U.S. Navy e può anche godere di un’importante finestra pubblicitaria data dall’International Flight Training School (IFTS), il nuovo centro di addestramento avanzato, progettato dall’Aeronautica Militare Italiana insieme a Leonardo. Il centro, la cui costruzione è cominciata nel 2020, sta già formando i primi piloti, anche stranieri come quelli giapponesi, tedeschi e provenienti da Singapore e dal Qatar, e si configura non solo come una scuola di volo, ma come un hub internazionale caratterizzato da piloti istruttori ex militari selezionati e qualificati dall’AM e da un programma di addestramento basato sul modello “train as you fight”. In particolare, il rigoroso processo di preparazione dei piloti consente di ottenere i più alti profili di addestramento per i caccia di quarta e quinta generazione, come l’F-35, che è entrato in servizio nelle nostre forze aeree ed in quelle di altri Paesi europei, ma si ritiene, in prospettiva, che sarà in grado di addestrare il personale di volo anche per il prossimo velivolo di sesta generazione: il Tempest che prenderà vita da un consorzio trinazionale formato da Italia, Regno Unito e Giappone – recentemente entratovi – per la cui costruzione, peraltro, partecipa sempre Leonardo.

Il nuovo centro di addestramento utilizzerà 22 velivoli M-346AJT, che operati da un totale di 40 istruttori (15 dell’Ami e 25 altri selezionati sempre dall’Aeronautica), saranno in grado di formare più di 70 piloti. L’Ifts di Decimomannu rappresenta quindi un salto in avanti rispetto al centro addestramento di Galatina (Le), che, utilizzando gli stessi velivoli ma solo sei istruttori, formava una trentina di piloti da caccia ogni anno.

Non è da escludere, quindi, che qualora Leonardo dovesse vincere la gara della Us Navy, si vedranno i piloti statunitensi giungere presso la base di Decimomannu per familiarizzare con la macchina e addestrarsi nell’ambiente unico offerto dal sistema composto dal velivolo di Leonardo e dai simulatori a terra, avendo anche la possibilità di sfruttare il vicino poligono militare per l’attività di volo.